Migranti, la nuova stretta del governo: potranno essere trattenuti fino a quattro mesi
- Postato il 21 luglio 2026
- Politica
- Di Il Fatto Quotidiano
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Il governo italiano intensifica la politica migratoria attraverso un emendamento al decreto Giustizia attualmente in discussione in Senato. La nuova misura estende significativamente i tempi di trattenimento dei migranti, portandoli fino a quattro mesi. Questa iniziativa risponde alle pressioni della maggioranza, in particolare alle posizioni dell'ex generale Vannacci su sicurezza e immigrazione, rappresentando un ulteriore irrigidimento delle procedure di accoglienza e gestione degli sbarchi sulle coste italiane.
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L’ex generale Roberto Vannacci incalza su legittima difesa, sicurezza e immigrazione. Dunque la maggioranza di governo prova ad agire: nel decreto Giustizia in discussione in queste ore al Senato è in arrivo una nuova stretta sugli sbarchi. L’esecutivo, infatti, lunedì pomeriggio ha depositato un emendamento per introdurre nuove modifiche alla legge relativa ai trattenimenti legati alle procedure di frontiera. Nello specifico, si dà la possibilità alle questure di prorogare i termini di ulteriori tre mesi quando c’è il pericolo che il migrante possa scappare o ostacolare le procedure per il rimpatrio. Il provvedimento, comunque, deve essere sottoposto al controllo di un giudice.
La normativa attuale, infatti, prevede che il trattenimento possa durare al massimo 28 giorni (quattro settimane), senza possibilità di ulteriori proroghe. Il nuovo emendamento al decreto “Giustizia e Patto Migratorio” in discussione in commissione Giustizia al Senato (dovrà essere convertito da Palazzo Madama in settimana) quindi estenderebbe la possibilità di trattenere i migranti in attesa di capire quale sarà il suo destino da 4 a 16 settimane in tutto, da uno a quattro mesi. Il trattenimento ulteriore non può essere applicato nel caso in cui il migrante si presenti spontaneamente e se le misure alternative non sono sufficienti.
Inoltre, l’emendamento prevede anche che le nuove regole sulle procedure di frontiera vengano applicate dai giudici delle sezioni specializzate nell’immigrazione del territorio dove si trova il centro e non più genericamente i giudici della Corte di Appello. Questo al fine di “coordinare” e applicare le nuove normative relative al nuovo Patto di asilo europeo.
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