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NBA, i Thunder eliminano i Lakers, LeBron al bivio: "Ritiro? Non so cosa farò, ma non devo dimostrare nulla"

  • Postato il 12 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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NBA, i Thunder eliminano i Lakers, LeBron al bivio: "Ritiro? Non so cosa farò, ma non devo dimostrare nulla"

Per ora è tutto, fuorché una notizia. “Cosa mi riserverà il futuro? Adesso non posso saperlo, firmato LeBron James. Che negli anni ha abituato tifosi e appassionati a certe frasi un po’ cariche di effetto, giusto per vedere l’effetto che fa. Anche se dopo la trovata pubblicitaria (piuttosto rivedibile) della scorsa estate, quando annunciò una sorta di Decision 2.0 per poi scoprire che voleva solo pubblicizzare un nuovo tipo di cognac, ormai in pochi sembrano voler dare troppo credito a quel che dice. Anche se stavolta, per tanti motivi, potrebbe essere arrivato il momento di scrivere la parola fine su una carriera che in NBA va avanti da 23 anni.

Thunder troppo superiori: i Lakers senza Doncic beccano lo sweep

LeBron stanotte ha salutato i play-off 2026, battuto con i suoi Los Angeles Lakers dalla squadra che mira senza troppi giri di parole a dominare la lega nei prossimi anni. Intanto i Thunder un anello al dito se lo sono già messi lo scorso giugno, e da allora hanno conquistato la prima posizione nella classifica della sempre selvaggia Western Conference e hanno aperto il gas nelle prime due serie play-off senza lasciare null’altro che le briciole alle formazioni incontrate (4-0 a Phoenix, 4-0 ai Lakers).

Un doppio sweep che fa tremare i piani alti della lega, che almeno hanno potuto tirare un minimo sospiro di sollievo pensando al fatto che la Draft Lottery di domenica scorsa ha abbinato a OKC la pallina numero 12 (in realtà la chiamata sarebbe dei Clippers, ma è finita ai Thunder perché prevista da una serie di accordi nella trade che portò Paul George a LA nel lontano 2019, dalla quale negli anni sono arrivati anche Shai Gilgeous-Alexander, Danilo Gallinari, Chet Holmgren e Jalen Williams, oltre a una marea di altre pick).

OKC s’è dimostrata troppo superiore ai Lakers, peraltro privi di Luka Doncic, che salterà l’estate e gli impegni con la nazionale slovena per stare vicini ai figli (si è separato dalla compagna nei mesi scorsi), dopo aver fatto da spettatore durante tutti i play-off.

LeBron ha più di 41 anni, ma in campo non li dimostra…

LeBron anche stanotte ha dimostrato che uno come lui farebbe comodo a qualunque squadra di vertice. E il fatto che riesca a segnare 24 punti, catturare 12 rimbalzi e sfornare 3 assist a 41 anni, 4 mesi e 13 giorni è qualcosa di assolutamente irreale.

Ma la carta d’identità in qualche modo il conto finisce per presentarlo: James questa estate andrà a scadenza, libero di poter firmare con qualsiasi franchigia del globo terrestre (Lakers inclusi, se volesse). Ma anche libero di poter mettere un punto definitivo a una carriera comunque inimitabile.

“Tutti continuate a chiedermi se e quando deciderò di ritirarmi, ha ribadito dopo l’ultima gara stagionale. “La verità è che non so ancora cosa farò e mi prenderò tutto il tempo prima di comunicare la mia decisione. Al tempo stesso, però, so che non ho più nulla da dimostrare in questa lega”.

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Futuro da scrivere: ritiro, rinnovo o ultimo giro (a Cleveland)?

LeBron è sembrato al solito abbastanza criptico, ma tra una parola e l’altra ha rivendicato di essere sbarcato a LA con un preciso intento e di averlo raggiunto già al secondo anno. “Avevo detto che sarei venuto ai Lakers per riportarli sul trono, e questo è successo nel 2020. Poi le cose negli anni sono cambiate, ci sono state tante situazioni che non potevamo prevedere, ma ero venuto in California con un obiettivo e quell’obiettivo l’ho raggiunto già 6 stagioni fa”.

Quello che però potrebbe convincerlo davvero a dire basta è la consapevolezza che nel frattempo i Lakers hanno intrapreso una nuova strada, con Doncic chiaramente già oggi leader di un gruppo che vuol continuare a crescere. “Essere diventato la terza opzione in attacco in questa stagione mi ha dato un po’ da pensare”, ha concluso James, considerando anche la crescita mostrata da Austin Reaves nel ruolo di secondo violino dietro a Doncic.

Per questo chi ritiene che abbia ancora voglia di concedersi un ultimo giro di giostra nella lega ha il sentore che, qualora dovesse accadere, sarà altrove da Los Angeles: un ritorno nostalgico a Cleveland per chiudere dove tutto ha avuto inizio sarebbe forse il più scontato, ma anche il più romantico e, alla luce del roster attuale di Cavs, forse il più logico possibile. Fermo restando che Knicks, Spurs e gli stessi Thunder sarebbero pronti a intavolare una trattativa. Poche settimane ancora e tutto sarà più chiaro: comunque vada, di LeBron Raymone James ce n’è stato uno solo, e come lui non ce ne saranno altri.

Autore
Virgilio.it

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