Mini vitalizi, extra indennità, la casta pasticciona lucana

  • Postato il 3 febbraio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Mini vitalizi, extra indennità, la casta pasticciona lucana

Il caso in Regione Basilicata, dai mini vitalizi alle indennità extra. Uffici del Consiglio regionale al lavoro sul ritorno all’indennità piena per i consiglieri regionali (dopo 9 anni). Ma resta il taglio obbligatorio dei compensi accessori. Intanto i consiglieri Pd chiariscono: «Daremo il di più ai collaboratori»


POTENZA – Rischia di tornare in aula il ripristino dell’indennità “piena” per i consiglieri regionali lucani deciso nottetempo a fine novembre. Assieme ai mini-vitalizi approvati a metà dicembre, sempre col favore delle tenebre, e già disconosciuti, tra gli altri, dal governatore Vito Bardi e dal responsabile nazione organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli.

MINI VITALIZI ED INDENNITÀ EXTRA, IL RISCHIO DEL RITORNO IN AULA


È questo lo scenario che si va delineando mentre gli uffici del parlamentino lucano ultimano i calcoli sulle spettanze degli eletti dopo le recenti modifiche normative.
Il pasticcio sta nella formulazione dell’emendamento alla legge di assestamento di bilancio che ha reso facoltativa la decurtazione dell’indennità dei consiglieri introdotta nel 2017. Per alimentare un fondo destinato a finanziare iniziative benefiche e di rilievo sociale.
All’epoca, infatti, venne tagliata del 10% non solo l’indennità base, “di carica”, ridotta da 6.600 a 5.940 euro al mese, ma anche quella accessoria, “di funzione”, che varia da 400 a 2.400 euro al mese aggiuntivi in base al ruolo ricoperto, tra giunta, ufficio di presidenza, commissioni e gruppi consiliari.

INDENNITÀ EXTRA COSA SONO E COME SONO CALCOLATE


A novembre invece, mettendo mano alla normativa, si è stabilito il principio per cui serve un’adesione preventiva dei consiglieri al prelievo del 10% sull’indennità di carica. Ma ci si è dimenticati dell’indennità di funzione. Tradendo il principio dell’adesione facoltativa, ma non solo. Perché col 10% dell’indennità di funzione si continuerà ad alimentare, seppure in misura ridotta, quel fondo “sociale” che più di qualcuno, soprattutto in maggioranza, vorrebbe “svuotare”. Attingendovi i soldi necessari a pagare i mini-vitalizi appena istituiti. Con la giustificazione che all’interno dell’ufficio di presidenza del Consiglio, dal giorno della sua istituzione, si è riusciti a raggiungere un’intesa per spenderne soltanto una minima parte.

LE PAROLE SUL CASO DEI CONSIGLIERI DEL PD CIFARELLI, LACORAZZA, MARRESE


Nel frattempo, dopo le rivelazioni del Quotidiano sull’indennità extra di 660 euro che i membri del parlamentino lucano troveranno nelle “buste paga” di gennaio, si sono fatti sentire i 3 consiglieri del Partito democratico: Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza e Piero Marrese.
«Premesso che la norma abroga la legge 37/2017, di cui siamo stati tra i principali promotori e con la quale si tagliava la nostra indennità per costituire il fondo di cui si è tanto parlato, il nostro voto è stato contrario e coerentemente non ci sarà un aumento delle nostre indennità, perché la somma andrà sui contratti dei collaboratori e/o su attività sociali».

«IL NOSTRO VOTO CONTRARIO»

Questo l’annuncio dei tre che hanno ricordato che la Corte dei conti ha bloccato un’ulteriore iniziativa della maggioranza di centrodestra tendente ad alzare le risorse a disposizione dei gruppi consiliari, a fronte dell’eliminazione dell’obbligo di destinare all’assunzione di collaboratori almeno 1.950 euro dei 4.500 euro di rimborsi per «spese di mandato» riconosciuti a ogni singolo consigliere. Senza alcun obbligo di rendicontazione.
Cifarelli, Lacorazza e Marrese hanno evidenziato che in realtà l’esigenza di «rafforzare il supporto e le collaborazioni» alla base dell’incremento delle risorse dei gruppi vi sarebbe. «Perché non esiste un ufficio legislativo a cui poter rivolgersi per costruire una proposta di legge né personale dedicato a supportare i consiglieri nel complesso iter delle leggi».
«C’è un ufficio stampa con sole due unità di personale». Hanno aggiunto. «Insomma, tutto è caricato sui collaboratori, per i quali è possibile spendere una quota massima totale di 53.000 euro lordi».

LO SBLOCCO DEI RIMBORSI DESTINATI AI COLLABORATORI


Quanto allo “sblocco” dei 1.950 euro di rimborsi destinati ai collaboratori deciso ad agosto 2024, i tre consiglieri dem hanno ricordato di aver scelto di mantenere i contratti in essere per almeno 1950 euro lordi.
«E su questi contratti, per il momento e in attesa di valutazioni generali, metteremo il netto dell’importo che ci è stato accreditato per effetto dell’abrogazione della norma che taglia del 10% le nostre indennità». Hanno aggiunto.
«Non un euro in più nelle nostre tasche – hanno concluso Lacorazza, Cifarelli e Marrese – e manteniamo fede al patto con gli elettori».

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