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Morte Antonio Perrotta, i fratelli Orsino non rispondono al pm

  • Postato il 11 agosto 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Morte Antonio Perrotta, i fratelli Orsino non rispondono al pm

Il Quotidiano del Sud
Morte Antonio Perrotta, i fratelli Orsino non rispondono al pm

Domenico e Umberto Orsino, i due fratelli fermati per il pestaggio a morte di Antonio Perrotta, interrogati dal pm hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere


PAOLA – Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Umberto Orsino, 24 anni, e Domenico Orsino, 22 anni, entrambi nati e residenti in Lussemburgo. Sono i due fratelli, domiciliati a Belvedere Marittimo, ma residenti in Lussemburgo, fermati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Antonio Perrotta. L’uomo è deceduto all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza dopo la violenta aggressione avvenuta nella notte tra l’8 e il 9 agosto nei pressi della discoteca “Il Castello” di Sangineto.

I due sono stati sentiti oggi alla Procura della Repubblica di Paola alla presenza del loro difensore, l’avvocato Alessandro Gaeta. Un altro passaggio decisivo dell’inchiesta è previsto per il 13 agosto, quando sarà eseguita l’autopsia sul corpo della vittima. Il decreto di fermo è stato emesso dal procuratore della Repubblica di Paola, Domenico Fiordalisi che coordina le delicate indagini. Nei confronti dei due indagati viene contestato, in concorso, il reato di omicidio.

Secondo la ricostruzione contenuta nel provvedimento della Procura, Perrotta sarebbe stato colpito con pugni e calci. Sarebbe quindi caduto violentemente al suolo, riportando un “ematoma epidurale acuto” e una “frattura composta della base cranica”. Trasportato inizialmente all’ospedale di Cetraro e successivamente in elisoccorso all’Annunziata di Cosenza, era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla testa. È morto nelle prime ore del 10 agosto.

INDAGINI CONDOTTE DA POLIZIA E CARABINIERI

L’inchiesta è stata condotta congiuntamente dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri, sotto il coordinamento della Procura di Paola. Al centro degli accertamenti sono finite in particolare le immagini dell’impianto di videosorveglianza della discoteca. Secondo la ricostruzione investigativa, all’interno del locale si sarebbe verificato un diverbio che avrebbe coinvolto Perrotta e due giovani, successivamente allontanati dal personale addetto alla sicurezza. La vittima li avrebbe raggiunti all’esterno, oltre le transenne, dove le immagini mostrerebbero movimenti che gli investigatori hanno ritenuto compatibili con una colluttazione. Gli accertamenti successivi avrebbero consentito agli investigatori di identificare i due giovani nei fratelli Orsino, residenti in Lussemburgo e domiciliati a Belvedere Marittimo.

MORTE PERROTTA, I FRATELLI ORSINI RINTRACCIATI A BELVEDERE MARITTIMO

I due sono stati rintracciati in un’abitazione del centro tirrenico. Durante la perquisizione, secondo quanto riportato nel decreto di fermo, sarebbero stati sequestrati indumenti e calzature ritenuti corrispondenti a quelli visibili nelle immagini della sera dell’aggressione. Su una delle camicie sequestrate sarebbe stata inoltre rilevata una macchia di sangue, nonostante l’indumento, secondo la Procura, fosse stato precedentemente lavato.

Si richiama la presenza di “gravi indizi di colpevolezza” e si motiva il fermo anche con il ritenuto pericolo di fuga. Ciò considerato che entrambi gli indagati risiedono all’estero in Lussemburgo. L’ipotesi accusatoria resta, tuttavia, da sottoporre al vaglio del giudice e alle successive fasi del procediment. I due fratelli sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Le difese potranno contestare la ricostruzione della Procura e gli elementi raccolti nel corso delle indagini. Il prossimo appuntamento investigativo è ora l’autopsia del 13 agosto, dalla quale gli inquirenti attendono ulteriori elementi sulle cause e sulla dinamica della morte di Antonio Perrotta.

Il Quotidiano del Sud.
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