Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Mohamed Ali Zoma, il nuovo talento azzurro: l’idolo Balotelli, i consigli di Klose e l’esplosione in Germania

  • Postato il 18 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 7 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Mohamed Ali Zoma, il nuovo talento azzurro: l’idolo Balotelli, i consigli di Klose e l’esplosione in Germania

C’è un filo rosso che unisce Merate, Bergamo e Norimberga. È quello seguito da Mohamed Ali Zoma, 22 anni, uno dei nomi nuovi della Nazionale italiana di Roberto Mancini. La convocazione per la Nations League rappresenta il punto più alto, almeno per ora, di un percorso costruito lontano dai riflettori della Serie A e sviluppatosi attraverso pazienza, lavoro e una crescita costante. Un’esplosione arrivata in Germania dopo una lunga gavetta con l’AlbinoLeffe, il club che lo ha formato fin da ragazzo.

Dalle giovanili dell’AlbinoLeffe alla prima squadra

Zoma nasce a Merate, in provincia di Lecco, nel dicembre 2003. Le sue origini familiari sono legate al Burkina Faso, da parte del padre, e alla Costa d’Avorio, da parte della madre. È proprio il padre a scegliere per lui il nome Mohamed Ali, in omaggio alla leggenda della boxe. Una scelta diventata negli anni quasi profetica per un calciatore che ha costruito la propria identità sportiva sulla velocità, sulla forza e sulla capacità di affrontare l’avversario nell’uno contro uno. La sua formazione calcistica avviene quasi interamente all’AlbinoLeffe. Zoma entra nel settore giovanile del club lombardo ancora giovanissimo e attraversa le varie categorie fino ad arrivare alla prima squadra. Un percorso lungo, nel quale inizialmente viene utilizzato soprattutto come esterno di centrocampo. La svolta arriva durante la sua esperienza nella Berretti. Giuseppe Biava, ex difensore di Serie A e allora allenatore nelle giovanili dell’AlbinoLeffe, ne intuisce le caratteristiche offensive e decide di avanzarlo. Velocità, dribbling, capacità di attaccare la profondità e inserimenti diventano armi da sfruttare più vicino alla porta. Il cambio di ruolo modifica radicalmente la traiettoria della sua carriera.

La doppietta che cambia tutto

Uno degli episodi simbolo della sua crescita arriva proprio al debutto tra i professionisti. Ancora minorenne, Zoma entra in campo nel derby contro il Lecco con la sua squadra in difficoltà. La risposta è immediata: due gol e una prestazione che ribalta completamente l’inerzia della partita. Il primo centro arriva da attaccante d’area, il secondo racconta invece il tipo di giocatore che sarebbe diventato: una lunga progressione in contropiede, sfruttando velocità e capacità di saltare l’uomo. È il momento nel quale le qualità intraviste da Biava iniziano a diventare evidenti anche a livello professionistico. L’AlbinoLeffe diventa così il laboratorio nel quale Zoma costruisce il proprio calcio, arrivando a totalizzare oltre cento presenze e 27 gol con la prima squadra secondo i dati disponibili sulla sua carriera.

Il salto al Norimberga e il ruolo di Klose

Nell’estate del 2025 arriva la decisione che cambia definitivamente il suo percorso. Zoma lascia l’AlbinoLeffe e si trasferisce al Norimberga, in 2. Bundesliga. Il trasferimento viene completato per una cifra nell’ordine di 1,5 milioni di euro secondo le banche dati e le ricostruzioni pubblicate all’epoca. Il contratto con il club tedesco è attualmente valido fino al 30 giugno 2029. L’impatto con il calcio tedesco non è immediato. Ritmi, fisicità e caratteristiche del campionato rappresentano un nuovo banco di prova. A Norimberga, però, Zoma trova una figura destinata a incidere profondamente sulla sua crescita: Miroslav Klose. L’ex centravanti della Lazio e della Germania diventa un riferimento tecnico importante. Un allenatore che conosce il mestiere dell’attaccante e che lavora sulle letture, sulla posizione e sulla finalizzazione. Il risultato arriva nella stagione 2025-26.

I gol e la consacrazione in Germania

Alla prima stagione in Germania Zoma mette a segno 14 gol in 29 partite di 2. Bundesliga, aggiungendo anche quattro assist. Numeri che lo trasformano da giovane talento da seguire a protagonista del campionato. Secondo quanto riportato dalla stampa italiana, il giocatore viene inoltre votato dai tifosi del Norimberga come miglior calciatore della stagione. Il suo calcio è facilmente riconoscibile. Zoma può agire da seconda punta, da esterno offensivo o da centravanti. Parte spesso dalla sinistra per accentrarsi sul piede destro, cercando il dribbling e l’attacco dello spazio. La rapidità sul primo passo gli permette di creare superiorità numerica, mentre la progressione gli consente di trasformare rapidamente una situazione difensiva in un’azione pericolosa. La sua evoluzione tattica non si è però fermata al semplice ruolo di esterno. L’esperienza con Klose lo ha progressivamente avvicinato alla porta, rendendolo più efficace nella finalizzazione.

