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Misano, Marquez è il Pogacar della MotoGP? "Tutto può cambiare, ma ho la moto per vincere". Bezzecchi fa mea culpa

  • Postato il 13 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Misano, Marquez è il Pogacar della MotoGP? "Tutto può cambiare, ma ho la moto per vincere". Bezzecchi fa mea culpa

Marc Marquez ha raggiunto un primo traguardo nella sua rimonta per il titolo 2026, che ancora non è compiuta del tutto ma nel frattempo ha pareggiato il punteggio in cima alla classifica con Jorge Martin. Al GP di Misano il pilota Ducati vince mentre uno dei due rivali per il trionfo del Mondiale di quest’anno, Marco Bezzecchi, finisce ahilui a terra; l’altro rivale diretto, il citato Martin, ha concluso invece al quinto posto.

Marquez: “Dopo la caduta di Bezzecchi mi sono rilassato un po’ troppo”

In pratica il pluricampione del mondo ha guidato la riscossa della casa di Borgo Panigale con la seconda vittoria di fila dopo il tutto esaurito da parte di Aprilia a Silverstone. Ad Aragon e quindi al Mugello Marquez ha risposto con gli interessi, conquistando non solo le gare domenicali ma anche le Sprint.

E nella gara odierna lo spagnolo ha avuto gioco facile anche grazie alla caduta in curva 13 di Bezzecchi, cosa che però lo ha spinto a “rilassarsi troppo”, come ha ammesso a TNT Sports. Marquez ha anche incassato il paragone con Tadej Pogacar avanzato da Vincenzo Nibali, oggi sventolatore della bandiera a scacchi. “Pogacar è Pogacar – ha commentato l’iberico a Sky Sport – ma tutto può succedere nello sport [riferendosi alla caduta dello sloveno e conseguente ritiro alla Vuelta, ndr], noi siamo concentrati”.

Ancora, sempre a Sky Marquez ha affermato: “Sapevamo che era una gara difficile, ed è vero che dopo la caduta di Marco è stata una gara diversa, dove mi sono rilassato un po’ troppo”, ha ribadito, dicendosi inoltre “sorpreso” dall’attacco di Martin.

“Dopo Aragon mi senti più tranquillo”

“Ho gestito un po’ il distacco per controllare il rischio, è stata comunque una bella gara. Sia la Ducati che l’Aprilia sono due moto che vanno molto bene, ma hanno stili totalmente diversi: una va forte veloce e una va forte al tornantino. Sono comunque nel team e con la moto giusta per lottare per il campionato”, ha proseguito Marquez.

E infine: “La media mi ha aiutato molto, ma quando si va al limite si rischia di cadere [riferendosi a Bezzecchi, ndr]. Dopo Aragon mi sento più tranquillo, sono convinto di ciò che mi serve e provo sempre a dare il 100%, anche se poi si può anche sbagliare”.

Bezzecchi spiega cosa è andato storto

Come dicevamo, Bezzecchi è scivolato all’altezza della curva 13 perdendo l’anteriore della sua Aprilia. Fortunatamente nulla di rotto per il riminese già reduce dall’incidente al Sachsenring e conseguente operazione alla clavicola sinistra, da cui si era ripreso, e fastidi al ginocchio che invece ancora perdurano. Ma la distanza con Martin e con Marquez si allarga in classifica a 33 lunghezze.

Una brutta botta, non fisica bensì psicologica, considerando che eravamo al primo giro e Bezzecchi partiva dalla pole. Ma, nonostante ci sia stato pure il cambio della guardia nella vetta della classifica costruttori con Ducati leader su Aprilia, è prematuro affermare che al Mugello si sia ristretta a due la tenzone per il titolo, ovvero un derby spagnolo tra Marquez e Martin (anche il team manager Davide Tardozzi ha affermato nelle interviste post gara che al momento non ci sono favoriti). Nonostante il regalo che Bezzecchi ha consegnato oggi all’ex Honda.

A proposito del riminese, parlando con i media ha spiegato l’errore fatto e di cui si è assunto piena responsabilità. Il problema, ha detto, è stato la gestione della frenata con il serbatoio carico: al momento del freno “non ho chiuso bene la traiettoria e purtroppo ho perso l’anteriore”.

“Se non volevo la pressione stavo a lavorare in officina con mio padre”

Bezzecchi, che ripetiamo sta bene, ha ammesso che “è dura” ritrovarsi in una situazione quale è quella attuale (e, aggiungiamo, con un Marquez che senza i problemi fisici probabilmente sarebbe già stato leader da qualche mese): “Non possiamo farci niente, non possiamo tornare indietro. Però ora c’è l’Austria: adesso lavoriamo a casa, ci mettiamo in forma e pensiamo allo Spielberg”.

Il pilota Aprilia si porta comunque a casa il miglior risultato in una Sprint quest’anno, il secondo posto, e ha spiegato che non si è sentito campione del mondo dopo “le prime sette gare di quest’anno”. “Se non avessi voluto vivere la pressione allora sarei rimasto a lavorare nell’officina di mio padre. Invece sono qui che corro, e so che devo lottare con queste cose”, ha poi puntualizzato con i media.

Intervento in vista per Jorge Martin?

Per Martin la consolazione di aver mantenuto la vetta della classifica, per ora, pur condividendola con il rivale e connazionale. Tuttavia per l’ex campione del mondo con Ducati Pramac c’è un problema con cui dover fare i conti, ovvero una sindrome compartimentale al braccio che gli ha creato problemi con le frenate all’altezza di metà gara, come ha rivelato a TNT Sports.

Non escludendo un eventuale intervento dopo il prossimo round in Austria (come riporta anche Formula Passion, sentendo a sua volta delle fonti della scuderia di Noale che parlano di valutazioni da fare in merito), che potrebbe essere più favorevole alle Aprilia.

Autore
Virgilio.it

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