Migranti, cooperative dell'accoglienza rischiano la chiusura
- Postato il 25 agosto 2026
- Di Tgcom24
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La crisi del sistema di accoglienza italiano emerge dalla drastica riduzione degli arrivi migratori: con il 54% di sbarchi in meno rispetto al 2026, le 5mila strutture dedicate restano semivuote. Le cooperative che hanno fondato il loro modello economico sull'ospitalità si trovano in difficoltà finanziaria, poiché i compensi statali dipendono dalla occupazione effettiva dei posti letto. La ricerca di nuove categorie di migranti, come i cosiddetti dublinnanti, rappresenta un tentativo di salvare il sistema dalla bancarotta, ma molti centri hanno già avviato la chiusura definitiva.
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
Migranti, cooperative dell'accoglienza rischiano la chiusura
Niente migranti, quindi niente guadagni: è l'equazione indigesta per molte cooperative che sull'accoglienza hanno costruito il proprio business. Il crollo degli sbarchi, pari al 54% rispetto al 2025, ha infatti lasciato praticamente vuoti i cosiddetti CAS, i Centri di accoglienza straordinaria gestiti dalle cooperative. Si tratta di circa 5mila strutture, con una capacità complessiva di accoglienza fino a 80mila persone. Ma i migranti arrivati dall'inizio dell’anno sono appena 18 mila. Una sproporzione abissale tra domanda e offerta che sta mettendo in difficoltà il sistema. Uno dopo l'altro, molti bandi non sono stati rinnovati e le cooperative annaspano: con le stanze vuote, infatti, vengono meno anche i rimborsi. Per evitare la chiusura definitiva, ora guardano con speranza ai cosiddetti "dublinanti", individuandoli come nuovi potenziali ospiti e come possibile fonte di inattesi guadagni. Ma il tempo stringe e molti centri hanno già iniziato a chiudere. È accaduto già in Abruzzo, Veneto, Sicilia, Lombardia e Toscana. Continua a leggere...