Museo dell’Emigrazione, ipotesi biglietto integrato con il MuMa per salvare le aperture
- Postato il 28 maggio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Il Comune sta pensando a un biglietto integrato tra le strutture coordinate dal MuMa, compreso il Museo Nazionale dell’Emigrazione italiana, per risolvere le criticità che la struttura ha attraversato negli ultimi tempi.
In mattinata si è svolto il consiglio di amministrazione straordinario della Fondazione Mei, convocato dal presidente Paolo Masini “per affrontare le criticità determinate dai tagli dell’amministrazione comunale che, per il secondo anno consecutivo, incidono sull’operatività del Mei”. Si tratta della controversa delibera, approvata questa settimana dal Consiglio comunale, che riguarda anche la Lanterna e che prevede di ridurre l’apertura del Mei.
Il cda ha deliberato di farsi carico direttamente dell’onere economico necessario a garantire l’apertura del museo per due giorni aggiuntivi a settimana nel periodo compreso tra giugno e il 30 settembre 2026. A fine estate però il problema tornerà a presentarsi, e il Comune sta lavorando a una soluzione più definitiva.
“Siamo profondamente grati al presidente Masini e a tutto il CdA del Mei per l’impegno costante al fianco del Comune per la gestione del Museo delle Migrazioni Italiane, un museo nazionale che è un orgoglio per il nostro territorio – ha detto l’assessore comunale alla cultura, Giacomo Montanari – Negli ultimi due anni, la transizione gestionale verso l’istituzione dei Musei del Mare ha comportato complessità economiche non indifferenti, ma l’impegno mio e dell’intera amministrazione è massimo affinché queste criticità non si ripetano”.
Da qui l’idea di un biglietti integrato esempio a un biglietto integrato, come già accaduto per il polo di Nervi: “Sarà il nostro obiettivo centrale nei prossimi mesi. Nel frattempo, esprimo grande soddisfazione per il dialogo con la Fondazione Mei, che ha permesso di accogliere le legittime richieste dei lavoratori, garantendo al museo un orario d’apertura più ampio e la salvaguardia degli impegni occupazionali”.