Morto Amerigo, papà di Sarri: il partigiano amico di Bartali che trasmise al tecnico l'amore per il ciclismo
- Postato il 21 luglio 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Scompare a 97 anni Amerigo Sarri, figura storica del ciclismo toscano e partigiano che combatté durante la Resistenza. Padre del celebre allenatore Maurizio Sarri, attualmente sulla panchina dell'Atalanta, Amerigo fu custode di una passione per le due ruote che trasmise al figlio insieme ai valori di impegno e dedizione. La sua eredità rimane viva nel mondo delle biciclette toscane, dove è stato un punto di riferimento per generazioni di appassionati.
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
Aveva 97 anni ma solo poco tempo fa aveva smesso di andare in bicicletta, il suo grande amore. E’ morto Amerigo Sarri, padre del tecnico dell’Atalanta, figura di riferimento per il mondo del ciclismo nel Valdarno e per lo sport in generale. Notissimo non soltanto dalle parti di Castelfranco Piandiscò, dove abitava da tempo è stato lui a trasmettere al figlio Maurizio l’amore mai nascosto- che ha raccontato più volte anche pubblicamente – per il ciclismo.
- Un passato da partigiano per Amerigo Sarri
- La carriera in bici di Sarri senior
- Grande tifoso di Coppi e amico di Bartali
Un passato da partigiano per Amerigo Sarri
Papà Amerigo viveva quando poteva con Maurizio, aveva una dépendance accanto alla villa dell’attuale allenatore dell’Atalanta che per poco tempo (questo lo portò in seguito ad avere problemi ai polpacci quando intraprese la carriera da calciatore) cercò di praticare anche il ciclismo. Amerigo Sarri, in gioventù, fu partigiano sull’Appennino Tosco-Emiliano. Un qualcosa che rendeva orgoglioso come non mai Maurizio, il quale, scherzando disse, come ricorda il giornalista Bruno Galvan: “Negli stadi c’è qualcuno che mi ha dato perfino del fascista (ridendo). Ma conoscono la storia della mia famiglia?”. Arrigo ha sempre seguito il ciclismo in tv, non si perdeva una tappa del Giro o del Tour nè le Grandi Classiche.
La carriera in bici di Sarri senior
Papà Amerigo era da sempre il primo tifoso del figlio. Nato il 10 novembre 1928 a Figline Valdarno, in provincia di Firenze, Amerigo Sarri si avvicinò al ciclismo subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Nel 1946 iniziò a correre nella categoria allievi con la maglia dell’U.S. Figline Valdarno, conquistando nove successi, poi passò tra i dilettanti nel 1947. Quello del professionismo (fece tre gare in tutto) era un mondo che non sentiva suo nonostante la partecipazione a gare come il Giro di Lombardia e le Tre Valli Varesine. Da qui la decisione di chiudere la sua carriera da prof, dicendo di no anche alla richiesta di tornare in sella insieme a lui ad un mito come Gastone Nencini, suo grande amico.
In sei stagioni raccolse 37 vittorie con diverse formazioni e fu tra i protagonisti del periodo d’oro dell’Aquila Montevarchi nei primi anni Cinquanta. Le sue prestazioni gli valsero anche due convocazioni nella Nazionale italiana ma a soli 25 anni decise di interrompere l’attività agonistica e di dedicarsi al lavoro.
Grande tifoso di Coppi e amico di Bartali
L’addio alle corse, però, non significò mai un distacco dal ciclismo. Grande estimatore di Fausto Coppi, Sarri ebbe anche un rapporto di amicizia e stima con Gino Bartali, che durante gli allenamenti faceva spesso tappa a Figline Valdarno. La scomparsa di Amerigo Sarri ha suscitato la commozione di tutto il territorio e della comunità sportiva. “Sei stato e rimarrai sempre il nostro ‘vecchiaccio’ che ci ha insegnato il rispetto e la correttezza sportiva e di vita – il ricordo del GS Figline Bike – Sapevi bene che per arrivare in cima ad una salita ci vogliono sacrificio, determinazione e il coraggio di non arrendersi mai valori che hai portato con te in ogni aspetto della tua esistenza fino all’ultimo giorno”.