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Nasce la Rete regionale multidisciplinare per la tutela delle vittime di reato in Calabria

  • Postato il 21 settembre 2026
  • General
  • Di Libero Quotidiano
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Nasce la Rete regionale multidisciplinare per la tutela delle vittime di reato in Calabria
Nasce la Rete regionale multidisciplinare per la tutela delle vittime di reato in Calabria

Rafforzare la tutela delle vittime di reato attraverso una rete capace di mettere in comunicazione competenze, servizi ed esperienze già presenti sul territorio. È questo l’obiettivo della “Rete regionale multidisciplinare per la tutela delle vittime di reato”, progetto promosso dal Garante regionale per la tutela delle vittime di reato della Calabria, avv. Antonio Lomonaco, e sottoposto all’attenzione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Calabria. 

L’iniziativa dà attuazione a quanto previsto dall’articolo 6 della legge regionale 15 marzo 2023, n. 10, che dispone l’istituzione di una Rete multidisciplinare quale organismo consultivo del Garante. Ne faranno parte, secondo le rispettive competenze, i soggetti che sul territorio operano nell’ambito della tutela, del supporto e della protezione delle vittime di reato. La finalità è costruire un modello stabile di collaborazione, senza creare sovrapposizioni rispetto alle funzioni e alle responsabilità dei singoli aderenti. 

Alla base del progetto c’è un principio preciso: una persona che ha subito un reato non dovrebbe essere lasciata sola anche nella ricerca del servizio, del professionista o dell’istituzione a cui rivolgersi. La Rete nasce quindi dall’esigenza di superare la frammentazione degli interventi e mettere in relazione professionalità, esperienze e servizi già presenti in Calabria. L’obiettivo è arrivare progressivamente a un sistema regionale più riconoscibile, integrato e accessibile, capace di facilitare l’orientamento delle vittime, rendere maggiormente conoscibili le risorse disponibili e favorire lo scambio di buone pratiche. 

Il progetto assume una dimensione fortemente multidisciplinare. Alla Rete potranno partecipare enti pubblici, soggetti del Terzo Settore, associazioni e organizzazioni impegnate nella prevenzione e nel sostegno alle vittime, scuole, università e centri di ricerca, ordini e collegi professionali, aziende sanitarie e strutture socio-sanitarie, cooperative sociali, fondazioni e altri organismi qualificati. Potrà inoltre essere promosso il coinvolgimento di amministrazioni dello Stato, Autorità giudiziarie e Forze dell’Ordine attraverso intese, protocolli e altre forme di collaborazione istituzionale. 

Uno degli elementi qualificanti dell’iniziativa è il suo carattere aperto e permanente. La costituzione prenderà avvio con la pubblicazione di un Avviso pubblico attraverso il quale saranno raccolte le manifestazioni di interesse dei soggetti pubblici e privati in possesso dei requisiti previsti. La composizione potrà successivamente essere aggiornata e integrata con l’ingresso di ulteriori realtà qualificate. 

Il coordinamento sarà affidato al Garante regionale per la tutela delle vittime di reato, che promuoverà le attività, convocherà gli incontri e individuerà gli ambiti prioritari sui quali intervenire. In relazione alle esigenze rilevate potranno inoltre essere costituiti tavoli tecnici e gruppi di lavoro tematici, anche temporanei. 

La Rete avrà una funzione non soltanto di raccordo, ma anche di conoscenza del territorio. Tra gli obiettivi figurano la mappatura dei servizi e delle competenze disponibili, la formazione e la sensibilizzazione, la condivisione di buone pratiche e modelli di intervento, lo studio e il monitoraggio dei fenomeni, la raccolta e l’analisi dei dati e la promozione di progettualità integrate e di modelli innovativi di collaborazione. 

L’adesione alla Rete non comporterà automaticamente incarichi, contributi o obblighi specifici. I soggetti entreranno invece in un quadro permanente di raccordo e collaborazione, mantenendo la propria autonomia. Le singole forme di collaborazione potranno essere definite successivamente attraverso protocolli d’intesa o accordi operativi, costruiti sulla base delle competenze e delle disponibilità dei diversi aderenti. 

Il percorso previsto è graduale: alla pubblicazione dell’Avviso e alla raccolta delle manifestazioni di interesse seguiranno l’istruttoria, l’approvazione dell’elenco dei soggetti ammessi e la costituzione formale della Rete. Si passerà quindi all’avvio del coordinamento, alla definizione delle priorità e, quando necessario, all’attivazione di tavoli tematici e specifici protocolli. Tra i risultati attesi figurano un raccordo più forte tra gli attori territoriali, una maggiore conoscibilità dei servizi e una migliore capacità di orientare e rispondere ai bisogni delle vittime. 

Un altro aspetto centrale riguarda la sostenibilità dell’iniziativa. Il progetto non punta alla creazione di una nuova struttura amministrativa, ma alla valorizzazione delle risorse e delle competenze già esistenti. È prevista infatti l’attuazione nel rispetto del principio di invarianza finanziaria stabilito dalla legge regionale: la Rete sarà istituita senza nuovi oneri a carico del bilancio regionale e l’adesione sarà gratuita, senza attribuzione di compensi, incarichi, contributi o altri vantaggi economici. 

È proprio in questa impostazione che si concentra il significato del progetto: trasformare la pluralità delle competenze già presenti in Calabria in una capacità più coordinata di ascolto, orientamento, prevenzione, assistenza e sostegno. Il valore aggiunto non consiste quindi nella creazione di una nuova struttura, ma nella costruzione di connessioni stabili tra soggetti che, pur mantenendo le proprie funzioni e responsabilità, possono concorrere a una tutela più efficace e vicina alle persone. 

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Autore
Libero Quotidiano

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