Zoma, la tripletta che lo fa conoscere a tutti

Se la stagione precedente aveva rappresentato la consacrazione, l’inizio del campionato 2026-27 ha ulteriormente accelerato la sua crescita. Nella sfida contro la Dinamo Dresda, Zoma firma una tripletta nel successo per 3-0 del Norimberga. Una prestazione che porta nuovamente il suo nome sulle prime pagine sportive italiane e tedesche e contribuisce ad alimentare l’interesse nei suoi confronti. Il suo rendimento porta anche il suo valore di mercato a crescere rapidamente. Le valutazioni pubblicate dalle diverse piattaforme non sono uniformi e vanno considerate come stime, non come prezzi ufficiali: Transfermarkt lo valutava 8 milioni di euro nel giugno 2026, mentre alcune ricostruzioni giornalistiche estive indicavano una possibile quotazione nell’ordine dei 20 milioni.

Le caratteristiche: velocità, dribbling e duttilità

Il primo elemento che colpisce nel gioco di Zoma è la capacità di attaccare l’uomo. Il suo uno contro uno è una delle caratteristiche che hanno attirato maggiormente l’attenzione dello staff di Mancini. La combinazione tra accelerazione e controllo del pallone gli permette di creare situazioni pericolose anche quando riceve lontano dalla porta. Il piede preferito è il destro e il ruolo naturale viene indicato come quello di seconda punta, ma la sua duttilità gli consente di essere impiegato anche da ala sinistra e punta centrale. È proprio questa versatilità a renderlo interessante per la Nazionale. Zoma non è un centravanti classico e non è neppure un esterno puro: è un attaccante moderno, capace di cambiare posizione e di cercare la porta partendo da zone differenti del campo.

Zoma, la famiglia e la maturità

Dietro la crescita calcistica c’è anche una storia personale importante. Il padre, originario del Burkina Faso, è scomparso alcuni anni fa. Questo evento ha costretto Zoma a maturare precocemente e ad assumersi responsabilità nei confronti della famiglia, in particolare della madre e della sorella. Sky Sport ha raccontato come il desiderio di aiutare i propri cari sia rimasto uno dei motori della sua crescita. Anche per questo, nonostante la rapidissima crescita professionale, il giocatore viene descritto come particolarmente legato alla famiglia e lontano dagli eccessi. Gli inizi nei professionisti e il trasferimento in Germania hanno rappresentato per lui non soltanto una progressione sportiva, ma anche un percorso di autonomia personale. A Norimberga si è inoltre inserito rapidamente nel gruppo, proseguendo quella capacità di creare rapporti che aveva già caratterizzato la lunga esperienza all’AlbinoLeffe.

Nel segno di Balotelli

Nella sua storia c’è anche un altro elemento particolare. Zoma ha condiviso parte del percorso all’AlbinoLeffe con Doumbia, altro giocatore cresciuto nel club lombardo e successivamente trasferitosi all’estero e ora convocato da Mancini. I due sono cresciuti insieme e hanno condiviso un percorso simile: famiglie arrivate da lontano, formazione calcistica in Lombardia e ambizione di trasformare il calcio in uno strumento per ripagare i sacrifici dei propri cari. Un rapporto che rende ancora più particolare la crescita parallela dei due talenti. L’idolo di Doumbia era Paul Pogba, mentre quello di Zoma era Mario Balotelli.

Perché Mancini ha scelto Zoma

La convocazione nella Nazionale maggiore arriva dopo un percorso nel quale Zoma non aveva seguito la tradizionale trafila delle selezioni giovanili azzurre. La scelta di Mancini si inserisce nel nuovo corso della Nazionale, che punta anche su giocatori italiani protagonisti all’estero. Il commissario tecnico e il suo staff hanno seguito da vicino le prestazioni del giocatore. Le qualità nell’uno contro uno, la capacità di giocare in più ruoli offensivi e soprattutto la produzione realizzativa mostrata in Germania hanno convinto Mancini a inserirlo nel gruppo. La concorrenza internazionale rende inoltre la sua scelta sportivamente significativa. Zoma possiede infatti anche legami familiari con Burkina Faso e Costa d’Avorio. Il Corriere della Sera ha riferito dell’interesse della Costa d’Avorio e della concorrenza del Burkina Faso per il giocatore. Ora, però, Zoma ha scelto l’Italia. La convocazione per la Nations League rappresenta il primo passo di un’avventura completamente nuova.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti