Mondiali 2026 nella bufera: il boicottaggio della Germania e cosa rischia il Senegal dopo la protesta choc
- Postato il 19 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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In attesa degli spareggi di marzo che decreteranno o meno la presenza dell’Italia ai Mondiali, la rassegna iridata in programma in estate in Canada, Messica e Stati Uniti è sempre più nella bufera. In Germania la tensione è alle stelle e avanza la clamorosa ipotesi del boicottaggio, mentre rischia grosso il Senegal dopo la protesta choc negli ultimi minuti dei tempi regolamentari della Coppa d’Africa poi vinta ai supplementari contro i padroni di casa del Marocco.
- Bufera sui Mondiali: il boicottaggio della Germania
- Mondiale a rischio per il Senegal?
- Cosa rischiano Mané e compagni
- La condanna della Fifa
Bufera sui Mondiali: il boicottaggio della Germania
La prima edizione del Mondiale formato XXL a 48 squadre continua a dividere e far discutere. Se in precedenza le polemiche riguardavano soprattutto Israele, che ha poi fallito la qualificazione classificandosi alle spalle di Norvegia e Italia nel Gruppo I, ora il mirino si è spostato su Donald Trump, sulla volontà di annettere la Groenlandia “per motivi di sicurezza nazionale” e sui dazi annunciati a diversi Paesi europei.
Dalla Germania si leva un coro di proteste guidato da Jürgen Hardt, membro di spicco dell’Unione Cristiano-Democratica (il principale partito della coalizione di governo, ndr) e stretto collaboratore del cancelliere Friedrich Merz. Al quotidiano tedesco Bild non ha escluso uno scenario estremo, quello del possibile ritiro della selezione di Nagelsmann dal Mondiale. “Potrebbe essere considerata come ultima risorsa per far ragionare Trump sulla questione della Groenlandia” ha dichiarato. Poco prima dell’inizio della Coppa del Mondo, precisamente il 6 giugno, Stati Uniti e Germania si affronteranno in amichevole: in quale clima si disputerà l’incontro?
Mondiale a rischio per il Senegal?
E veniamo a quanto accaduto nella finale di Coppa d’Africa tra Marocco e Senegal. Un rigore concesso a Leoni dell’Atlante in pieno recupero ha fatto scoppiare il putiferio in campo e sugli spalti. Gli avversari hanno abbandonato il terreno di gioco, mentre i tifosi hanno provato a invadere il rettangolo verde del Prince Moulay Abdellah di Rabat causando non pochi incidenti sotto gli occhi del presidente Fifa, Gianni Infantino.
L’unico a restare lucido è stato Sadio Mané, che ha richiamato i compagni prima che fosse sancita la fine dell’incontro. Lo sciagurato cucchiaio dell’ex Milan Brahim Diaz ha tenuto in vita i Leoni della Teranga, che l’hanno spuntata ai supplementari col super gol di Pape Gueye. Ma c’è stato ben poco da festeggiare: quanto si è visto è una delle pagine più vergognose della storia recente del calcio moderno.
Cosa rischiano Mané e compagni
In Senegal dovrebbero erigere una statua in omaggio a Mané. Perché se il Senegal parteciperà al prossimo Mondiale lo deve solo ed esclusivamente all’ex attaccante di Liverpool e Bayern Monaco: se anche lui avesse abbandonato il terreno di gioco, l’undici di Pape Thiaw si sarebbe giocato Coppa d’Africa a Coppa del Mondo.
Ma sicuramente la protesta choc non resterà impunita. Come rivela il quotidiano spagnolo As, la Federazione senegalese rischia una multa tra i 50mila e i 100mila euro, mentre tanto il ct quanto i calciatori coinvolti potrebbero andare incontro a una squalifica da quattro a sei partite, da scontare – quindi – nel corso del Mondiale. Inoltre le prossime partite della nazionale dell’attaccante della Lazio Dia si disputeranno a porte chiuse.
La condanna della Fifa
Furibondo Infantino al termine dell’incontro: “Abbiamo assistito a scene inaccettabili sul campo e sugli spalti. Condanniamo fermamente il comportamento di alcuni tifosi, così come di alcuni giocatori e membri dello staff senegalesi”.
Il numero uno della Fifa confida nel pugno duro della CAF: “Le scene orribili a cui abbiamo assistito devono essere condannate e non possono mai più ripetersi. Mi aspetto che gli organi disciplinari competenti della CAF prendano i provvedimenti opportuni”.