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Museo Bagatti Valsecchi a Milano. Mostra “Trama e ordito. Tra Pistoletto, Buren e Boetti dalla collezione Canclini”

  • Postato il 20 ottobre 2026
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  • Di Paese Italia Press
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Museo Bagatti Valsecchi a Milano.  Mostra “Trama e ordito. Tra Pistoletto, Buren e Boetti dalla collezione Canclini”

Milano, 20 ott. 2026 – Il Museo Bagatti Valsecchi presenta Trama e Ordito. Tra Pistoletto, Buren e Boetti dalla collezione Canclini, una mostra a cura di Antonio D’Amico che, dal 27 novembre 2026 al 16 maggio 2027, porta nella Casa Museo di via Gesù una selezione di circa 50 opere d’arte contemporanea provenienti dalla Collezione Canclini, tra le più importanti raccolte private dedicate al rapporto tra arte e tessile. Per l’occasione il Museo apre le sue porte a nuove attività collaterali che offrono la possibilità di vivere la mostra in maniera originale e sorprendente.

CONFERENZA STAMPA 25 NOVEMBRE ORE 11. INAUGURAZIONE SU INVITO 26 NOVEMBRE ORE 18

L’esposizione mette in scena la forza espressiva del tessuto nella ricerca artistica contemporanea, intrecciandola agli ambienti della casa progettata a metà Ottocento dai fratelli Bagatti Valsecchi, che avevano il desiderio di vivere dentro raffinati ambienti tardo rinascimentali.

In questo percorso il tessuto si fa protagonista di un preciso linguaggio espressivo: dalle fastose tappezzerie d’ispirazione cinquecentesca della casa alle opere dei grandi maestri del Novecento, temporaneamente accolte negli ambienti di Casa Bagatti Valsecchi, il tessile supera la mera funzione decorativa per svelare il suo valore più profondo. Diventa così un potente strumento sociale e identitario, capace di dare anima e prestigio al messaggio di cui si fa portatore, tanto nel progetto dei baroni milanesi nell’Ottocento quanto nelle opere di grandi artisti internazionali del nostro tempo.

Tra gli arazzi cinquecenteschi e le tappezzerie ottocentesche realizzate su disegni antichi, che presentano storie e decorazioni dal valore simbolico e rafforzano il significato del progetto dei fratelli Fausto e Giuseppe, vengono presentate le opere tessili di Michelangelo Pistoletto, Daniel Buren, Alighiero Boetti, Jannis Kounellis, Andy Warhol, Christian Boltanski,Maria Lai, Yayoi Kusama, Tracey Emin e molti altri, in un percorso espositivo che presenta artisti che hanno scelto il filo, la trama e il colore come strumenti di ricerca visiva e concettuale, rafforzando l’idea di casa.

Questo nuovo grande progetto espositivo del Museo Bagatti Valsecchi consente di ammirare una parte della vasta collezione privata che viene esposta in questa occasione per festeggiare i 100 anni dalla fondazione di Canclini Tessile, nata nel 1925.

La collezione Canclini, infatti, è strettamente collegata alla storia dell’azienda fondata nel distretto serico comasco e specializzata nei tessuti di alta gamma. Basata sulla conoscenza della materia, sull’innovazione e sulla qualità manifatturiera, l’azienda ha sviluppato nel tempo una presenza internazionale, mantenendo un forte legame con la cultura tessile. Da questa visione nasce una collezione che esplora il rapporto tra arte e tessuto, valorizzando temi come il filo, l’intreccio, la manualità e la trasformazione della materia. Le opere, spesso realizzate attraverso il confronto diretto con gli artisti, superano la funzione decorativa per assumere una dimensione simbolica, poetica e concettuale.

