Monasterace, bimbo disabile senza salvavita, interviene la procura

  • Postato il 11 gennaio 2026
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Monasterace, bimbo disabile senza salvavita, interviene la procura

Sanità in Calabria. Esposto di Saverio Genovese per il figlio disabile, ottiene la Peg, strumento salvavita, solo dopo diffida legale. «Violati i diritti dei malati». All’Asp di Reggio Calabria manca il responsabile Nad da un anno


Ci sono volute una diffida all’Asp e un esposto rivolto a due Procure, quelle di Locri e Catanzaro, per far avere nel pomeriggio di ieri, sabato 10 gennaio 2026, direttamente da un dottore dell’Asp, un importante ausilio salvavita a un bimbo gravemente disabile a Monasterace.

BIMBO DISABILE SENZA SALVAVITA, L’ESPOSTO DEL PADRE

A fare l’esposto è stato Saverio Genovese, padre del piccolo Pasqualino, bimbo affetto da tetraparesi spastico-distonica conseguente a infarto dell’arteria cerebrale media, condizione che comporta una gravissima disabilità, per rimarcare il dramma dei presidi sanitari mancanti per il figlio minorenne e anche per tanti cittadini che vivono il dramma della disabilità.

LA NECESSITÀ DELLA PEG

Il minore, infatti, come spiegato dal padre, è nutrito esclusivamente tramite Peg (gastrostomia endoscopica percutanea), presidio sanitario indispensabile e salvavita, necessario sia per la nutrizione sia per la somministrazione dei farmaci fondamentali per il controllo delle distonie e dell’epilessia.

Il padre del piccolo Pasqualino si è rivolto al dottor Demetrio Quattrone, responsabile del Distretto tirrenico, ringraziato dallo stesso genitore per l’interessamento umano alla sua vicenda, che ha provveduto a ordinare la Peg utilizzando il budget del proprio distretto, risolvendo solo temporaneamente la situazione.

SALVAVITA PER BIMBO DISABILE, UNA MANCANZA CHE METTE A RISCHIO LA SUA VITA

Una mancanza di fornitura che mette a rischio la vita del piccolo, nonostante lo scorso 4 luglio 2025 si sia tenuto un incontro finalizzato a un piano di vita indipendente per Pasqualino con i dirigenti dell’Asl competente, i dirigenti del Servizio sociale territoriale di Caulonia, il sindaco di Monasterace, la dirigente scolastica dell’Istituto frequentato dal minore e i familiari del minore.


In tale sede formalmente garantito che la Peg sarebbe stata fornita in tempi brevi, al fine di assicurare la continuità e la sicurezza dell’alimentazione del minore.

LE DIFFICOLTÀ DELLA FAMIGLIA NELLA FORNITURA DELLA PEG

Da tempo, infatti, la famiglia riscontra gravi e reiterate difficoltà nella fornitura della Peg; tra l’altro, ogni richiesta di sostituzione del presidio viene subordinata alla presentazione di una prescrizione rilasciata esclusivamente dall’Ospedale Gemelli di Roma, struttura extraregionale che ha in cura il minore.

Tale prassi determina ritardi ingiustificati, aggravi organizzativi ed economici e, soprattutto, seri rischi per la salute e la sicurezza del minore, costretto talvolta a utilizzare una Peg oltre i tempi di sicurezza clinicamente raccomandati. Si premette che tale Peg va cambiata ogni tre mesi, ma può bloccarsi a causa del passaggio dei farmaci o del cibo, per cui la famiglia necessita di una Peg di riserva tuttora mancante.

I DISSERVIZI E L’INTERVENTO DELLA PROCURA

Questi gravi disservizi hanno portato la stessa famiglia a rivolgersi all’avvocata Laura Andrao, che, in considerazione dell’urgenza, ha inviato una formale diffida alla Direzione generale dell’Asp di Reggio Calabria, senza ottenere riscontro.

BIMBO DISABILE, SALVAVITA, LA BATTAGLIA DI UN PADRE

Genovese, nel rivolgersi alla Procura, parla a nome di tutti coloro che versano in queste condizioni e specifica che la situazione è resa grave dalla mancanza, da oltre un anno, del responsabile della Nad (Nutrizione artificiale domiciliare).

«Ad oggi, nonostante le rassicurazioni circa la prossima nomina di un nuovo responsabile del Servizio Nad, tale figura risulta mancante da oltre un anno, con un evidente e grave pregiudizio per la salute di mio figlio e di tutti i pazienti in carico al servizio Adi che versano nelle medesime condizioni».

L’ASSESENZA DEL RESPONSABILE NAD

«La situazione descritta configura uno stato di abbandono sanitario, con esposizione del minore a un rischio concreto, attuale e reiterato, in violazione dei principi costituzionali di tutela della salute e dei diritti delle persone con disabilità».

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