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Modello F24 con addebito automatico delle tasse sul conto corrente, come funzionerà

  • Postato il 27 giugno 2026
  • Usi & Consumi
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Modello F24 con addebito automatico delle tasse sul conto corrente, come funzionerà

All’interno dell’Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2026-2028, siglato tra l’Agenzia delle Entrate e il ministero dell’Economia e delle Finanze, entra un’importante novità che promette di cambiare le abitudini dei contribuenti. Si tratta di un piano strutturato per favorire gli adempimenti fiscali tramite l’addebito diretto, grazie all’attivazione a breve di un servizio tecnologico che consente di abbinare il codice Iban del proprio conto bancario direttamente al modello F24. L’obiettivo principale di questa misura è fare in modo che per i contribuenti sia molto più semplice pagare le somme dovute al Fisco alle scadenze prestabilite, rendendo al contempo difficile o improbabile dimenticare i versamenti obbligatori.

Attraverso il documento programmatico, l’amministrazione finanziaria adotta iniziative per ottimizzare la produttività operativa in vista di un fisco trasparente, una maggior propensione all’adempimento degli obblighi da parte dei cittadini e della riduzione del tax gap.

Modello F24, come funzionerà l’addebito automatico

Il funzionamento dell’addebito diretto delle tasse con il modello F24 avviene in precisa attuazione di quanto stabilito dall’articolo 17 del Decreto legislativo n.1 dell’8 gennaio 2024. Secondo quanto disposto da questo meccanismo normativo, per i versamenti ricorrenti, rateizzati e predeterminati, di imposte, contributi e altre somme, effettuati attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente o l’intermediario autorizzato può disporre in via preventiva l’addebito delle somme dovute per le scadenze future. Tale addebito avverrà su un conto aperto presso un intermediario della riscossione convenzionato con la stessa AdE. Una volta predisposto l’Iban, l’addebito sulla disponibilità bancaria avverrà in modo automatico nella data esatta prevista dalla scadenza.

L’addebito automatico sarà in ogni caso una scelta del contribuente e rimarrà una possibilità facoltativa, non un obbligo. Il contribuente potrà decidere in totale autonomia se attivarlo o meno, mantenendo la libertà di continuare a effettuare i versamenti anche da solo. Inoltre, l’accettazione del servizio può essere revocata in un secondo momento, permettendo al contribuente di ritornare alla riscossione tradizionale. Il sistema esclude qualsiasi addebito a sorpresa. Prima che l’Agenzia delle Entrate possa procedere con il prelievo della somma dal conto corrente, il contribuente dovrà comunque approvare, di volta in volta, il modello predisposto dall’AdE per quello specifico obbligo di pagamento. Nessun prelievo potrà avvenire senza questa preventiva validazione. Una volta approvato il modello e quindi l’importo da versare, il modello F24 verrà compilato dal sistema e l’addebito avverrà in automatico. Il vantaggio per il contribuente è che non dovrà più compilare manualmente tutti i vari campi, riducendo drasticamente i rischi di errore.

Concretamente, i modelli F24 potranno essere gestiti sempre più attraverso piattaforme digitali e canali di pagamento più rapidi, con procedure automatizzate simili a quelle già utilizzate per luce, gas, acqua o telefonia, tipo PagoPa con bollettini già prestampati, quindi tramite home banking, tabaccherie, app ed altri sistemi digitali.

Cosa manca perché sia operativo

L’addebito automatico in conto corrente al momento non è attivo, sebbene sia già normativamente previsto. Occorre, quindi, una misura attuativa che molto dovrebbe arrivare a breve visto l’annuncio fatto. Il sistema dovrebbe funzionare in modo simile a quanto già previsto per l’autoliquidazione e il versamento dell’imposta di successione e dei relativi tributi ipotecari, catastali e di bollo, per la quale è previsto l’addebito in conto corrente della somma indicata dal contribuente. Viene poi eseguito un controllo del calcolo effettuato per l’autoliquidazione ed eventuali maggiori somme sono richieste al contribuente.

I limiti tecnici e l’esclusione delle compensazioni

Nonostante la forte spinta verso la digitalizzazione e l’estensione delle modalità di addebito automatico, la normativa prevede dei confini tecnici ben precisi per l’utilizzo dei canali legati all’Iban. Esistono, infatti, delle specifiche tipologie di pagamento che non potranno rientrare nel flusso della domiciliazione bancaria diretta.

Naturalmente gli F24 con compensazioni o a zero devono essere pagati ancora tramite Entratel o altri canali dell’Agenzia delle Entrate. Questa limitazione implica che, laddove il contribuente debba utilizzare dei crediti d’imposta per compensare le somme dovute, o nel caso in cui il modello F24 si chiuda con un saldo finale pari a zero, non sarà possibile sfruttare l’automatismo dell’addebito sul conto corrente. Per queste operazioni rimarrà obbligatorio l’utilizzo esclusivo dei servizi telematici proprietari messi a disposizione dall’amministrazione finanziaria, escludendo tali modelli dal circuito dei pagamenti rapidi gestiti in modo analogo alle bollette.

I vantaggi per cittadini, imprese e intermediari

La possibilità di pagare gli F24 con modalità sempre più simili a quelle utilizzate per le bollette rappresenta un passo importante verso la semplificazione del rapporto tra contribuente e amministrazione finanziaria. Rendere i pagamenti fiscali più intuitivi, digitali e accessibili significa ridurre errori, tempi burocratici e difficoltà operative sia per i cittadini sia per le imprese. È una misura che favorisce trasparenza, tracciabilità ed efficienza amministrativa. Per i professionisti e per le aziende significa poter gestire gli adempimenti con procedure più snelle e moderne, mentre per i contribuenti sarà più semplice pagare alle scadenze senza avere dimenticanze, disservizi, sanzioni per ritardi e omissioni.

Questa non è l’unica semplificazione prevista nella convenzione. Si prevede infatti anche la delega unica, cioè la possibilità per il contribuente di fornire al proprio intermediario, come il Caf o il commercialista, la delega alla fruizione dei servizi generalizzata. Questo implica che non sarà necessario rilasciare una delega per ogni singolo atto che l’intermediario deve compiere in nome e per conto del contribuente, snellendo sensibilmente l’attività dei professionisti. Per la pubblica amministrazione, l’introduzione di questo sistema vuol dire migliorare la qualità dei controlli e velocizzare la gestione degli incassi, facilitando la riscossione delle somme e agevolando in modo diretto la lotta all’evasione fiscale.

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Il Fatto Quotidiano

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