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Nazionale, le scuse di Mancini: “Sentivo una mancanza di comunicazione con Gravina. Ho sbagliato, mi dispiace: è stato come perdere la donna della tua vita”

  • Postato il 29 luglio 2026
  • Calcio
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Nazionale, le scuse di Mancini: “Sentivo una mancanza di comunicazione con Gravina. Ho sbagliato, mi dispiace: è stato come perdere la donna della tua vita”

“Buonasera a tutti, volevo evitarvi un po’ di fatica, anche perché in molti mi farete questa domanda“. Ha esordito così Roberto Mancini nella conferenza stampa di presentazione da nuovo commissario tecnico della Nazionale, con accanto il presidente della Figc Giovanni Malagò e il nuovo direttore tecnico Claudio Ranieri. Il riferimento è ovviamente al suo addio con dimissioni di tre anni fa che tanto fece discutere: meno di un mese dopo infatti Mancini firmò con l’Arabia Saudita, cedendo a un’offerta faraonica. “Vi anticipo una cosa riguardo a quanto successo tre anni fa. Allora sentivo una mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina, probabilmente con una conversazione a quattr’occhi sarebbe stato un discorso diverso“, ha spiegato Roberto Mancini.

“La maglia della nazionale per me è tutto, come la donna della tua vita che perdi. Vuol dire che era stato commesso qualcosa che non andava fatto, mi dispiace, ma adesso grazie a questa sorte e grazie al Presidente Malagò ho la possibilità di rifarmi. Farò il meglio per la nazionale e cercherò di riportarla dove merita“, ha spiegato Mancini che ha poi proseguito: “Io con Gravina già ho avuto l’opportunità di parlare, sa già come la penso. La responsabilità di quanto accaduto è totalmente mia“. Mancini ha poi promesso di voler eliminare la delusione del 2023 con i risultati in campo: “Cosa metterò in campo per cancellare quanto accaduto nel 2023? Cerco di mettere in campo una squadra che ha saputo fare quello che abbiamo visto tutti all’Europeo. I giocatori ci sono, anche giovani, gli va dato fiducia. Saremo una squadra propositiva e cerchermo di fare bene, questo è il nostro obiettivo“.

Mancini arriva sulla panchina dell’Italia al termine di una settimana caotica: l’11 agosto l’ufficialità dell’arrivo di Maldini come direttore tecnico e Leonardo come advisor. La scelta del ct ricade su Andrea Pirlo, ma quando sembrava tutto fatto, il caso Fonbet ha stravolto tutto: Gravina non ha dato l’ok a procedere, Maldini e Leonardo hanno deciso di dimettersi e Malagò ha deciso di affidarsi a Ranieri come direttore tecnico e del Club Italia e a Mancini come ct: “Clima? Era un po’ più rilassato la prima volta, ma quando sei CT della nazionale la pressione c’è sempre. Sul lato giocatori: penso che ci siano calciatori bravi e giovani in Italia. Bisogna dargli fiducia e farli giocare. In tre mesi un ragazzo giovane può cambiare totalmente, vedi Zaniolo. Al nostro primo raduno non aveva mai giocato neanche in B ed era in difficoltà. Già al secondo era a suo agio, questo è il nostro obiettivo“. Sugli attaccanti: “Speriamo che chi c’è ora farà gli stessi gol di Immobile, Kean l’ho fatto debuttare io e lo conosco bene, è molto duttile. Non penso che siamo messi così male in attacco tra ali e centravanti“.

Scendendo più nel dettaglio della questione tecnica, Mancini ha dichiarato: “Gli uomini contano, contano anche i sistemi di gioco, io penso che le Nazionali debbano giocare con la stessa identità. Almeno l’U-20, l’U-21, U-18 e Nazionale debbano avere la stessa identità”. Inevitabile anche la domanda sui Mondiali, appuntamento a cui l’Italia manca da tre edizioni consecutive: “Quando noi siam partiti per l’Europeo tutti ci ritenevano la 7-8 squadra in Europa, avevamo fatto 30 vittorie consecutive. Io credo che se l’Italia va al Mondiale diventa una delle squadre da battere. In qualsiasi competizione. Il nostro obiettivo è quello di formare subito una squadra e arrivare a questo: qualificarci all’Europeo e poi al Mondiale, prima però pensiamo alla Nations League“.

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Il Fatto Quotidiano

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