Monopattino truccato, 20 sanzioni e mezzo sequestrato dai Carabinieri
- Postato il 7 giugno 2026
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- Di Virgilio.it
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Venti multe in nove mesi e ora arriva la sanzione più dura: il sequestro. A Saluzzo, in provincia di Cuneo, un giovane si è visto portare via il monopattino elettrico dai Carabinieri dopo una lunga serie di contestazioni legate al suo utilizzo, tra cui guida contromano, spericolati slalom sui marciapiedi, passeggeri trasportati a bordo e un ostinato disprezzo per le divise, manifestato ignorando i ripetuti alt e circolando regolarmente senza protezione in testa. La proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la modifica del mezzo, portato a una potenza di oltre 1 kW, un’infrazione dinanzi alla quale è scattato il sequestro.
A pesare non sono state soltanto le infrazioni al Codice della Strada, ma le caratteristiche tecniche del veicolo. La potenza superiore a 1 kW supera infatti in modo netto i limiti consentiti dal legislatore per un monopattino elettrico destinato alla circolazione ordinaria, proprio mentre il tema della sicurezza stradale legata alla micromobilità è diventato una priorità assoluta per le autorità, impegnate a contenere l’anarchia di mezzi che si comportano più vicini ai ciclomotori che ai semplici strumenti per gli spostamenti brevi.
Il problema non riguarda soltanto il singolo monopattino sequestrato. A Saluzzo, l’attenzione delle Forze dell’Ordine verso il mondo delle due ruote – elettriche o a pedali – si è fatta serrata, complice una circolazione cittadina sempre più caotica. L’escalation dei controlli impone di agire in una giungla urbana sempre più affollata. Se nell’intero 2025 i carabinieri sono dovuti intervenire 131 volte – sanzionando in gran parte monopattini (93) e, in minor misura, biciclette (38) – il trend non sembra rallentare, con altri 31 verbali staccati solo nei primi mesi di quest’anno.
Il totale restituisce una fotografia abbastanza netta: 115 sanzioni hanno riguardato i monopattini, 47 le biciclette. Dai verbali emerge una micromobilità ancora troppo disordinata, utile sulla carta ma spesso ingestibile nella pratica. Nati per alleggerire il traffico, certi veicoli rischiano di creare seri problemi a pedoni e automobilisti, a conferma di quanto l’educazione stradale resti il vero buco nero della partita.
Dalla circolazione sui marciapiedi al mancato uso dei dispositivi di protezione, le pattuglie si trovano alle prese con violazioni ricorrenti. Tuttavia, un intervento sul motore aumenta la spinta e la reattività ben oltre i limiti di sicurezza. Una maggiore capacità di accelerazione su un telaio non adeguato può essere il preludio di un incidente, perché basta poco per perdere il controllo del mezzo e rendere inutili le reazioni dell’ultimo secondo.
Il tema arriva in un momento in cui il quadro normativo sulla micromobilità sta diventando più stringente. Con l’obbligo della mini targa, operativo dal 16 maggio, e quello dell’assicurazione civile, in arrivo il 16 luglio, il legislatore ha finalmente risposto alla richiesta di ordine in città. È finita l’ora dei conducenti anonimi che spariscono nel traffico dopo una manovra azzardata.
Con l’introduzione delle nuove regole gli utenti vengono messi davanti alle loro responsabilità: il rispetto delle norme smette di essere considerato un optional. La micromobilità potrà tornare a essere una risorsa per la città, purché il rispetto delle regole diventi finalmente una pratica quotidiana invece che un’eccezione.