Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Morti sul lavoro, «Quante altre vite dovremo perdere?»: L’appello del vescovo di Caserta

  • Postato il 26 settembre 2026
  • Notizie
  • Di Quotidiano del Sud
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Morti sul lavoro, «Quante altre vite dovremo perdere?»: L’appello del vescovo di Caserta

Il Quotidiano del Sud
Morti sul lavoro, «Quante altre vite dovremo perdere?»: L’appello del vescovo di Caserta

Il vescovo di Caserta monsignor Lagnese tuona sulle morti sul lavoro dopo l’incidente costato la vita al 21enne Antonio Coletta, travolto da un bobcat a Marcianise.


MARCIANISE (CASERTA) – «Quante altre giovani vite dovremo perdere prima che la sicurezza sul lavoro diventi davvero una priorità assoluta e quotidiana?». È un interrogativo carico di strazio e indignazione quello sollevato dal vescovo di Caserta, monsignor Pietro Lagnese, all’indomani della drammatica scomparsa di Antonio Coletta, un operaio di appena 21 anni morto in un tragico infortunio sul lavoro.

Il dramma si è consumato a Marcianise, all’interno di un cantiere stradale allestito per i lavori di posa della fibra ottica. Secondo le prime ricostruzioni e gli accertamenti condotti sul campo, il giovane lavoratore sarebbe stato investito e ucciso da un bobcat in fase di manovra. Sul posto sono prontamente intervenuti gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato locale e il personale del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Caserta, incaricati di eseguire i rilievi di legge e avviare le indagini per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.

MORTI SUL LAVORO, IL GRIDO DEL VESCOVO DI CASERTA: «IL LAVORO NON PUÒ CHIEDERE IN CAMBIO LA VITA»

La morte di Antonio ha riaperto in tutta la sua drammaticità la ferita delle morti bianche, suscitando il duro e commosso commento del vescovo Lagnese: «La morte di Antonio Coletta, a soli ventun anni, mentre era al lavoro a Marcianise, provoca un dolore che si aggiunge a quello, ancora vivo, per le troppe vite spezzate sul lavoro nella nostra terra».

Monsignor Lagnese ha poi ammonito contro il pericolo più grande, quello dell’indifferenza e dell’abitudine alla tragedia: «Questa nuova tragedia ci pone davanti a una domanda che non possiamo più eludere: quante altre giovani vite dovremo perdere prima che la sicurezza sul lavoro diventi davvero una priorità assoluta e quotidiana? A ventun anni si dovrebbe poter guardare al futuro, costruire progetti, tornare a casa dopo una giornata di lavoro. Il lavoro non può chiedere in cambio la vita. Ciò che più dobbiamo temere è l’assuefazione: che una morte segua l’altra, che per qualche giorno proviamo dolore e indignazione e poi tutto continui come prima. Non possiamo permetterlo».

Infine, il richiamo alle responsabilità collettive e l’abbraccio ai cari della vittima: «Ogni tragedia deve tradursi in una responsabilità più grande: nella vigilanza, nella prevenzione, nella formazione, nel rispetto rigoroso delle regole e nella cura concreta di ogni lavoratore. La vita di chi lavora viene prima di ogni altra considerazione. Affido Antonio al Signore e stringo in un abbraccio la sua famiglia».

Il Quotidiano del Sud.
Morti sul lavoro, «Quante altre vite dovremo perdere?»: L’appello del vescovo di Caserta

Autore
Quotidiano del Sud

Potrebbero anche piacerti