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Nicholas Green, 32 anni dopo, la Calabria ricorda il bimbo simbolo dei trapianti

  • Postato il 29 settembre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Nicholas Green, 32 anni dopo, la Calabria ricorda il bimbo simbolo dei trapianti

Il Quotidiano del Sud
Nicholas Green, 32 anni dopo, la Calabria ricorda il bimbo simbolo dei trapianti

A 32 anni dall’agguato sulla Salerno-Reggio Calabria, il 29 settembre 1994, l’Italia ricorda Nicholas Green. Il gesto dei genitori diede vita all’“Effetto Nicholas”, facendo schizzare le donazioni di organi


Era la notte del 29 settembre 1994 quando la vita della famiglia Green cambiò per sempre. Mentre viaggiava sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, diretta in Sicilia per una vacanza, l’auto con a bordo Reginald Green, la moglie Maggie e i due figli fu affiancata da un’altra vettura da cui partì una scarica di proiettili. Nell’auto da cui partirono i colpi c’erano rapinatori legati alle locali cosche di ‘ndrangheta.

Nicholas, 7 anni, fu colpito gravemente alla testa. Trasportato d’urgenza al Policlinico di Messina, morì il 1° ottobre 1994 dopo l’accertamento della morte cerebrale.

Il gesto che cambiò l’Italia: “Effetto Nicholas”

Di fronte al dolore più grande, Reginald e Maggie Green presero una decisione che avrebbe segnato la storia sanitaria del Paese: donare gli organi e le cornee del piccolo Nicholas.

Grazie a quel gesto, cinque persone ricevettero un trapianto salvavita – tra cui Maria Pia Pedalà, da poco diventata nonna – e due pazienti riacquistarono la vista.

La notizia fece il giro del mondo. I genitori ricevettero una medaglia al merito dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Mentre giardini, scuole e vie vennero intitolate a Nicholas in tutta Italia.

Dalla morte di Nicholas Green ad oggi. Da tassi bassissimi a eccellenza mondiale

Nel 1994 l’Italia registrava uno dei tassi di donazione di organi più bassi d’Europa: circa 8 donatori per milione di abitanti.

Dopo la morte di Nicholas, si verificò un’impennata senza precedenti: nel giro di dieci anni il numero delle donazioni quasi quadruplicò, portando il Paese tra i primi al mondo per trapianti.

È il fenomeno che i media ribattezzarono “Effetto Nicholas”, titolo scelto anche per il documentario Rai andato in onda nel 2025 che ha raccontato l’impatto di quella scelta sull’intera società italiana.

Le parole del papà di Nicholas: «Il cuore dell’Italia ha risposto alla mafia»

A 97 anni, Reginald Green continua a portare il messaggio del figlio. «La cosa migliore che gli italiani possono fare in sua memoria – ha dichiarato – è continuare ad aiutare i pazienti che morirebbero senza un trapianto».

«Il cuore generoso dell’Italia – ha aggiunto – ha risposto alle azioni di mafiosi salvando migliaia di vite grazie a un incremento delle donazioni».

Le iniziative, da Bivongi al convegno “DonArte” a Messina

La memoria di Nicholas resta viva soprattutto in Calabria. Il Comune di Bivongi (Reggio Calabria), che 32 anni fa gli dedicò un grande parco pubblico, ha ricordato la ricorrenza sui social e ha commissionato una scultura in suo onore.

Come ogni anno, il Policlinico e l’Università di Messina organizzano un convegno internazionale dedicato ai trapianti. Dal 4 al 6 ottobre si svolgerà “DonArte”, appuntamento che riunisce esperti di tutto il mondo per fare il punto su donazioni e nuove frontiere della medicina dei trapianti.

Nicholas Green, una storia che parla ancora al presente

A oltre tre decenni da quella notte sull’A3, la storia di Nicholas Green continua a essere un ponte tra dolore e speranza, tra criminalità e riscatto civile.

Come ha ricordato il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, «dal dolore nacque una straordinaria lezione di vita» che ancora oggi ispira scelte di generosità e responsabilità.

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