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Milan, Cardinale caccia quasi tutti. Luca Serafini in esclusiva: “Ibra non è strutturato. Iraola da seconda fascia”

  • Postato il 27 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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Milan, Cardinale caccia quasi tutti. Luca Serafini in esclusiva: “Ibra non è strutturato. Iraola da seconda fascia”

Sono giorni di rivoluzione in casa Milan, dopo il mancato accesso alla fase a campionato della Champions League della prossima stagione maturata nell’ultimo turno della Serie A, con la sconfitta casalinga patita contro il Cagliari già salvo di Fabio Pisacane.

Una botta tremenda che ha causato un vero e proprio terremoto, societario e tecnico. Gerry Cardinale e RedBird hanno deciso di fare piazza pulita, licenziando in tronco l’amministratore delegato Giorgio Furlani, il direttore sportivo Igli Tare, il capo dello scouting Geoffrey Moncada e, dulcis in fundo, l’allenatore Massimiliano Allegri.

“Ibrahimovic non è la soluzione”

Adesso, le chiavi del rilancio sono affidate a Zlatan Ibrahimovic, l’uomo che sta incontrando e sondando i vari tecnici e dirigenti che dovranno riportare il Milan dove merita di stare. Ma il noto giornalista Luca Serafini, da sempre vicino alle cose di casa rossonera, non è proprio convinto, per usare un eufemismo, di questa scelta.

“Non ritengo assolutamente che Ibrahimovic possa essere la soluzione a tutti i problemi, tutt’altro. Non ha un percorso, non è strutturato. La cosa triste è che Cardinale, credo, continui a non capire. L’idea di quanto successo non me la sono fatta in questi ultimi giorni. È stato un percorso senza una strategia precisa, senza una filosofia sportiva e senza conoscenza della cultura calcistica italiana, della passione, del tifo, della competitività. E, soprattutto, senza capire quella che è la storia del club. E si continua con lo stesso andazzo”.

“Gli esperimenti sulla panchina del Milan? Non adesso”

In queste ultime ore, si è molto parlato della possibilità di ingaggiare Andoni Iraola come nuovo allenatore, protagonista della straordinaria stagione del Bournemouth. Mentre, per quanto riguarda la direzione tecnica e sportiva è tornato di moda il nome di Ralf Rangnick.

Dunque, tutte scelte che vanno in direzione estera. Questo può essere un problema?

“Spero che l’italianità venga data alla squadra, tanto per cominciare. Poi, bisognerebbe affidarsi ad un allenatore di esperienza, di carattere e con carisma. Gli esperimenti sulla panchina del Milan non si possono fare, storicamente e tanto meno in questo momento – continua Serafini a Virgilio Sport – La società, quando fa una scelta, deve difenderla e proteggerla. Basta vedere cosa è successo alla Roma con Gasperini e Ranieri. Una figura che non sia acclarata, rischia. Iraola che, fino ad oggi, ha un palmares da seconda fascia, deve essere messo nelle condizioni di lavorare con un direttore sportivo che lo assecondi, come profili e non come nomi. Se, però, Ibra comincia a fare quello che hanno fatto in quattro l’anno scorso (Furlani, Tare, Moncada e Allegri, ndr), la festa è finita prima di cominciare”.

Leao e il Milan? Non è ancora finita

Infine, dopo un’annata decisamente negativa, abbiamo chiesto a Serafini se la storia di Rafael Leao col Milan sia arrivata al capolinea dopo sette stagioni insieme.

“Nella situazione vissuta in questi ultimi anni, non mi sembra che Leao sia tra i primi venti problemi del Milan. Sono assolutamente convinto che con una squadra in grado di supportarlo, e sopportarlo, il portoghese possa fare ancora molto bene. La maturazione non è mai avvenuta, però può dare ancora molto in un determinato contesto”, ha concluso a Virgilio Sport.

Autore
Virgilio.it

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