Mini vitalizi, i richiedenti salgono a cinque

  • Postato il 1 febbraio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Mini vitalizi, i richiedenti salgono a cinque

Caso mini vitalizi in regione Basilicata anche l’ex M5s Leggieri si fa avanti in barba alla stretta annunciata da Bardi, che per ora tace. Intanto da Roma Donzelli sconfessa il coordinatore regionale FdI, Quarto, e i suoi


POTENZA – Salgono a 5 gli ex componenti del parlamentino lucano che hanno chiesto l’accesso al mini-vitalizio. Col due volte consigliere Gianni Leggieri (M5s e poi Bacc), che è andato a unirsi al coordinatore regionale dei Fratelli d’Italia Piergiorgio Quarto, e agli ex consiglieri Dina Sileo (Lega), Gino Giorgetti (M5s e poi Misto) e Massimo Zullino (Lega e poi Bacc).

MINI VITALIZI ANCHE L’EX M5S LEGGIERI TRA I RICHIEDENTI

La richiesta del 55enne Leggieri sarebbe stata trasmessa via posta elettronica certificata alla presidenza del Consiglio regionale venerdì sera. Pochi minuti prima della scadenza del termine previsto dalla legge approvata a metà dicembre che il governatore Vito Bardi nei giorni scorsi aveva annunciato di voler cambiare, d’intesa con la “sua” maggioranza.

Eliminando proprio la retroattività, che consente agli ex di accedere al nuovo sistema previdenziale, e la facoltà di coprire la contribuzione richiesta re-impossessandosi, pro quota, delle somme destinate a finalità benefiche giacenti nel fondo alimentato col taglio delle indennità deciso nel 2017.

LEGGIERI, NEL SUO CASO LA PENSIONCINA POTREBBE RADDOPPIARE


Nel caso di Leggieri, essendo due i mandati elettivi svolti, la pensioncina da 600 euro al mese potrebbe raddoppiare, e l’erogazione potrebbe essere anticipata di 5 anni rispetto ai 65 anni previsti per i “mono-mandatari”. Andrebbero versati, però, anche il doppio dei contributi richiesti, pari a 30mila euro per mandato, per un totale di 60mila euro. Una cifra non proprio alla portata di chiunque, insomma. Specie se dovesse essere abrogata la facoltà di attingere al fondo sociale alimentato col taglio delle indennità.

MINI VITALIZI, TENSIONE IN MAGGIORANZA DOPO LO “SCHIAFFO” DI QUARTO A BARDI

Palpabile la tensione all’interno della maggioranza dopo lo “schiaffo” rifilato al governatore dal coordinatore regionale dei meloniani, Quarto. Presentando richiesta per la pensioncina in barba alla stretta annunciata dal generale proprio sulle pretese degli ex come lui.

IL GOVERNATORE BARDI NON RISPONDE ALLA RICHIESTA DI COMMENTO DEL QUOTIDIANO


Nella giornata di ieri, sabato 31 gennaio 2026, il Quotidiano ha chiesto inutilmente un commento del governatore sugli ultimi sviluppi in una vicenda che ha suscitato un’ondata di sdegno con pochi precedenti in regione.

DONZELLI: «FRATELLI D’ITALIA È CONTRO I PRIVILEGI»

A farsi sentire, invece, è stato il deputato Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia. Con una dichiarazione a “Cronache lucane” in cui ha sconfessato non tanto le rivendicazioni dell’ex consigliere regionale Quarto, quanto la gestione dell’iniziativa legislativa a monte. Iniziativa che ha avuto tra i suoi principali promotori il capogruppo dei meloniani in Consiglio, Michele Napoli («Fratelli d’Italia è da sempre contro i privilegi. La norma auspico che venga rivista radicalmente (…) Non avremmo mai consentito, se fossimo stati consultati, di dare un parere favorevole (…) Moltre altre regioni hanno garantito la continuità contributiva e consentito soluzioni capaci di valorizzare il lavoro dei consiglieri senza eccessi incomprensibili ai cittadini»).

UNO DEGLI EX CHE HA FATTO RICHIESTA PER I MINI VITALIZI: «DIRITTO SACROSANTO»


Di un diritto «sacrosanto», invece, ha parlato ad Angeloma.it uno degli ex che ha fatto richiesta della pensioncina. L’ex consigliera Sileo ha evidenziato anche una penalizzazione dal punto di vista previdenziale dovuta all’interruzione dell’attività di avvocato. E all’abbattimento della relativa contribuzione, durante i 5 anni di mandato in Regione.


A rilanciare la richiesta di un’abrogazione totale della legge, quindi, è stato il consigliere regionale di Basilicata casa comune Angelo Chiorazzo, citando proprio le rivelazioni del Quotidiano sulle richieste degli ex.

CHIORAZZO CHIEDE ABROGAZIONE TOTALE DELLA LEGGE

«Gli annunci di ravvedimento operoso del Presidente Bardi restano tali se non seguiti da atti concreti». Ha sottolineato Chiorazzo. «Finché la legge non viene modificata o abrogata, essa legittima consiglieri di ieri e di oggi a presentare richieste di vitalizio».
«È particolarmente grave inoltre che, ai sensi della norma vigente, la quota a carico dei consiglieri venga prelevata dal fondo destinato agli interventi sociali, sottraendo risorse al welfare».

«BARDI ABBIA UNO SCATTO DI ORGOGLIO ISTITUZIONALE»

«Il presidente Bardi – ha concluso Chiorazzo – abbia finalmente uno scatto di orgoglio istituzionale e voti senza ambiguità la proposta di legge del centrosinistra per l’abrogazione totale dei vitalizi. La dignità istituzionale deve essere retroattiva, non i vitalizi. È l’unica strada per ristabilire credibilità e rispetto verso i reali bisogni dei lucani, alle prese con crisi industriali, perdita di potere d’acquisto e servizi pubblici, a partire dalla sanità, che spesso non rispondono nemmeno alle aspettative minime».

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