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Milan-Benfica, la sliding doors di Amorim: “Perché ho scelto i rossoneri”. Cosa si sono detti Ibra e Ramos, il punto su Modric

  • Postato il 15 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Milan-Benfica, la sliding doors di Amorim: “Perché ho scelto i rossoneri”. Cosa si sono detti Ibra e Ramos, il punto su Modric

Avrebbe potuto far ritorno a casa, in Portogallo, e allenare il Benfica. Invece, ha scelto l’Italia, il Milan. L’esordio in Europa League è la sliding doors di Amorim, che nella conferenza stampa della vigilia ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto a preferire i rossoneri. A tenere banco, però, sono soprattutto le scelte di formazione del tecnico lusitano dopo la partita double face del Diavolo contro la Lazio. Amorim si è soffermato anche su Modric, il calciatore attorno al quale sarebbe dovuto nascere il nuovo Milan e che oggi è uno degli elementi più in difficoltà, come certificato dalla sostituzione all’intervallo in campionato, dopo la quale il Milan, sotto di due reti, ha acciuffato e sfiorato il sorpasso sulla squadra di Gattuso. Gonçalo Ramos e il confronto con Ibrahimovic: che cosa si sono detti.

Europa League, perché Milan-Benfica è la partita di Amorim

L’allenatore di Lisbona ha legato la sua carriera da calciatore al Benfica, ma ha chiuso all’ipotesi di un ritorno in patria dopo l’esperienza negativa al Manchester United. E l’urna beffarda di Montecarlo ha voluto che la sua avventura europea alla guida del Milan partisse proprio contro le Aquile. “Con la mia famiglia avevo deciso di prendermi un anno sabbatico: era un’idea chiara, mi ripromettevo di farlo da quattro anni. Non avrei lavorato in Portogallo, ma poi è arrivata l’offerta del Milan e non potevo rifiutare. Ho scelto il Milan e sono contento di questa decisione”, ha confessato Amorim.

Il caso Modric, la formazione e le possibili sorprese

Amorim torna sul caso Modric e ribadisce un concetto già espresso dopo la partita pareggiata in rimonta contro la Lazio: “Bisogna avere a lungo il possesso palla per far sentire Luka a suo agio. Se la gara diventa una corsa continua, allora non è più il tipo di gioco che fa al caso suo”. Poi una stoccata a difesa del croato: “Contro la Juventus si diceva che Moreira avesse giocato male, oggi è l’eroe del Milan. Dunque, nessuna conclusione affrettata su Modric: so quanto vale”.

Sulla formazione non si sbottona: “Non so se giocherà. Ogni allenatore ha un’idea della formazione titolare della propria squadra. Ma poi, per esperienza personale, avendo lottato per il campionato, le coppe e l’Europa League, è impossibile pensare solo a 11 o 14 giocatori per vincere le competizioni”. L’obiettivo di Amorim non è avere una formazione titolare fissa, ma costruire un’identità di squadra in cui tutti i giocatori possano giocare senza che la qualità del nostro gioco ne risenta. “Il concetto di formazione titolare è difficile da comprendere per me; per vincere le competizioni serve una rosa completa”. E non esclude che l’ultimo arrivato Hutchinson possa essere utilizzato dall’inizio.

Gonçalo Ramos, il mal di gol e la promessa

Grazie ai 41 gol e ai 12 assist totalizzati nelle 106 presenze con la maglia del Benfica, Gonçalo Ramos ha catturato l’interesse del PSG, che non ha badato a spese per portarlo in Francia. Alla corte di Luis Enrique, però, s’è dovuto accontentare di un ruolo marginale. E oggi si ritrova a sfidare il suo passato da attaccante del Milan.

Ramos ha una voglia matta di sbloccarsi, ma assicura: “Se segno, non esulto. Ho trascorso più tempo col Benfica che a casa mia”. Poi rivela cosa gli ha detto Ibrahimovic, che ha fatto ritorno a Milanello: “Non ho ricevuto veri e propri consigli. Ma è stato gentile, mi ha chiesto come mi trovo, come va”.

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Virgilio.it

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