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Minacce alla gip che ha disposto la scarcerazione del cassiere del minimarket: a Torino scatta la sorveglianza dinamica

  • Postato il 11 settembre 2026
  • Cronaca
  • Di Quotidiano Piemontese
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  • 2 min di lettura
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Minacce alla gip che ha disposto la scarcerazione del cassiere del minimarket: a Torino scatta la sorveglianza dinamica

TORINO – Sorveglianza dinamica per la giudice per le indagini preliminari di Torino che il 31 agosto aveva disposto la scarcerazione, con obbligo di firma, del cassiere 42enne coinvolto nell’inchiesta per la presunta violenza sessuale ai danni di una ragazzina di 13 anni in un minimarket.

La misura di protezione è stata disposta dalla Prefettura di Torino dopo le minacce comparse soprattutto sui social network nei confronti della magistrata. La vicenda giudiziaria, diventata nelle ultime settimane un caso discusso anche a livello nazionale, ha infatti provocato una forte reazione online, con messaggi e commenti rivolti anche personalmente alla giudice.

I controlli delle forze dell’ordine

La sorveglianza dinamica prevede il passaggio più volte al giorno degli operatori delle forze dell’ordine nei luoghi abitualmente frequentati dalla magistrata. L’obiettivo è garantire una presenza preventiva e aumentare il livello di sicurezza attorno alla giudice, alla luce delle minacce ricevute.

I messaggi, secondo quanto emerge, sono in larga parte caratterizzati da contenuti sessuali e insulti particolarmente pesanti. Alcuni sarebbero stati condivisi anche all’interno di gruppi social riconducibili a simpatizzanti dell’area dell’estrema destra e di Futuro Nazionale, il movimento politico dell’ex generale Roberto Vannacci.

La decisione sulla scarcerazione

Al centro delle reazioni c’è la decisione assunta il 31 agosto dalla gip, che aveva disposto la scarcerazione del 42enne dopo l’arresto per la vicenda che coinvolge la tredicenne. Per l’uomo era stato stabilito l’obbligo di firma, una misura cautelare meno afflittiva rispetto alla detenzione in carcere.

La decisione aveva suscitato numerose reazioni politiche e sui social, con una forte attenzione anche nei giorni successivi. Le contestazioni online, tuttavia, sono arrivate a coinvolgere direttamente la magistrata, fino a rendere necessario l’innalzamento delle misure di tutela nei suoi confronti.

La sorveglianza dinamica non rappresenta quindi una nuova misura nell’ambito dell’inchiesta sulla violenza sessuale, ma un provvedimento di sicurezza personale adottato per prevenire possibili rischi nei confronti della giudice.

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Quotidiano Piemontese

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