Morto Oscar Schmidt, la “Mão Santa” che ha fatto innamorare Caserta: il no alla NBA, la sfida con Petrovic e l’amico Maradona
- Postato il 17 aprile 2026
- Di Virgilio.it
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Il mondo del basket piange la scomparsa di Oscar Daniel Bezerra Schmidt, che a Caserta tutti conoscono come la “Mao Santa”. Il leggendario campione brasiliano è scomparso all’età di 68 anni dopo aver a lungo lottato contro un tumore al cervello.
- Caserta innamorata della “Mao Santa”
- Il no alla NBA
- La leggendaria sfida con Petrovic
- L’amicizia con Maradona
Caserta innamorata della “Mao Santa”
Una storia d’amore, di quelle che spesso il mondo dello sport sa regalare. In questo caso riguarda una piccola provincia italiana e un grande campione brasiliano. Il presidente Maggiò sta cercando di dare alla Juve Caserta una squadra capace di far sognare i tifosi e ne affida la costruzione a Giancarlo Sarti. La formazione milita nel campionato di serie A2 e quando Sarti gli occhi su questo giovane brasiliano decide di puntare tutti su di lui. Nella sua prima stagione in Campania arriva subito la promozione nella massima serie. Da quel momento il nuovo palazzetto costruito in 100 giorni per ospitare le partite casalinghe della Juve diviene il suo tempio. Arrivano canestri a raffica (sarà il miglior realizzatore del basket italiano prima che il record venga superato da Antonello Riva) ma con Caserta non arriva la soddisfazione più importante, lo scudetto che sarà vinto dalla coppia di scugnizzi Gentile-Esposito solo dopo il suo addio.
Il no alla NBA
Una carriera leggendaria quella di Oscar Schmidt che anche i mostri sacri della NBA hanno celebrato. L’8 settembre 2013 la Naismith Hall of Fame (spesso indicata erroneamente come la NBA Hall of Fame) ha deciso di inserirlo nella lista dei suoi campioni, un riconoscimento che sebbene previsto non viene molto spesso dato a giocatori che non hanno mai giocato nel campionato professionistico americano. E se Oscar non ha mai giocato dall’altra parte dell’oceano è stato soprattutto per scelta. La sua priorità era infatti quella di continuare a giocare con la maglia del Brasile e partecipare alle Olimpiadi con la nazionale carioca. Ma in quegli anni i giocatori NBA erano considerati professionisti e dunque non potevano giocare nella manifestazione cinque cerchi. E nonostante fosse stato scelto al draft 1984 dai New Jersey Nets ha deciso di non fare mai il grande salto.
La leggendaria sfida con Petrovic
C’è una data che gli appassionati di basket, almeno che hanno qualche anno in più non dimenticheranno: è il 14 marzo del 1989. Si gioca al Pireo la finale di Coppa delle Coppe tra Snaidero Caserta e Real Madrid. La formazione campana affida le sue speranze a Oscar Schimdt, dall’altra parte c’è uno dei più grandi giocatori europei di tutti i tempi, Drazen Petrovic (scomparso prematuramente). Ne viene fuori una sfida leggendaria che la formazione spagnola vince soltanto dopo un supplementare con il punteggio di 117-113. A impressionare però è il tabelline dei due protagonisti con Oscar Schimdt che chiude con 44 punti mentre il Diavolo di Sebenico ne mette a referto 62.
L’amicizia con Maradona
Napoli e Caserta distano solo pochi chilometri e negli anni ’80 nel mondo dello sport sono due realtà vincenti. In azzurro il trascinatore è Diego Armando Maradona, la “Mano de Dios”, a Caserta è Oscar “la Mao Santa” e tra i due nasce un’amicizia speciale con la distanza storica tra Argentina e Brasile che viene completamente messa da parte. “C’erano due re in Campania in quegli anni – dirà poi Oscar – uno giocava con i piedi a Napoli, l’altro con le mani a Caserta. Ma il vero Dio era lui, Diego”.