Morata, l’avventura con il Leganes non funziona: zero gol e i tifosi lo contestano, la difesa dell’allenatore non basta
- Postato il 29 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Álvaro Morata attraversa un momento critico al Leganés, segnato dall'assenza di reti e dalle critiche dei sostenitori madrileni. Il ritorno nella capitale spagnola, inizialmente carico di aspettative, si sta trasformando in una sfida personale per l'attaccante, che deve ritrovare la forma e la fiducia. L'allenatore schiera la difesa del giocatore, ma i numeri impietosi raccontano una stagione complicata, rievocando le difficoltà recenti con la maglia del Como.
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Non c’è pace per Álvaro Morata. Continua a girare tutto storto all’attaccante spagnolo che tanto sperava che il ritorno a Madrid potesse rappresentare l’inizio della rinascita ed invece, dopo appena quattro partite con il Leganés, il copione sembra pericolosamente simile a quello già visto al Como: poche gioie sotto porta, tanta fatica e ora anche i primi fischi in una serata da dimenticare. Il numero 9 è ancora a quota zero gol e la sconfitta per 0-2 contro il Castellón ha fatto saltare i nervi ai tifosi presenti al Butarque.
- L'effetto Morata
- "Sono tornato a casa"
- Poi il buio
- Albés lo protegge
- Il fantasma del Como
- La seconda occasione
L’effetto Morata
Eppure l’avventura era cominciata sotto tutt’altra luce. Quando il Leganés ha annunciato l’arrivo dell’ex capitano della Spagna, il trasferimento aveva assunto immediatamente i contorni del ‘grande colpo’ per la Segunda División. Morata, reduce da una stagione difficile con il Como, aveva scelto di tornare nella sua Madrid per accettare una sfida lontana dai riflettori della Champions.
L’impatto mediatico era stato enorme: secondo i dati diffusi dal club, nei primi giorni l’annuncio aveva prodotto oltre 30 milioni di impression sui social, quasi 20 mila nuovi follower e un’impennata anche negli abbonamenti e nella vendita delle maglie. Non è stato soltanto un acquisto per il campo: Morata era già diventato il simbolo di un nuovo progetto.
“Sono tornato a casa”
Anche Morata aveva raccontato con entusiasmo la scelta. Non soltanto una questione sentimentale, non soltanto il ritorno nella città in cui è nato. Il centravanti aveva spiegato di essere stato convinto soprattutto dal progetto del club, definendolo ambizioso e organizzato.
“È un progetto fantastico, con una scommessa molto forte da parte del club e della proprietà”, aveva raccontato a Cadena SER. E ancora: “Sono qui per il progetto che hanno e perché spero di restare. E perché loro mi hanno dimostrato che mi vogliono qui”.
Il debutto aveva poi alimentato le speranze. Contro Las Palmas, alla quarta giornata, Morata era partito titolare e nei primi minuti si era mostrato particolarmente attivo, cercando la profondità e partecipando anche al lavoro difensivo. Era mancato però il guizzo decisivo.
Poi il buio
Adesso, invece, il conto dice quattro presenze, 240 minuti e zero reti. E soprattutto un rapporto con la tifoseria che ha già conosciuto il primo momento di tensione. Contro il Castellón, Morata ha avuto due occasioni importanti per rimettere in partita il Leganés: la prima al 4′, quando non è riuscito a trovare la porta a due passi dalla linea, la seconda nella ripresa, con il portiere avversario fuori posizione. Anche quella conclusione è terminata alta.
Al 76′ è arrivata la sostituzione. E con essa i fischi di una parte del pubblico di Butarque. Un contrasto evidente con l’accoglienza ricevuta poche settimane prima.
Albés lo protegge
Rubén Albés, però, non ha intenzione di trasformare il momento difficile in un caso. L’allenatore ha difeso apertamente il suo centravanti dopo la sconfitta: “Il suo adattamento sta andando bene. Álvaro ha la pelle dura per affrontare ogni ogni tipo di situazione. Sarà molto importante al Leganés e segnerà molti gol”.
E alla domanda sulle critiche dopo la sostituzione ha aggiunto: “Morata sarà un giocatore importante al Leganés, farà gol al Leganés e ci farà migliorare”. Una difesa netta, arrivata proprio nella serata in cui la pressione intorno all’attaccante è aumentata.
Il fantasma del Como
Il problema è che anche la storia recente non aiuta Morata. Perché il trasferimento al Leganés arriva dopo una stagione al Como nella quale il centravanti spagnolo avrebbe dovuto ritrovare continuità e gol. Era stato presentato nell’estate 2025 come il colpo più importante del mercato lariano: esperienza internazionale, leadership e gol al servizio del progetto di Cesc Fabregas.
Il campo, però, aveva raccontato tutt’altra storia. In campionato Morata ha chiuso con zero gol in 26 presenze. L’unica rete stagionale era arrivata in Coppa Italia, contro la Fiorentina, e lo stesso attaccante l’aveva definita “una delle reti più importanti” della sua carriera per tutto quello che c’era dietro.
Una stagione paradossale anche perché il Como, collettivamente, aveva vissuto un’annata di grande livello, arrivando fino al quarto posto e conquistando la qualificazione alla Champions. Morata, invece, era progressivamente scivolato nelle gerarchie, il rapporto con Fabregas si è incrinato, mentre Douvikas riusciva a trovare maggiore continuità e gol.
La seconda occasione
Il passaggio al Leganés doveva essere la ripartenza per Morata. Una scelta consapevole, come ha spiegato lo stesso Morata, anche a costo di rinunciare a proposte legate a squadre impegnate nelle competizioni europee: “Ho cambiato il Leganés per qualche progetto di Champions, sì. Ma la mia Champions è prendere una decisione che considero coraggiosa”, aveva detto.Per ora, però, che il gol continua a mancare tornano i problemi per l’attaccante che ancora non si è sbloccato e che sta rivivendo già i fantasmi di Como.