A guidare la costruzione della raccolta è una ricerca coerente, orientata non dalle dinamiche del mercato ma dalla capacità delle opere di instaurare un dialogo autentico con il mondo del tessile e con i valori che ne costituiscono l’identità. Come afferma Simone Canclini: «Mi interessano le opere che instaurano un dialogo autentico con il mondo del tessile e con i temi che attraversano la nostra esperienza imprenditoriale: il tempo, la memoria, la trasformazione della materia, il valore del lavoro umano. Ogni acquisizione nasce da un incontro e da una risonanza culturale prima ancora che estetica.»

A Milano, il Museo Bagatti Valsecchi rappresenta una delle più significative testimonianze del collezionismo ottocentesco dedicato alle arti applicate e, in questo senso, il tessile rappresenta una delle manifatture più significative per i fratelli Bagatti Valsecchi, che vollero la loro casa arricchita da decorazioni parietali tessili raffinate e particolari, il cui disegno ha radici tardorinascimentali. Dal canto suo, invece, la Collezione Canclini racconta l’attualità del tessile come linguaggio capace di unire arte, industria e cultura.

L’inserimento delle 43 opere negli ambienti neorinascimentali del Museo instaura un naturale incontro con la collezione permanente. La casa museo conserva una singolare identità legata al tessile: preziose tappezzerie decorano ancora oggi alcune sale, mentre le fotografie storiche documentano la presenza di rivestimenti e drappi in molti ambienti che nel tempo sono andati perduti. I tessuti avevano un ruolo fondamentale nella definizione degli spazi domestici, ornando le pareti, rivestendo le porte e separando gli ambienti della dimora. Il percorso evidenzia così la continuità tra il valore attribuito alle arti applicate dalla cultura rinascimentale e le sperimentazioni artistiche contemporanee che hanno individuato nel tessile un linguaggio autonomo di ricerca. La stoffa diventa segno, memoria e ritmo, un campo visivo dove gesto e materia si fondono in equilibrio.

Particolarmente significativa è la presenza in mostra di Maria Lai con Formiche (2009), artista con la quale la famiglia Canclini ha condiviso un rapporto umano e culturale. Il suo celebre motto, «Essere è tessere», diventa la chiave di lettura dell’intero progetto espositivo: il tessere come gesto che crea relazioni, trasmette conoscenze e costruisce comunità.

L’allestimento, progettato da DWA Design Studio, accompagna il visitatore in un percorso che mette in relazione le opere contemporanee con gli ambienti storici del Museo, costruendo una narrazione nella quale arte, memoria, manifattura e cultura materiale si intrecciano. La mostra propone così una riflessione sulla continuità tra tradizione e innovazione, dimostrando come il sapere artigianale e la ricerca contemporanea possano dialogare attraverso un linguaggio condiviso.

Per tutta la durata dell’esposizione il Museo Bagatti Valsecchi proporrà un ricco programma di attività, con visite guidate, laboratori dedicati alle tecniche tessili, laboratori per scuole e famiglie, incontri con studiosi, storici dell’arte e curatori, conferenze e appuntamenti interdisciplinari dedicati al rapporto tra arte contemporanea, arti applicate e manifattura. Tra questi, Ricamare le idee, un workshop di cucito che invita i partecipanti a rileggere le opere della mostra attraverso il ricamo: dopo una visita guidata, ciascuno potrà personalizzare una tote bag in un momento di manualità condivisa, accompagnato da un brindisi finale. Il programma comprenderà inoltre un ciclo di coinvolgenti aperitivi accompagnati da musica.

Ogni appuntamento si aprirà con una visita guidata alle opere della Collezione Canclini accompagnata da intermezzi musicali e si concluderà con un ricco aperitivo nel Salone d’Onore del Museo, offrendo un’occasione di approfondimento e convivialità che unisce arte, musica, gusto e valorizzazione del territorio.

Trama e Ordito invita il pubblico a riscoprire il tessile non soltanto come materiale o tecnica, ma come patrimonio di conoscenze, memoria e creatività, capace di attraversare il tempo e di mettere in relazione impresa, arte e cultura.

Accompagna la mostra un catalogo edito da Silvana Editoriale.

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