Moggi: “Thiago Motta avrebbe portato la Juve nel baratro. Tudor è attaccato ai colori”

  • Postato il 2 aprile 2025
  • Calcio
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“Hanno fatto bene a chiamare Tudor, ma sarebbe stato opportuno farlo prima”. L’analisi sulla gestione della panchina juventina di Luciano Moggi è netta e senza giri di parole. Thiago Motta, secondo la visione dell’ex dirigente, ha agito in maniera opposta rispetto a quanto ci si aspetterebbe da un allenatore: “Ha distribuito le fasce da capitano, ha cambiato i ruoli, ha fatto giocare Koopmeiners con la febbre… ci sarebbero mille cose” ha detto intervistato da Juventibus.

Le sue decisioni hanno avuto un impatto diretto sulla squadra, eppure gli è stato permesso di continuare fino a quando la dirigenza si è accorta del rischio concreto di una discesa in classifica: “Poi si sono accorti che avrebbe portato la Juve nel baratro in classifica, ma troppo tardi”. Ora il club si trova a competere con squadre di alto livello e dovrà lottare per ottenere risultati positivi: “Speriamo ce la faccia”. Il cambiamento sarebbe dovuto avvenire già dopo la sfida con il PSV, quando era evidente il disallineamento tra squadra e tecnico: “Le opinioni dei giocatori non convergevano con l’allenatore e lì andava fatto il cambiamento”.

Tudor e le responsabilità dirigenziali

L’arrivo di Igor Tudor è visto come un segnale positivo, un ritorno a un’identità più forte e riconoscibile: “Ha la maglia della Juventus nella testa”, dice Moggi. Nonostante le difficoltà e le incertezze, l’ex difensore bianconero ha accettato una sfida che altri avevano rifiutato: “È venuto dove altri avevano rifiutato, ha fatto un contratto di due mesi, impegnandosi al grande per portare la Juve”. Il suo attaccamento ai colori è un valore aggiunto, un segnale di determinazione per risollevare la squadra: “È attaccato ai colori e cercherà di fare tutto il possibile”.

Ma oltre alla panchina, si punta il dito anche sulla dirigenza. Se Giuntoli ha condiviso le scelte con Thiago Motta, allora ha una parte di responsabilità. Ma se il tecnico ha agito autonomamente, la colpa ricade solo su di lui: “Se ha lavorato di comune accordo con Thiago Motta, è responsabile anche lui. Se Thiago Motta ha fatto di testa sua, come a me sembra, c’è solo un responsabile che doveva essere mandato via prima”, conclude Moggi.

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Autore
Blitz

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