Napoli, non solo Caprile: nell’inchiesta gli altri affari col Bari. Il rischio penalizzazione e il precedente Juventus
- Postato il 9 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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La notizia delle perquisizioni nelle sedi del Napoli e del Bari potrebbe rappresentare solo l’inizio di una caldissima estate per il presidente Aurelio De Laurentiis e per il figlio Luigi. Il capo della procura della Figc, Giuseppe Chinè, ha già inoltrato la richiesta per ricevere gli atti e potrebbe dunque aprirsi anche un’inchiesta sul piano sportivo che comporta anche un rischio penalizzazione per il club partenopeo.
- Non solo Caprile: tutti gli affari nel mirino
- Il rischio penalizzazione per il Napoli
- Il precedente Juventus
Non solo Caprile: tutti gli affari nel mirino
Il primo caso su cui la Procura di Bari ha messo il suo mirino è stato quello riguardante Elia Caprile e i suoi trasferimenti prima dai pugliesi al Napoli e poi ancora verso il Cagliari. Secondo gli inquirenti nella trattativa che ha portato il portiere all’ombra del Vesuvio (per 2,2 milioni di euro) e poi in Sardegna (per circa 8 milioni), anche il Bari avrebbe dovuto trarre beneficio della plusvalenza ma così non è avvenuto. Per questo motivo Aurelio De Laurentiis e il figlio Luigi sono indagati per falso in bilancio e bancarotta.
Nel mirino della magistratura non c’è però solo la trattativa riguardante l’estremo difensore. Nel corso degli anni tra le due società “sorelle”, gli scambi di cartellini sono stati tanti. Nel corso del sequestro la Procura ha dato mandato non solo per cercare materiale relativo al caso Caprile ma anche a quello di altre “operazioni consimili”. E secondo quanto pubblicato oggi da Repubblica, sotto la lente di ingrandimento sarebbero finiti anche le operazioni relative a Walid Cheddira, agli attaccanti Eugenio D’Ursi e Franco Ferrari, al terzino Filippo Costa e al centrocampista Michael Folorunsho.
Il rischio penalizzazione per il Napoli
La risposta del Napoli dopo le perquisizioni della Guardia di Finanza non si è fatta attendere. Il club partenopeo ha diramato un comunicato nel quale si spiega tra le altre cose che “il rilievo degli inquirenti riguarda il trasferimento tra società infragruppo di un calciatore, Elia Caprile, il cui valore era stato quantificato mediante perizia giurata da un soggetto terzo, indipendente e professionista autorevole”. La decisione della Procura Figc di richiedere gli atti non sorprende e toccherà a Giuseppe Chinè capire se ci sono gli estremi per capire se queste operazioni possano aver condizionato “la lealtà sportiva”, dunque la regolarità del campionato. A preoccupare i tifosi azzurri riguardo una possibile penalizzazione è soprattutto il fatto che il caso si allarghi oltre all’operazione Caprile e quindi portare alla rivelazione di un “sistema” di compravendite che potrebbe essere contrario ai principi federali.
Il precedente Juventus
Le plusvalenze sono state a lungo un caso in Italia, e anche molto scottante. A farne le spese è stato di fatto solo la Juventus che è stata penalizzata con 10 punti nella stagione 2023 finendo per scivolare dal terzo al settimo posto in classifica e perdendo anche la possibilità di disputare le coppe europee nell’annata successiva. In quel caso il club bianconero non fu penalizzata per una singola operazione ma per la “natura ripetuta, reiterata e sistematica delle plusvalenze”, come si legge nelle motivazioni della sentenza della Corte d’Appello federale. La Juventus finì dunque sotto la scure della Giustizia Sportiva per aver creato un sistema di plusvalenze che avrebbe violato il principio della lealtà, ora anche il Napoli si trova ad affrontare una situazione molto simile visto che l’indagine non riguarda più una singola operazione.