Musetti, altra lezione da Jodar a Montreal dopo quella a Washington: "Avrei voluto spaccare tutto"
- Postato il 7 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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Lorenzo Musetti esce di scena al Masters 1000 di Montreal, sconfitto ancora una volta da Rafael Jodar. Il tennista toscano continua a soffrire contro l'avversario spagnolo, tradito da un elevato numero di errori non forzati e percentuali di vincita insufficienti nei punti cruciali. La prestazione deludente alimenta la frustrazione di Musetti, che lamenta una mancanza di continuità dopo la battuta d'arresto di Washington. L'azzurro dovrà analizzare i propri errori tecnici e mentali per ritrovare la giusta concentrazione nei prossimi appuntamenti.
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Allora non s’era sbagliato: Rafael Jodar pensava di aver fatto capire bene le proprie intenzioni quando a Washington aveva spedito fuori dal Mubadala Citi Open il rientrante Lorenzo Musetti. Ma per non lasciare dubbio alcuno, a Montreal ha pensato bene di rimarcare il concetto: altro giro, altra corsa, altra vittoria dello spagnolo, che s’è imposto per 6-4 6-3 sfruttando una serata un po’ svagata del carrarino, troppo falloso e (in alcuni tratti) nervoso per poter reggere l’urto contro una versione solida e piuttosto compatta del giovane iberico. Che anziché concedere la rivincita si prende un altro ottavo di finale pesante, lasciando a Musetti la sensazione di un’altra mezza incompiuta.
- Jodar si prende l'occasione del tabellone easy
- Musetti, percentuali troppo basse: quanti errori...
- Break e contro break, ma Rafa è quello più solido
Jodar si prende l’occasione del tabellone easy
D’accordo, gli alibi non mancano (la condizione non al top su tutte), ma ancora una volta sul campo s’è vista la differenza quando la palla scottava (o andava) di più. Un dazio da pagare per Lorenzo, che pure ha dimostrato di soffrire e non poco il dinamismo e la capacità di Jodar di ribaltare sempre e comunque l’inerzia dello scambio.
Un ragazzo che a 20 anni mostra una maturità importante, e che adesso può legittimamente aspirare a puntare al miglior risultato nella sua giovanissima carriera nei Masters 1000: sin qui ha raggiunto i quarti sulla terra di Madrid (battuto da Sinner) e poi su quella di Roma (sconfitto da Darderi), ma stavolta di italiani non se ne vedono all’orizzonte almeno fino alle semifinali (c’è proprio Darderi in rotta di collisione), e con Jiri Lehecka il test sarà comunque probante in un ottavo di finale che promette di far vedere ottime cose (e chi vince sfiderà nei quarti il vincente di Norrie e Fils). Un tabellone “amico” per spingersi dove non è mai arrivato prima: la finale di Washington non era un caso, perché questo Jodar ha davvero fretta di far vedere al mondo chi è.
Musetti, percentuali troppo basse: quanti errori…
Anche Musetti vorrebbe tornare a mostrare i colpi migliori del suo repertorio. In questo caso però c’è bisogno di armarsi di tanta pazienza, perché per ritrovare la verve dei giorni migliori (leggi a inizio anno sul cemento australiano) un po’ ancora ce ne passa. La fretta di voler chiudere lo scambio prima di esporsi ai colpi dello spagnolo è alla base di un ko. che incrina più di una certezza: pesano i 33 errori gratuiti complessivi, il 49% di percentuale con la prima (e addirittura 43% con la seconda) e quelle 11 palle break concesse, troppe per non pensare che un rapace come Jodar non potesse approfittarne.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/TennisTV/status/2085526690290106574" profile_id="TennisTV" tweet_id="2085526690290106574"/]E peserà nella testa sapere che in un torneo dove sono praticamente cadute una dopo l’altra tutte le teste di serie (i più alti in grado rimasti sono Shelton, numero 5, Lehecka, numero 8 e Ruud, numero 9) l’occasione che si sarebbe presentata davanti al carrarino era di quelle davvero invitanti. Perché la condizione non sarà ancora al top, ma il percorso era certamente in discesa.
Break e contro break, ma Rafa è quello più solido
Dov’è che ha perso la partita Musetti? Nel primo set, aperto da un game chilometrico nel quale ha dovuto salvare subito tre palle break, il toscano s’è ritrovato addirittura avanti di un break, costretto però a cedere all’immediato contro break nel terzo gioco dell’iberico. La porta girevole del parziale arriva tra l’ottavo e il nono gioco: prima è Musetti a non sfruttare due opportunità per salire sul 5-3, poi è sempre Lorenzo a rovinare tutto con un disastroso nono game dove non mette una prima e becca 4 punti in fila (Jodar poi è lesto a chiudere nel game successivo).
Il momento è favorevole al giovane Rafael che trova subito un break nel secondo set al quale però Muso risponde più di nervi che di gambe, anche se ancora una volta quando Jodar prende un cazzotto poi non ha problemi a restituirlo all’istante. Ed è quel che accade nel terzo gioco, vinto ancora dallo spagnolo che poi sale sul 4-1 (4 game consecutivi persi alla battuta dal carrarino). Lorenzo ha un sussulto e riapre persino la contesa, interrompendo l’emorragia di game ceduti, ma sul 4-3 Jodar si rimette in carreggiata e trova l’ennesimo break per chiudere i conti e confermarsi la bestia nera dell’estate di Lorenzo.
“Avrei voluto spaccare qualunque cosa, non riusciva a entrare nulla”, spiegherà a fine partita, ripensando ai tanti errori commessi nel cuore del secondo set. Per provare a rimediare, citofonare Cincinnati. Così l’Italia di Montreal s’aggrappa ad Arnaldi (oggi impegnato contro Griekspoor in uno degli ultimi match di secondo turno) e Darderi (domani nell’ottavo con Borges).