Gaza, Israele evacua Rafah: “Stiamo tornando con grande forza”. Hamas: “Chiunque nel mondo possegga armi combatta contro il piano di Trump”

  • Postato il 31 marzo 2025
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Israele torna con l’esercito a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza al confine con l’Egitto. “A tutti i residenti della Striscia di Gaza che si trovano nelle zone di Rafah, nei comuni di Al-Nasr e Al-Shawka, nelle aree regionali orientali e occidentali e nei quartieri di Al-Salam, Al-Manara e Qizan Al-Najjar – ha scritto – ha scritto su X il portavoce dell’Idf in lingua araba, Avichay Adraee -. Per la vostra sicurezza, dovete recarvi immediatamente nei rifugi di Al Mawasi”, nella zona meridionale dell’enclave. Questo perché “le forze di difesa israeliane stanno tornando a combattere con grande forza per eliminare le capacità delle organizzazioni terroristiche in queste aree”. Lo scorso maggio Tel Aviv aveva lanciato una grande operazione nella città del sud della Striscia, lasciandola in gran parte in rovina. Le forze israeliane si sono impossessate di una zona cuscinetto strategica lungo il confine e non si sono ritirate come previsto dall’accordo di cessate il fuoco.

Nelle stesse ore Hamas, organizzazione molto indebolita da oltre un anno di operazioni militari ma ancora al potere nella Striscia, ha invitato i sostenitori del movimento in tutto il mondo a imbracciare le armi e a combattere il piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di trasferire più di due milioni di abitanti di Gaza in Paesi confinanti come Egitto e Giordania. “Di fronte a questo piano sinistro, che unisce massacri e carestia, chiunque possa portare armi, in qualsiasi parte del mondo, deve agire”, ha affermato il portavoce Sami Abu Zuhri. “Non trattenere un esplosivo, un proiettile, un coltello o una pietra. Lasciate che tutti rompano il loro silenzio”. Il mese scorso Trump ha annunciato un piano per Gaza che prevede di trasferire l’intera popolazione e poi ricostruire l’enclave per trasformarla in un resort sul Mediterraneo. Successivamente ha ammorbidito la proposta, chiarendo che nessun palestinese verrà costretto a lasciare Gaza con la forza e negando che il suo piano equivalga a una pulizia etnica.

Le operazioni nella Striscia, intanto, proseguono. Il ministero della Sanità di Hamas ha riferito che sono 1.001 i morti dalla ripresa dei raid israeliani, il 18 marzo scorso. La struttura ha precisato che 80 persone sono rimaste uccise nelle ultime 48 ore, facendo salire a 50.357 morti il bilancio totale delle vittime dal 7 ottobre 2023.

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