MotoGP, Acosta e l'ossessione Ducati: "Mia nonna dice che il rosso mi sta benissimo". Il no a Honda e a Rossi
- Postato il 27 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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La MotoGP è sbarcata ad Assen per il decimo appuntamento del Mondiale dopo aver svelato finalmente i primi accordi ufficiali per il 2027 che giacevano nei cassetti in attesa della firma del Patto della Concordia. Tra questi, il rinnovo di Marquez e il passaggio di Bagnaia in Aprilia, c’è stato anche il colpo Ducati che si è assicurato Pedro Acosta. Ecco alcuni dettagli del passaggio del talento spagnolo in rosso.
- Ducati da sempre interessata a Pedro
- Acosta, Ducati era un'ossessione: il rifiuto a Honda
- La rivalità con Marquez
- La sfida 850cc è un vantaggio
Ducati da sempre interessata a Pedro
L’interesse della casa di Borgo Panigale per Acosta è risaputo. “Quel pilota è molto bravo, ma quello che ci piace è Acosta, è un vero talento”, disse un dirigente del team di Bologna quando il pilota di Mazarrón aveva appena vinto il titolo Moto3 e muoveva i primi passi in Moto2. In realtà, come sottolinea Marca, Pedro piaceva a tutti, ma non tutti si fecero avanti. Ducati si era già informata sul suo contratto e se fosse obbligato a passare alla MotoGP con la KTM, cosa che alla fine è avvenuta grazie al rispetto che il pilota murciano nutriva per il marchio austriaco che aveva creduto in lui fin da giovanissimo.
Acosta, Ducati era un’ossessione: il rifiuto a Honda
Pedro ha sempre avuto anche una vera e propria ossessione per il colore rosso e per Ducati. Quando Acosta decise alla fine del 2025 di non proseguire con la casa austriaca, aveva in mente un solo obiettivo: passare alla Ducati. Si è parlato molto di offerte allettanti da parte della Honda, ma, come riportato da Marca, l’interesse c’era, ma non si è mai concretizzato né dal punto di vista finanziario né da quello sportivo.
Il due volte campione del mondo era determinato a diventare un pilota Ducati e questo è ciò che ha comunicato al suo management. Non gli importava dei soldi, e nemmeno se la HRC o altre squadre avessero offerto di più, cosa prevedibile visto che il rinnovo del contratto di Marc Márquez richiedeva un esborso finanziario considerevole da parte del team bolognese.
Lo scorso anno si parlò anche di un possibile ingresso di Pedro nel team VR46 di Valentino Rossi , con attrezzatura ufficiale Ducati. Anche questa ipotesi non fu presa seriamente in considerazione da Acosta. Il team di Rossi lo voleva, ma lui era interessato solo al team ufficiale.
La rivalità con Marquez
Quanto alla condivisione del box con Marc Marquez, sarà una grande sfida, da cui tutti i compagni di squadra del 9 volte campione sono sempre usciti con le ossa rotte, vedi Bagnaia costretto all’addio verso Aprilia. Ma Acosta pare, aver capito, e accettato, che tutti traggano beneficio dalla collaborazione made in Spain che dovrà necessariamente instaurarsi.
È attratto dall’osservare come lavora il pilota di Cervera, cosa fa di diverso e imparare tutto ciò che può. Nel 2026, Pedro ha fatto grandi passi avanti in termini di pazienza; non si arrabbia più così tanto per i guasti meccanici, gli errori ai box o l’inferiorità meccanica della KTM. All’impatto il prossimo anno Acosta non avrà molto da perdere, specie se Marquez dovesse rivincere il titolo quest’anno dopo una rimonta come quella che sta facendo. Pedro ha dalla sua lìetà (22 anni) e avrà bisogno anche di un periodo di tempo per adattarsi ai Desmosedici.
La sfida 850cc è un vantaggio
Acosta arriva in Ducati anche in un momento storico giusto, col cambio di regolamenti e di moto potrà partire su una base quasi pari rispetto a Marc Marquez, anche se questi ha già provato la nuova Desmosedici con le gomme Pirelli. Ma Pedro non è spaventato dalla sfida. “Mia nonna dice che il rosso mi sta benissimo”, ha scherzato. Era ciò che la sua enorme ambizione aveva sempre richiesto, e finalmente l’ha ottenuta, ora tocca a lui.