Milan, Amorim si aggrappa a Pulisic dopo il diktat di Cardinale: la decisione su Modric, Rabiot e modulo
- Postato il 18 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Fiducia confermata, ma basta esperimenti. Questo, in sintesi, è quanto riferito da Gerry Cardinale a Ruben Amorim nel confronto avvenuto dopo la brutta sconfitta del Milan in Europa League contro il Benfica. Un primo scricchiolio nel rapporto tra i due, dopo i sorrisi e i proclami sul calcio dominante che avevano caratterizzato la conferenza stampa di presentazione del tecnico portoghese. Una conferenza che a molti aveva ricordato quella di Paulo Fonseca. Massima attenzione, dunque, alla prossima sfida casalinga contro il Lecce, che precede la maxi-sosta. Perché per chi ha bisogno di cambiare, anche se non sembra essere questo il caso del Milan, potrebbe essere il momento giusto. Più verosimilmente, per Amorim sarà decisivo il ciclo terribile di ottobre: sei partite che si concluderanno con il derby contro l’Inter.
- Milan, Amorim incassa la fiducia di Cardinale: ma c’è una condizione
- Contro il Lecce vietato sbagliare: Amorim si aggrappa a Pulisic
- La decisione sui senatori Modric e Rabiot
- Amorim, modulo e cosa è cambiato rispetto a Manchester
Milan, Amorim incassa la fiducia di Cardinale: ma c’è una condizione
Il ko contro il Benfica, il primo dell’era Amorim, ha fatto scattare il campanello d’allarme. Oltre alla prestazione, non sono piaciute neppure le scelte dell’ex United, partito senza i big Rabiot, Modric e Pulisic. Altro primo tempo horror, proprio come già successo contro la Lazio, poi riacciuffata dopo gli ingressi in campo del francese, di Capitan America e soprattutto di Moreira.
Di qui, la decisione di Cardinale di confrontarsi con il tecnico voluto per cancellare il calcio difensivo di Max Allegri. Il messaggio è chiaro: si va avanti insieme, ma bisogna porre un freno agli esperimenti. Il patron attende risposte, anche perché – pur senza Champions – il club di via Aldo Rossi ha speso 160 milioni per rimodellare l’organico.
Contro il Lecce vietato sbagliare: Amorim si aggrappa a Pulisic
Scocca l’ora di Pulisic, non può essere altrimenti per Amorim. Finora l’ex Chelsea si è visto solo nei secondi 45 minuti delle partite contro Lazio e Benfica, dimostrando di essere fondamentale per il Milan. Contro il Lecce, per la prima volta, giocherà dall’inizio, poi avrà tempo e modo di ritrovare la forma migliore dal momento che Pochettino non lo ha convocato in nazionale. L’americano è reduce da un fastidioso infortunio – un edema osseo nella zona di giunzione tra tibia e perone della gamba destra – che gli aveva già impedito di essere al top al Mondiale.
Per questo motivo, anche alla luce del suo storico, Amorim ha preferito gestirlo, evitando di schierarlo nelle prime tre uscite contro Torino, Venezia e Juventus. Ma adesso Pulisic è una necessità. Ha fornito ottime risposte e può essere l’elemento giusto in grado di far esplodere Gonçalo Ramos, lì davanti troppo isolato, incapace di rendersi pericoloso.
La decisione sui senatori Modric e Rabiot
Sostituito a fine primo tempo contro la Lazio dopo 45’ negativi, i peggiori da quando è al Milan, Modric ha assistito dalla panchina al ko in Europa. Amorim ha spiegato i motivi per cui in questa fase Musah può incidere più del fuoriclasse croato e che bisogna puntare ad avere il controllo del gioco per far sì che l’ex Real Madrid renda al massimo. Ma contro il Lecce, Luka ci sarà. Dall’inizio. Come Rabiot, schierato titolare solo in due occasioni. L’allenatore punta sui senatori. E prova a trovare la quadra dopo le rotazioni che hanno generato confusione e prestazioni deludenti.
Amorim, modulo e cosa è cambiato rispetto a Manchester
“Neanche il Papa può convincermi a cambiare modulo”, assicurò Amorim ai tempi della sua avventura al Manchester United, terminata con l’esonero. Dopo la sconfitta col Benfica, invece, il lusitano è parso meno fermo sulle sue convinzioni, aprendo al cambiamento per cucire un abito migliore così da esaltare le caratteristiche della squadra. Tuttavia, contro il Lecce a cambiare saranno gli uomini. La rivoluzione parte da lì, dai senatori. E con i senatori.