Musk e Farage, il Regno Unito vuole inasprire le regole sulle donazioni elettorali: timore di interferenze elettorali per favorire l’estrema destra
- Postato il 4 aprile 2025
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Circolano voci insistenti secondo cui Elon Musk, magnate della tecnologia e co-responsabile del Dipartimento per l’Efficienza del Governo (DOGE) degli Stati Uniti, potrebbe presto lasciare il suo ruolo nell’amministrazione Trump. Secondo quanto riportato da testate come il Daily Mail, l’addio sarebbe imminente, anche se la Casa Bianca ha assicurato che completerà il proprio controverso mandato al DOGE. Ciò che preoccupa il Regno Unito ora è il rischio che Musk torni a influenzare la politica britannica, come già fatto in passato tramite X. Con le elezioni britanniche previste entro il 2029, il governo è chiamato a proteggere un sistema che si è rivelato più volte vulnerabile a influenze e denaro straniero.
Musk non è estraneo alla politica d’oltremanica. Nel 2023 ha usato X per criticare le autorità, definendo le leggi sulla sicurezza “draconiane” e amplificando narrazioni populiste. Nel 2024, dopo la vittoria di Keir Starmer, ha twittato contro il nuovo premier, accusandolo di “tradire i lavoratori” sulle politiche migratorie, un tema caldo dopo disordini estivi legati a tensioni razziali. Questi interventi, diffusi ai suoi milioni di follower, hanno dato visibilità a figure come Nigel Farage di Reform UK, che Musk ha incontrato a Mar-a-Lago nel 2024 insieme al tesoriere Nick Candy. Si è parlato di una donazione milionaria – ipotizzata intorno agli 80 milioni di sterline — mai concretizzata, forse per conflitti col suo ruolo al DOGE. Ma le leggi britanniche offrono ancora troppe opportunità per aggirare i divieti.
Le norme britanniche infatti vietano donazioni dirette da stranieri, ma le società registrate nel Regno Unito possono versare somme illimitate, anche se sono in perdita o di proprietà estera, agendo sostanzialmente da prestanome. Musk, che il 12 dicembre 2024 ha costituito la società X.AI London Limited di cui l’unica persona con controllo significativo, potrebbe usare una controllata per finanziare partiti senza infrangere la legge. Con una rete di società in paradisi fiscali, tracciare i fondi diventa quasi impossibile.
Le associazioni non incorporate (UA) sono un altro punto debole: dal 2022 hanno donato 12 milioni di sterline, secondo la Commissione Elettorale, con scarsa trasparenza. Creando più UA sotto la soglia di 37.270 sterline annue, un attore come Musk potrebbe eludere i controlli.
L’influenza di Musk va oltre il denaro. Su X, che controlla dal 2022, ha già alterato il dibattito britannico. I suoi post del 2023 e 2024 hanno raggiunto milioni di utenti britannici, spesso sostenendo posizioni anti-establishment vicine a Reform UK. L’incontro con Farage ha alimentato speculazioni, mentre un’inchiesta di openDemocracy su George Cottrell — alleato di Farage già accusato di truffa — suggerisce che la sua Geostrategy International Unlimited potrebbe diventare un canale per fondi esteri. Anche il digitale è un’arma: fuori dal periodo regolamentato pre-elettorale, non ci sono limiti di spesa per campagne online, e il tetto di 700.000 sterline nel periodo regolamentato può essere aggirato con più gruppi.
Il governo britannico non ignora il pericolo. Il manifesto del Labour del 2024 prometteva di “salvaguardare la democrazia” rafforzando le regole sulle donazioni. Si valutano limiti alle donazioni aziendali basati su profitti e un potenziamento della Commissione Elettorale, oggi poco incisiva. Dopo i commenti di Musk su X, che nel 2024 hanno messo sotto pressione Starmer durante i disordini estivi, l’urgenza è cresciuta. Transparency International UK chiede tetti ai donatori e più controlli sulle UA, ma i progressi sono lenti. Un rapporto del 2021 del Committee on Standards in Public Life ha definito le UA una “via per il denaro straniero”, ma questa denuncia non ha portato a cambiamenti concreti.
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