Milan, tutte le spine di Amorim (dal mercato alle ferie extra di Maignan)
- Postato il 10 agosto 2026
- Di Panorama
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Le ferie prolungate di Maignan e Rabiot sono solo l’ultimo capitolo dell’estate difficile del primo Milan di Amorim. Tolta la settimana del doppio colpo Gonçalo Ramos-Gila è stato tutto un inseguire o ricucire, dal ritardo nel mettere insieme il gruppo dirigente al mercato complesso in uscita passando per qualche prova non soddisfacente in amichevole.
I due francesi reduci dal Mondiale hanno avuto un supplemento di ferie ed è paradossale che la cosa sia stata ufficializzata nel giorno del rientro ad Appiano Gentile di Lautaro Martinez, capitano dell’Inter con lo scudetto sul petto. Uno suda e smania, gli altri stanno al mare: il confronto diretto è veleno per i tifosi rossoneri.
Detto che chi ha concesso il supplemento di vacanza per Maignan (fino a prova contraria punto di riferimento del nascente spogliatoio) avrà avuto mille ragioni, ma ha sottovalutato l’impatto in termini di immagine, è tutto il progetto Milan che mostra qualche lacuna preoccupante. Il tempo per correggere i difetti di costruzione c’è ancora, ma non enorme. E, soprattutto, non tiene conto di un avvio di stagione in cui i margini d’errore non esistono per una società che ha chiuso a maggio contestata ferocemente dal proprio popolo.
Averla sfangata di rimonta contro Celtic Glasgow e Inter ed essere stato travolto dal Chelsea non aiuta il Milan d’estate. In ordine sparso: questa rosa può permettersi il gioco offensivo e “dominante” di Amorim? Può non avere esterni di qualità e quantità nelle due fasi ma solo un manipolo di adattati o di cedibili? Non serve un vice Gonçalo Ramos? E almeno un altro difensore, visto che Tomori è stato bocciato?
E serviva un mese (per sul mercato) perché Amorim arrivasse alla conclusione che alcuni giocatori non sono da Milan e vanno venduti al più presto? Amorim ha detto che il suo Milan parte per vincere scudetto ed Europa League ed è meglio così piuttosto che la solita litania di quelli che si accontentano del quarto posto. Però lo scarto tra i proclami e la realtà è preoccupante e non accenna a diminuire.
Cardinale sta vivendo dentro il Milan dall’inizio della crisi di maggio, bisogna dargliene atto. Però dopo aver speso cento milioni tutto si è fermato ed è un problema: perché il suo Milan non deve gestire un cambiamento ma aggredirlo incidendo nel profondo di una rosa che con Allegri è arrivata quinta e si propone di fare un calcio all’opposto. Molto simile a quello di Fonseca, architetto del fallimento precedente.
Il tempo stringe, insomma. Servono un piano, qualche scelta definitiva (Leao dentro o fuori?) e un po’ rinforzi funzionali al tecnico portoghese. Oltre a un certo realismo che significa anche capire con umiltà che i problemi non sono spariti e la forbice rispetto all’Inter non si è ristretta. Anzi. E non solo perché il tuo capitano ha scelto di allungare le vacanze e il loro no.