Nasce romarivista, il nuovo magazine culturale gratuito promosso dal Comune di Roma

  • Postato il 13 gennaio 2026
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  • Di Artribune
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Nel presentarsi alla città e ai cittadini, romarivista ha esordito alla fine del 2025 con un numero zero che ha il sapore del manifesto programmatico. “Roma sta attraversando una profonda trasformazione, attraverso uno straordinario lavoro di rinnovamento urbano che coinvolge piazze e strade, monumenti, il fiume Tevere, parchi e ville storiche” scrivono il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio per introdurre il nuovo progetto editoriale promosso dall’amministrazione capitolina “Per affiancare all’imponente lavoro di cura della città un lavoro altrettanto fondamentale – quello della cultura, dell’arte, della conoscenza, che ne rappresentano l’anima profonda – nasce romarivista”. Quindi uno strumento che, senza nasconderlo, vuole essere cassa di risonanza delle politiche culturali avviate negli ultimi tempi nella Capitale, e degli sviluppi che verranno con l’obiettivo di valorizzare “le molteplici espressioni che compongono il mosaico romano”.

Cos’è romarivista. Gli obiettivi del nuovo magazine culturale di Roma

La scelta di proporre una rivista cartacea passa dalla volontà di investire sulle relazioni, perché produrre una rivista significa veicolare l’attenzione sui luoghi di aggregazione in cui è possibile trovarla: una biblioteca, un presidio museale, un cinema, un teatro, una libreria. Con il contributo di “artisti e artiste, intellettuali, studiosi, operatori culturali e realtà indipendenti radicate nel territorio che hanno accettato di collaborare al lancio di questo progetto con i loro contributi”, romarivista si propone “come archivio vivo della memoria della città, delle sue storie, dei suoi eventi, delle cose che cambiano”. Con cadenza trimestrale, a partire dal primo numero effettivo distribuito gratuitamente dalla terza settimana di gennaio 2026, il magazine presenterà rubriche fisse, reportage, saggi, interviste e un’agenda che censisce gli appuntamenti culturali della città. Per iniziare, è prevista una tiratura di 10mila copie, reperibili nei principali spazi pubblici, culturali e accademici di Roma.

La redazione di romarivista

Dopo l’inaugurazione di Metropolitano, primo Urban Center di Roma, l’amministrazione capitolina si dota, così, di un ulteriore mezzo di comunicazione (di propaganda, dirà qualche detrattore) votato a stimolare la partecipazione attiva della cittadinanza alla vita culturale della città. Il progetto, infatti, intende raccontare l’impegno di Roma nella costruzione di una nuova consapevolezza civica e culturale: nel modo in cui guarda sé stessa, ma anche nel modo in cui genera conoscenza, cultura e relazioni. Ma vuole anche rendere visibili le energie creative della città, favorire la collaborazione tra istituzioni, accademie e realtà indipendenti e offrire uno spazio di riflessione condivisa sulle trasformazioni della società, della cultura, e della vita urbana. Direttore editoriale di romarivista è Luca Bergamo, già vicesindaco e assessore alla Cultura durante il mandato di Virginia Raggi, e in passato direttore di Zone Attive, società controllata da Azienda Speciale Palaexpo nata per promuovere l’innovazione culturale attraverso i giovani, e segretario generale di Culture Action Europe. Con lui, nel comitato di redazione, figurano Silvia Barbagallo, Anna Voltaggio, Giulia Ragonese, Matteo Fantozzi, Loredana di Guida, Federica Nastasia, Stefania Esther La Sala. La produzione e distribuzione è a cura di Zètema progetto cultura e il progetto graficoè a cura di Mistaker.

I temi di romarivista. Le rubriche e le firme del primo numero

Ogni numero di romarivista si articolerà in due sezioni principali. La prima ruota attorno a un tema centrale, sempre diverso, a una figura storica del mondo della cultura o a un pensiero che inviti a interrogarsi sul presente, attraverso saggi, reportage, conversazioni e contributi visivi. Il primo numero parte, per esempio, dalla conversazione tra Enzo Biagi e Pier Paolo Pasolini, andata in onda postuma il 3 novembre 1975. Un innesco utilizzato per riflettere sui meccanismi del potere culturale oggi, sull’influenza dei media, sull’impatto dell’intelligenza artificiale e sulla trasformazione delle identità collettive.
Nella seconda sezione si concentreranno le rubricheEchi, “per leggere nel presente i riflessi del passato remoto e di quello più recente”; Tracce, per raccontare esperienze romane attive e indipendenti; Filigrana, che ospita sguardi stranieri sulla città; Prospettive, dedicata all’analisi dei mutamenti sociali e culturali in corso e in proiezione futura; Interferenze, per riflettere sul rapporto tra etica, verità e intelligenza artificiale; H501 (il suffisso del codice fiscale di Roma), alla scoperta di luoghi della produzione culturale romana; Schegge e Sguardi, esperienze, punti di vista e visioni personali della città, raccontati da fumetti, poesie, memoir o narrativa in generale. Seguiranno l’agenda degli eventi e una mappa dinamica della scena culturale cittadina.

Tra le autrici e gli autori presenti sul primo numero di romarivistaBenedetta TobagiFrancesca Mannocchi, Stefano Massini, Davide ToffoloJulia DraganovićSandro Bonvissuto, Mohamed KeitaUmberto CroppiClaudio Parisi Presicce, Edoardo Bucci con Filippo Tantillo, Angela Bracco – Miriam Focaccia – Andrea Gabrielli e Anna Lo Piano del Centro Ricerche Enrico Fermi (CREF), Vittorio Loreto – Matteo Bruno e Milena Di Canio del  Sony Computer Science Laboratories RomeDiletta HuyskesAndrea Occhipinti.

Ci piace di più quando le amministrazioni locali supportano il lavoro delle riviste culturali già esistenti piuttosto che crearne di nuove in un mercato già affollato e boccheggiante, ma una nuova testata culturale è sempre e comunque una bella notizia. Buon lavoro, dunque.

L’articolo "Nasce romarivista, il nuovo magazine culturale gratuito promosso dal Comune di Roma" è apparso per la prima volta su Artribune®.

Autore
Artribune

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