Next Step: Il futuro del talento si allena, non si assume
- Postato il 23 aprile 2026
- Forbes Italia
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L’evoluzione della formazione aziendale e la ricerca dei talenti sono oggi al centro della strategia di crescita e innovazione di Angelini Industries. Tiziana Carnicelli, General Manager di Angelini Academy, illustra in questa intervista il nuovo progetto Gateway e definisce le sfide cruciali del ricambio generazionale. L’obiettivo primario dell’azienda è scoprire e valorizzare i futuri leader e formare talenti in grado di fondere competenze tecniche di frontiera con indispensabili abilità relazionali.
L’intervista completa:
Qual è il tuo ruolo in azienda e di cosa ti occupi?
Sono General Manager di Angelini Academy, una società che lavora nella corporate education in contesto organizzativo per Angelini Industries. Io e il mio team ci prendiamo cura della formazione, dello sviluppo e dei talenti per una multinazionale che opera in 21 paesi con 5600 dipendenti, nei settori del largo consumo, tecnologie industriali e farmaceutico. L’imprenditore ha recentemente investito sulle competenze rendendoci una società per azioni autonoma che fa anche ricerca, finanziando dottorati sulle neuroscienze dell’apprendimento e le tecnologie educative.
Quali sono le università con cui collaborate a livello internazionale?
In Italia lavoriamo con Luiss, Bocconi, Tor Vergata, Padova e Bologna. A livello internazionale collaboriamo con istituti del calibro di London Business School, INSEAD, Harvard e Stanford.
L’ago della bilancia dove si sposta? Più sulle competenze hard o su quelle soft?
Oggi le università formano splendidi professionisti con piena consapevolezza nelle competenze tecniche, ma che mancano nella parte soft. Quando entrano nelle organizzazioni faticano ad esprimersi in un contesto che non conoscono; per questo l’ago della bilancia si deve spostare sulle competenze umanistiche, aiutandoli a diminuire il tempo di adattamento che oggi è di sei o otto mesi.
Quali e quanti sono i profili che cercate per il programma Gateway?
Cerchiamo dieci persone per un programma che si ripeterà per almeno tre anni. Non cerchiamo neolaureati diretti, ma persone con tre anni di esperienza lavorativa che hanno il desiderio di mettersi in gioco e abbandonare il percorso attuale per uno full time. Offriamo un International MBA a Madrid, due settimane di approfondimento sui settori farmaceutico e industriale, e chiudiamo il percorso con uno stage pagato nelle nostre aziende.
Che tipo di percorsi accademici vi aspettate dai candidati, magari profili STEM o umanistici?
Siamo confidenti che sia la persona a fare la differenza, non la laurea che si porta dietro. Io stessa vengo da un’estrazione marketing, avendo lavorato in quel settore per quindici anni. Fare marketing significa valorizzare i prodotti cercando di farli brillare e mettendo in luce le loro caratteristiche positive. Oggi faccio lo stesso con le persone: il mio ruolo è farle brillare tirando fuori le loro caratteristiche distintive per aiutarle a esprimere il loro pieno potenziale e renderle felici nella loro realizzazione professionale.
Quali sono le fasi di selezione per entrare nell’Academy e quali i costi?
La selezione inizia con l’application sul sito dell’istituto d’impresa, comprensiva di test e colloqui. Segue un colloquio con il nostro top management per valutare il fit culturale sui valori di orientamento al risultato, innovazione, etica, responsabilità e coinvolgimento. I candidati possono presentare l’ISEE per la sponsorizzazione totale della borsa di studio, oppure pagare una quota di 20.000 euro che verrà interamente restituita se accetteranno una nostra futura offerta di lavoro.
Quali sono le competenze del futuro da insegnare a chi partecipa?
Le competenze più importanti sono quattro: tre soft e una hard. La competenza tecnica imprescindibile è l’uso fluente della tecnologia di frontiera e dell’intelligenza artificiale per rendere tutto più efficiente. Le tre competenze umanistiche sono l’intelligenza emotiva per leggere il contesto lavorativo, le capacità relazionali per fare rete e, soprattutto, una profonda curiosità intellettuale per farsi notare ed emergere.
Perché la curiosità intellettuale, che lei definisce fondamentale, risulta così difficile da esprimere all’inizio?
I ragazzi che entrano in azienda hanno iniziali difficoltà nel riuscire ad esprimersi al meglio, a volte mettendo da lato la loro curiosità intellettuale per paura di rovinare i rapporti con i superiori o di non farsi accettare correttamente dai propri pari. La socialità virtuale aiuta le nuove generazioni, ma le penalizza quando entrano in aziende dove convivono ben cinque generazioni e non tutti utilizzano la parte relazionale virtuale come strumento di crescita. La leadership valorizza molto le relazioni interpersonali fisiche, quindi solo se si ha la capacità di far parlare la propria testa in sicurezza psicologica ci si fa notare e si costruisce un valore positivo intorno a sé.
Qual è un consiglio che daresti agli studenti per valorizzare appieno il proprio potenziale?
Il primo consiglio è non smettere mai di essere curiosi e fare domande con educazione. Il secondo è fare rete il prima possibile in qualsiasi contesto lavorativo. Da soli, come individui, si arriva al massimo a una posizione di middle management, ma se si vuole diventare un vero leader serve una rete capace di integrare le proprie competenze e velocizzare le decisioni.
Qual è il potenziale dell’Academy e dove la vede negli anni futuri?
Vedo Angelini Academy come un ponte tra opportunità e talento, tra scuola e impresa. È un vero e proprio acceleratore di carriera che dimostra come il mondo pubblico e quello privato possano convivere in modo virtuoso, investendo su nuovi modelli di apprendimento a servizio sia delle aziende che della comunità e delle istituzioni scolastiche.
L’articolo Next Step: Il futuro del talento si allena, non si assume è tratto da Forbes Italia.