“Mio padre accantonato e scaricato come l’ultima ruota del carro, non è una marionetta”: polemica tra il figlio di Antognoni e Commisso
- Postato il 6 agosto 2026
- Calcio
- Di Il Fatto Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
“Caro Joseph, da figlio a figlio, tu credi realmente che il mio babbo rinuncerebbe alla festa del centenario della maglia per la quale ha rinunciato a tutto e rischiato la vita solo ed esclusivamente per amore, per un semplice capriccio?”. Si apre così la lettera aperta scritta da Alessandro Antognoni, figlio della bandiera viola Giancarlo Antognoni, pubblicata su Facebook e rivolta al presidente gigliato Giuseppe B. Commisso. Quest’ultimo due giorni fa, tramite comunicato stampa, aveva invitato l’ex numero 10 gigliato a partecipare ai festeggiamenti del centenario della Fiorentina in programma il 29 agosto.
Giancarlo Antognoni sembra infatti orientato a declinare l’offerta del presidente della Fiorentina, Giuseppe Commisso, per partecipare il prossimo 29 agosto alle celebrazioni per i 100 anni del club. Queste le intenzioni lasciate trapelare, al momento in maniera informale, dalla bandiera viola dopo il comunicato stampa con cui il numero uno della società aveva invitato Antognoni a tornare sui suoi passi e quindi a partecipare al centenario del club. Commisso, nel suo invito all’ex capitano, aveva lasciato intendere di essere pronto a ritirare la storica maglia numero 10 per l’intera stagione.
“Giancarlo è la Fiorentina. È Firenze. È la maglia Viola. È il giocatore più iconico di sempre ad aver indossato la maglia numero 10 della Fiorentina. È talento, eleganza e fedeltà a un solo colore. È l’amore di un uomo che ha dato alla Fiorentina qualcosa che non può essere misurato soltanto in presenze, gol o trofei. Un Campione del Mondo che ha portato la Fiorentina nel cuore ovunque sia andato. È per questo che lo voglio con tutti noi. Lo vogliamo con tutti noi. Giancarlo è parte di tutti noi”, aveva detto Commisso. Al momento però Antognoni non sembra intenzionato a cambiare idea, anche se già qualche suo ex compagno nell’avventura in maglia gigliata, come Ciccio Graziani, si è detto ancora fiducioso sulla possibilità di fargli cambiare idea.
Al messaggio di Commisso ha risposto appunto Alessandro Antognoni con una lettera aperta, scrivendo: “Tu credi realmente che il mio babbo rinuncerebbe alla festa del centenario della maglia per la quale ha rinunciato a tutto e rischiato la vita solo ed esclusivamente per amore, per un semplice capriccio? La risposta è no, non esserci per lui è un dolore profondo, ma sarebbe un dolore ancora più grande calpestare i suoi valori e ciò che ha rappresentato per Firenze nel mondo”. La lettera prosegue: “Ti racconterò un piccolo aneddoto – prosegue Alessandro Antognoni -, adesso sono in vacanza in un paesino della Campania ai più sicuramente sconosciuto e qui c’è una piccola comunità di tifosi della Fiorentina e il primo nome che collegano a questa squadra è quello di Antognoni”.
Alessandro Antognoni ha poi proseguito raccontando un altro aneddotto, che coinvolge proprio i due figli. “Io ti ho conosciuto 7 anni fa in tribuna autorità e la prima cosa che mi dicesti fu: ‘Your father is number 1’, bene queste parole dalla vostra società, tu non c’eri ma è lo stesso, non sono mai state sostenute dai fatti, mio babbo non è mai stato reso partecipe di nessuna scelta, non sono mai state sfruttate le sue doti di conoscitore profondo di calcio, fino ad essere lentamente accantonato e scaricato come l’ultima ruota del carro, in tutti questi anni non ha mai ricevuto un messaggio da nessuno della vostra società e adesso sai che sapore ha il tuo comunicato? Il sapore di ultima spiaggia per una ferita ormai insanabile”.
Il figlio di Antognoni si è poi spinto oltre, e commentando una iniziativa annunciata da Giuseppe B. Commisso, ha spiegato: “Ritirare la maglia numero 10 per un anno sarebbe la giusta considerazione? Non lo fare dammi retta, quel numero rappresenta il sogno di ogni ragazzino che inizia a giocare. Pensi che Giancarlo Antognoni sia una marionetta da tirare fuori a piacimento? Non lo è stato mai e non lo sarà adesso. Un caro saluto da un figlio di Firenze”. Fra i commenti al suo post social, da registrare quello della madre di Alessandro Antognoni, e moglie di Giancarlo, Rita, che ha scritto: “Caro Ale, bravo, hai usato le parole giuste. Siamo orgogliosi di te!”.
L'articolo “Mio padre accantonato e scaricato come l’ultima ruota del carro, non è una marionetta”: polemica tra il figlio di Antognoni e Commisso proviene da Il Fatto Quotidiano.