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Milan, Lewandowski come Jashari: spaccatura totale tra Allegri-Tare e Furlani-Moncada, è l’ora delle scelte

  • Postato il 8 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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Milan, Lewandowski come Jashari: spaccatura totale tra Allegri-Tare e Furlani-Moncada, è l’ora delle scelte

Mentre tutta la tifoseria del Milan punta il dito contro la proprietà americana e l’ad Giorgio Furlani, emerge un nuovo retroscena che conferma la spaccatura interna alla società. Robert Lewandowski, in scadenza di contratto con il Barcellona, divide esattamente come Ardon Jashari: da un lato il ds Igli Tare e l’allenatore Massimiliano Allegri, dall’altro Furlani e il capo scouting Geoffrey Moncada. L’ora delle decisioni non è più rinviabile: Gerry Cardinale, che nel momento migliore della stagione ha fatto scalo a Milanello, deve rompere il silenzio e fare chiarezza. Ne va del futuro del club.

Milan, anche Lewandowski pomo della discordia

Il Milan è da un anno esatto alla ricerca di un centravanti. Tra trattative fallite e colpi sfumati all’ultimo momento (Boniface e Mateta), Allegri si è dovuto prima “accontentare” di Nkunku – peraltro costato oltre 40 milioni – e poi di Füllkrug. Due profili che hanno fornito un contribuito minimo alla causa. La caccia al bomber passa anche dalla qualificazione alla prossima Champions, ma intanto sul mercato si apre una possibile occasione a costo zero che fa gola al tecnico toscano, alla Juventus e a diversi club in giro per il mondo.

Lewandowski, infatti, non ha ancora sciolto le riserve sul futuro al Barcellona e il suo agente Pini Zahavi si è recentemente concesso un fugace blitz in Italia proprio per sondare eventuali scenari in Serie A. Ed è proprio qui che nasce il nodo, come riferisce il Corriere dello Sport. Tare e Allegri lo accoglierebbero volentieri per risolvere il mal del gol del Milan, ma il muro alzato dal tandem Furlani-Moncada rende l’operazione, almeno per ora, estremamente complicata. Se non impossibile.

Spaccatura totale tra Allegri-Tare e Furlani-Moncada

Una delle accuse che i tifosi muovono a Furlani nella petizione su change.org, che ha superato le 30mila sottoscrizioni, riguarda le “logiche finanziarie e la sistematica subordinazione dell’area sportiva alle esigenze di bilancio”. E, infatti, è sulle cifre legate all’affare Lewandowski che si registra l’ennesima divergenza di vedute. Per ottenere il sì del quasi 38enne polacco è necessario garantirgli un ingaggio da almeno 8 milioni. Non serve snocciolare i numeri dell’ex Bayern Monaco: la sua carriera parla da sola.

Ed è per questo motivo che, secondo Tare e Allegri, sarebbe il profilo ideale per il Milan da rinforzare in vista della prossima stagione. Con o senza Champions, il Diavolo tornerà comunque in Europa e serviranno risorse valide e affidabili in ogni zona del campo. Di diverso avviso Furlani e Moncada, che preferiscono puntare su un prospetto in grado di garantire un ritorno più a lungo termine. Un attaccante più giovane, insomma.

Lewandowski come Jashari: il precedente

Per rifondare il Napoli, devastato dall’anno post terzo scudetto, Antonio Conte ha spinto Aurelio De Laurentiis a cambiare strategia, puntando su giocatori più esperti come Lukaku, McTominay e Spinazzola. Probabilmente è ciò che avrebbe voluto fare anche Allegri nel primo anno della sua seconda era al Milan. Modric e l’occasione Rabiot a parte, c’è un caso emblematico: quello di Jashari, per cui il club ha investito 36 milioni di euro.

Una scommessa individuata proprio dal tandem Moncada-Furlani, che non ha reso anche a causa di un infortunio al perone che ne ha complicato l’inserimento. Da dicembre in poi, però, lo svizzero non è mai riuscito a conquistare la fiducia di Max, diventando il simbolo di una confusione che continua a regnare sovrana in via Aldo Rossi. Chi decide davvero?

L’ora delle scelte, chi rischia: il silenzio di Cardinale

Domenica, in occasione della sfida casalinga con l’Atalanta, San Siro tornerà a contestare. All’orizzonte nuove settimane complicate, che richiedono scelte definitive.

In questa stagione Cardinale ha fatto scalo tre volte in Italia: la prima a gennaio, la seconda a fine febbraio e poi la terza a marzo per il derby con l’Inter che aveva addirittura lasciato immaginare una possibile rimonta in vetta. Poi, il silenzio. I tifosi chiedono le dimissioni di Furlani, ma in bilico sembrano essere soprattutto Tare e Allegri. Non un segnale positivo.

Autore
Virgilio.it

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