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Musei, i lavoratori accusano: “Il Comune li consegna ai privati”. Montanari: “Modello all’avanguardia”

  • Postato il 6 maggio 2026
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  • Di Genova24
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Musei, i lavoratori accusano: “Il Comune li consegna ai privati”. Montanari: “Modello all’avanguardia”

Genova. È scontro tra lavoratori e Comune di Genova dopo il tavolo tra i sindacati e l’assessore Giacomo Montanari sul nuovo progetto gestionale dei musei civici basato sul partenariato pubblico-privato.

Per la Rsu dei lavoratori si tratta di una “consegna di quasi tutto il sistema museale cittadino ai privati per i prossimi nove anni” perché in questo modo “la giunta ha deciso di delegare a soggetti esterni non solo i servizi, ma l’anima stessa dei musei civici”.

Siamo di fronte a una ritirata senza precedenti – dichiara il comitato di coordinamento Rsu del Comune di Genova -. Tutti gli introiti dei musei (biglietti, eventi, negozi e caffè) finiranno nelle casse dei privati. In cambio, il Comune ottiene un investimento ridicolo di appena 100mila euro all’anno, cedendo tutti gli introiti connessi e mantenendo in capo i costi di manutenzione straordinaria, conservazione e restauro. Per intenderci: la stessa amministrazione che dice di non avere risorse per i musei, trova in un attimo un milione di euro per finanziare tre giorni di Adunata degli Alpini. È una questione di priorità politiche, non di mancanza di fondi”.

Diversi i punti oscuri della riforma, secondo i rappresentanti dei lavoratori: anzitutto la convocazione arrivata “a giochi già fatti”, la continuità con le politiche del centrodestra, l’assenza di garanzie sul salario minimo di 9 euro all’ora, il “controllo pubblico indebolito”, il turn over del personale a zero .

Il Comune, in continuità con gli indirizzi della precedente giunta di centrodestra, procede verso la privatizzazione, delegando la strategia culturale della città e la gestione del patrimonio culturale a partner privati interessati, legittimamente, al proprio ritorno economico. Il rischio è che i nostri curatori e il personale scientifico diventino passacarte al servizio del marketing privato, perdendo definitivamente la sorveglianza e la biglietteria”, continua la Rsu che “non rimarrà a guardare questo smantellamento silenzioso: difenderemo il carattere pubblico della cultura genovese e la dignità salariale di chi vi opera, interno o esterno che sia. La città deve sapere che i suoi musei stanno per essere trasformati in aziende private proprio mentre vengono premiati con le tre stelle Michelin”.

Per l’assessore Montanari, che parla di “confronto costruttivo” coi sindacati, la riforma “nasce dall’esigenza di superare l’attuale frammentazione dei servizi, oggi già in larga parte affidati in appalto, e costruire una gestione più unitaria, integrata ed efficiente della rete museale cittadina”.

Secondo l’assessore sono state accolte le richieste dei lavoratori: “Dalla tutela del personale delle cooperative attualmente impiegato, alla verifica dell’applicazione del salario minimo, fino all’introduzione di elementi migliorativi per i futuri lavoratori, come la mensilizzazione. Si tratta di aspetti fondamentali per garantire stabilità, dignità e qualità del lavoro”.

“Il progetto – aggiunge l’assessore – punta su integrazione, innovazione e qualità dell’offerta, sarà accompagnato da un percorso di dialogo continuo con le parti sociali, avviato in questi giorni, perché riteniamo fondamentale supportare le professionalità del nostro sistema museale in questo positivo cambio di passo. Il partenariato, inoltre, contribuisce a garantire maggiore partecipazione agli investimenti da parte dei privati, chiarendo al contempo un principio per noi imprescindibile: le attività di pregio, legate alla valorizzazione del patrimonio culturale, restano in capo all’Ente pubblico. Questo rappresenta una leva strategica per lo sviluppo culturale della città e per la valorizzazione delle professionalità interne”.
Il partenariato, conclude Montanari, sarà “uno strumento di coprogettazione all’avanguardia, per rendere più efficiente e coordinata la gestione dei servizi, costruendo una vera rete museale cittadina, con una maggiore capacità di programmazione e di attrazione. Elementi chiave del modello saranno l’unitarietà della gestione, il rafforzamento del controllo pubblico e la definizione di specifici indicatori di performance (Kpi) per garantire qualità, trasparenza e risultati misurabili. L’obiettivo è coniugare sviluppo dei servizi, qualità dell’offerta culturale e tutela occupazionale, nella consapevolezza che la crescita del sistema museale passa anche dalla valorizzazione delle persone che vi lavorano ogni giorno”.
Autore
Genova24

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