NBA, ma quanti anni ha davvero LeBron? Paura per Wembanyama: commozione cerebrale e Spurs ko. Suigo vuole il Draft
- Postato il 22 aprile 2026
- Di Virgilio.it
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La carta d’identità tradisce, perché è impensabile ritenere che LeBron Raymone James abbia realmente compiuto 41 anni. Per come si mostra sul rettangolo di gioco, è decisamente folle pensare che sia così: stuoli di giocatori gli si prostrano ai piedi, nonostante abbiano un’età molto più giovane di quella del 23 dei Los Angeles Lakers, che orfani di due pezzi da novanta come Luka Doncic e Austin Reaves hanno deciso di aggrapparsi al loro totem per indirizzare come Dio comanda la serie contro gli Houston Rockets. Che vede i Lakers sorprendentemente avanti per 2-0, nonostante in gara 2 sia rientrato anche Kevin Durant, che pure (benché di 4 anni più giovane) in campo non ha spostato alcun equilibrio.
- LeBron, un record tira l'altro: ancora in campo con Bronny
- Wembanyama, che spavento: commozione cerebrale (e Spurs ko)
- Suigo si rende eleggibile per il Draft (ma potrebbe ripensarci)
LeBron, un record tira l’altro: ancora in campo con Bronny
Dieci anni fa di questi tempi LeBron cominciava una cavalcata play-off unica nel suo genere, quella che avrebbe portato i Cleveland Cavaliers a ribaltare nella serie di finale i Golden State Warriors, prima squadra della lega capace di perdere una serie al meglio delle 7 partite ritrovandosi avanti per 3-1.
Quest’anno magari i play-off avranno un’aurea meno leggendaria, ma intanto li ha cominciati come meglio non avrebbe potuto, prendendosi sulle spalle i Lakers quando tutti li davano già spacciati prima di scendere sul parquet contro i Rockets. I 28 punti con 8 rimbalzi e 7 assist mandati a referto nel secondo atto della serie (39’ in campo) parlano da soli, così come la schiacciata da urlo con la quale ha posto il punto esclamativo su una vittoria di capitale importanza.
LeBron, oltre a sfoggiare una condizione invidiabile, ha ribadito di essere un leader vero, dentro e fuori dal campo. E soprattutto ha mandato a referto un altro primato insensato: è il primo papà a giocare con il figlio in una partita di play-off NBA. “L’unico pensiero che ho in testa in questo momento è andare a giocare gara 3 per mettere un altro mattone nella costruzione della nostra serie”, ha commentato James. Non prima di aver risposto con ironia a chi gli chiedeva come fosse possibile avere un simile atletismo a 41 anni. “Non ne ho idea. Infatti sento che devo sedermi immediatamente… quindi per favore, datemi una sedia…”. Vincere aiuta anche a sorridere.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/BleacherReport/status/2046823548077965542" profile_id="BleacherReport" tweet_id="2046823548077965542"/]Wembanyama, che spavento: commozione cerebrale (e Spurs ko)
Chi ha passato una serata diametralmente opposta è Victor Wembanyama, che di anni ne ha 22 (quando è nato LeBron giocava già con i Cavs nel suo primo anno nella lega) e che poche ore prima di scendere in campo contro i Trail Blazers in gara 2 della serie di primo turno ha conquistato a mani basse il titolo di miglior difensore dell’anno.
Ma la serata che doveva celebrare il premio e spedire gli Spurs verso un comodo 2-0 s’è rivelata infingarda: in un’azione di gioco a inizio del secondo quarto il centro francese è ricaduto male a terra, colpendo violentemente il volto sul parquet e vedendosi costretto ad abbandonare il campo. Il rischio è che però l’assenza finisca per perdurare anche in gara 3: il protocollo NBA prevede infatti in casi simili uno stop precauzionale di 48 ore, e dunque Wemby potrebbe non essere riabilitato in tempo per giocare la prima gara in trasferta a Portland.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/NBAonNBC/status/2046758413573521573" profile_id="NBAonNBC" tweet_id="2046758413573521573"/]E senza Wembanyama anche gli Spurs sono “usciti” dalla partita: la clamorosa rimonta orchestrata da Scoot Henderson (da -14 a +3) consentirà ai Trail Blazers di andare in Oregon in perfetta parità, e con San Antonio che avrà tutta la pressione del mondo sulle proprie spalle. Dovrà anche dimostrare che Wemby sarà in grado di giocare: con la salute non si scherza, ma è chiaro che qualcuno qui dovrà dire se conta più l’integrità di un giocatore o la paura di perdere in sua assenza.
Suigo si rende eleggibile per il Draft (ma potrebbe ripensarci)
Chiosa finale sul Draft che verrà: tra due mesi al Barclays Center di Brooklyn potrebbe (dovrebbe) essere annunciato anche il nome di Luigi Suigo, che dopo una stagione disputata in Serbia al Mega Superbet nella ABA, la lega adriatica che racchiude le migliori squadre dell’ex penisola jugoslava, ha deciso di tentare subito il grande salto nel mondo NBA.
Non passerà per il college, e quindi per una corsa al titolo NCAA: alla March Madness il gigante scuola Olimpia (224 centimetri), classe 2006, ha preferito un approdo diretto in NBA, o quantomeno una chiamata che possa consentirgli di avere una corsia preferenziale per entrare. Suigo nei mock viene dato come una delle ultime chiamate al primo giro, ma avrà tempo fino al 13 giugno per togliersi dall’elenco dei giocatori che potranno essere chiamati nella notte del Draft.