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Morte in carcere a Rossano, dopo l’autopsia si fa strada la pista del farmaco killer

  • Postato il 3 luglio 2026
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Morte in carcere a Rossano, dopo l’autopsia si fa strada la pista del farmaco killer

Il Quotidiano del Sud
Morte in carcere a Rossano, dopo l’autopsia si fa strada la pista del farmaco killer

L’autopsia sul detenuto di Cirò Marina morto nel carcere di Rossano fa emergere dubbi su dosaggio del farmaco ed eventuale shock anafilattico


CIRÒ MARINA – Non un semplice malore, ma un groviglio di lesioni estese e il sospetto, sempre più concreto, che a stroncare il detenuto Cataldo De Luca sia stata una reazione fatale a quel sedativo iniettato nel carcere di Rossano. I primi esiti dell’autopsia sul corpo del 42enne di Cirò Marina sembrano avvalorare la pista d’indagine aperta dalle drammatiche denunce della famiglia, trasformando l’ipotesi del farmaco killer nello snodo cruciale dell’inchiesta. Dosaggio sbagliato? Shock anafilattico? Il sedativo è stato somministrato da agenti o medici? Sono soltanto alcuni degli interrogativi in piedi.

Da Rossano a Catanzaro

Il giallo è così intricato da aver imposto, nelle ultime ore, una brusca deviazione logistica. Le operazioni peritali, inizialmente avviate nell’obitorio di Rossano sotto un blindatissimo riserbo istituzionale, si sono dovute trasferire d’urgenza all’istituto di medicina legale dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro per la mancanza di apparecchiature specifiche nella struttura ospedaliera dello Jonio cosentino. La sostituta procuratrice di Castrovillari Angela Cioffi, che coordina le indagini provvisoriamente aperte contro ignoti, ha disposto il trasferimento proprio per non lasciare nulla al caso ed evitare una ricognizione frettolosa.

Lesioni, traumi e dubbi su una caduta

I primi rilievi forensi sul cadavere del detenuto restituiscono un quadro di lesività diffusa. Del resto, lo aveva detto al Quotidiano la sorella maggiore della vittima, Vittoria, che aveva notato diverse macchie di sangue sulla salma. Sul corpo di De Luca sarebbero stati rilevati numerosi tagli e ferite lacerocontuse. Secondo alcune testimonianze, il recluso si sarebbe procurato quelle lesioni da solo con delle forbicine e prendendo a calci i sanitari in ceramica del bagno durante una crisi claustrofobica forse dovuta alla canicola estiva. Resta da chiarire la natura di un forte trauma cranico. De Luca ha battuto la testa cadendo accidentalmente durante la concitata protesta, mentre gli agenti della polizia penitenziaria tentavano di contenerlo, o si è procurato i traumi dopo essere svenuto, crollando al suolo subito dopo la somministrazione del farmaco?

Allergia ereditaria e sospetti sull’inezione letale

L’attenzione dei periti si concentra però sul segno di un’iniezione riscontrato a un braccio, il punto in cui è stato inoculato il sedativo (presumibilmente Valium) per tentare di contenere l’attacco di panico. Un medicinale di routine che non dovrebbe provocare esiti letali, ma che in questo caso specifico si colora di tinte fosche. Ci sarebbe una ereditarietà genetica legata a violente forme allergiche a questa classe di farmaci. Lo shock anafilattico fulmineo resta dunque un’ipotesi sul tavolo dei consulenti.

LEGGI ANCHE:L’ombra di un’iniezione fatale dietro la morte del detenuto cirotano nel carcere di Rossano – Il Quotidiano del Sud

Farmaco inoculato da agenti o medici?

Per mappare con precisione scientifica ogni frammento di quella tragica giornata di sabato, il medico legale Saverio Gualtieri, dello staff della professoressa Isabella Aquila, ha effettuato il prelievo di diversi campioni biologici, destinati ai laboratori per i successivi esami istologici e tossicologici. Gli accertamenti, delegati sul campo agli uomini del Nucleo investigativo centrale (Nic) della polizia penitenziaria di Catanzaro, dovranno chiarire anche un altro dubbio sollevato dai familiari. Chi ha materialmente praticato l’iniezione? Bisognerà accertare se vi sia stata o meno una supplenza impropria da parte del personale di custodia nelle fasi del bloccaggio a terra, in violazione di protocolli sanitari.

Gli accertamenti proseguono

Secondo la testimonianza, filtrata da ambienti carcerari e riportata dalla sorella della vittima, sarebbe stato un agente, forse perché il medico non ci riusciva essendo De Luca in preda a quella violenta crisi di panico. Una testimonianza il cui contenuto è ancora tutto da appurare. Inoltre, gli accertamenti proseguono perché saranno necessari una Tac total body e l’esame del Dna per chiarire se le lesioni siano compatibili con atti di autolesionismo e quale sia la natura delle tracce ematiche.

Dubbi sull’intervento degli agenti

Le risultanze scientifiche finiscono così per incrociarsi inevitabilmente con le denunce della sorella maggiore di Cataldo De Luca, che respinge con forza la versione del malore naturale. Assistita dall’avvocato Giovanni Salzano, la famiglia De Luca esige risposte chiare. Il legale ha chiesto il sequestro immediato dei diari clinici e dei fotogrammi delle telecamere di videosorveglianza interna per verificare la regolarità dell’intervento degli agenti. E ha nominato quale consulente di parte il criminologo Angelo La Marca, allievo di Aldo Barbaro, tra i più noti e affermati medici legali in Italia, che ha assistito alle operazioni. Ci vorranno settimane per conoscere i risultati completi degli accertamenti.

Clima surriscaldato in carcere

Sullo sfondo di una vicenda che ha surriscaldato il clima nel carcere di Rossano, dove i detenuti hanno avviato tre giorni di sciopero dell’aria in segno di lutto e si è registrata la recente aggressione a un ispettore, resta una complessa trama giudiziaria interrotta. De Luca stava scontando una condanna definitiva a 25 anni per un omicidio di dieci anni fa. Pochi giorni prima del decesso aveva ricevuto una nuova ordinanza di custodia cautelare. Era accusato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio di Antonio Pugliese, un altro detenuto cirotano, consumato nel luglio 2024 nel carcere di Catanzaro. Sarà ora la scienza forense a stabilire se dietro la morte di De Luca ci sia stato un tragico destino clinico o una catena di imperdonabili responsabilità.

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