“Mi hai ridato la vita facendomi diventare nonno, ora tocca a me e ti dono il mio rene”: la commovente storia di Luciano Tredese e sua nuora Camilla Camporese
- Postato il 4 gennaio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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“Tu mi hai ridato la vita facendomi diventare nonno di Maria Vittoria e adesso è giusto che io faccia lo stesso con te”. Con questa premessa un uomo di 71 anni ha deciso di donare un rene (espressione che per una volta può essere usata in senso letterale e non metaforico, ndr) alla nuora che ne aveva bisogno in quanto “affetta da una malattia genetica”. Una storia di amore, riconoscenza e solidarietà che viene riportata dal Gazzettino. Protagonista è Luciano Tredese, che ha teso una mano alla 35enne Camilla Camporese.
“Le barelle si incrociano, lei entra in sala operatoria con il cuore gonfio di emozione proprio mentre lui esce, sorridente e felice, convinto di avere appena fatto a 71 anni il gesto migliore della sua esistenza” scrive la testata. Nella sezione chirurgica, Luciano Tredese ha lasciato un rene per donarlo a sua nuora. La donna inizialmente non era d’accordo con la generosa volontà del suocero, che in un secondo momento è riuscito a convincerla spiegandole la più profonda motivazione dietro il proprio gesto: “Tu mi hai ridato la vita facendomi diventare nonno di Maria Vittoria e adesso è giusto che io faccia lo stesso con te”. Operazioni sempre delicate, quelle del trapianto e dell’espianto, ma il giornale veneto fa sapere che entrambi stanno bene, e che se lei prova ancora una volta a ringraziarlo, l’uomo ribatte: “Basta, per me è una gioia immensa vederti guarita. E poi da quando ho un rene solo sto meglio, non ho più la pressione alta…”.
A proposito della malattia che l’ha portata al trapianto, Camilla fa sapere: “Vengo da una famiglia sfortunata per quanto riguarda le malattie genetiche renali, con mio nonno che è stato uno dei primi nel Veneto a sottoporsi a dialisi. Dei suoi 4 figli 2 avevano la stessa patologia, entrambi trapiantati: per lo zio l’intervento è stato risolutivo, per mia mamma un po’ meno. Nel 2020 ho partorito, però all’ottavo mese ho accusato un’importante insufficienza renale e mi hanno seguito i medici che avevano curato la mamma e che avevo conosciuto da piccola […] All’inizio ho avuto un rifiuto e non volevo andare a fondo temendo di avere la malattia della mamma che odiavo. Alla fine guardando Maria Vittoria che aveva pochissimi giorni ho deciso di reagire e di sottopormi ad analisi approfondite e da lì si è aperto un nuovo capitolo della mia vita”.
Fino al 2022 si è sottoposta ad accertamenti; poi gli specialisti l’hanno informata che l’unica soluzione per lei era il trapianto. Da lì la ricerca di un donatore, trovato proprio tra le mura di casa. “Non volevo che lui facesse questo per me, ma non c’è stato verso” racconta ancora a proposito della generosità del suocero. “Lui era accanto al mio letto e quando l’ho visto ho pianto tanto. Mi ripeteva che era felice e ripeteva di stare benissimo”.
Il lieto fine di questa storia è stato scritto grazie all’eccellenza dell’Unità Operativa Complessa Chirurgia di Trapianti di Rene e Pancreas dell’Azienda Ospedale Università di Padova, diretta dalla professoressa Lucrezia Furian. Furian in persona, definita uno dei migliori specialisti al mondo, ha effettuato l’intervento, mantenendo così la promessa fatta a Camilla Camporese che glielo aveva espressamente chiesto.
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