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“Mi ha preso dal nulla e mi ha insegnato a camminare, nella passerella e nella vita. I suoi occhi si posarono su un ragazzo che non aveva più sogni e decisero che valeva qualcosa”: il supermodello Fabio Mancini ricorda Giorgio Armani

  • Postato il 5 settembre 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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“Mi ha preso dal nulla e mi ha insegnato a camminare, nella passerella e nella vita. I suoi occhi si posarono su un ragazzo che non aveva più sogni e decisero che valeva qualcosa”: il supermodello Fabio Mancini ricorda Giorgio Armani

“Maestro GA, oggi è passato un anno da quando se n’è andato, ma la verità è che non se n’è mai andato davvero“. Comincia così la lettera che il modello e attivista Fabio Mancini ha dedicato sui social a Giorgio Armani, a un anno esatto dalla sua scomparsa venerdì 4 settembre. “È in ogni passo che faccio, nel modo in cui guardo il mondo, nella disciplina che applico a ogni singolo giorno della mia vita“, ha scritto.

“L’Italia in queste ore è piena di lei. Parlano del genio, del Re, del mito che ha cambiato la storia. Io guardo quelle pagine e sorrido, perché dietro il titano che tutto il mondo celebra, io vedo l’uomo. Vedo quegli occhi azzurri e severi che un giorno, quasi vent’anni fa, si posarono su un ragazzo che non aveva più sogni, e decisero che quel ragazzo valeva qualcosa“, ha ricordato Mancini.

E ancora: “Mi ha preso dal nulla, Maestro. Mi ha insegnato a camminare, non solo sulla passerella, ma nella vita. Ricordo ancora la sua voce, il suo tocco fermo sulle mie spalle per correggere la postura, l’ossessione per quel dettaglio che faceva la differenza. Mi ha regalato una vita che non avrei mai osato nemmeno sognare: vent’anni di sfilate, di campagne mondiali, di traguardi che la storia della moda ricorderà come record, ma che per noi erano solo la nostra quotidianità”.

Nel suo post, il modello ha tenuto a sottolineare tutti gli insegnamenti di Re Giorgio. Lui si sta impegnando a tramandarne l’eredità: “Tutto ciò che mi ha trasmesso, quell’idea di eleganza pura che non è mai apparire, ma essere, non è rimasto chiuso in un cassetto o confinato nei ricordi del passato. Oggi la sto trasmettendo ai più giovani. Quando incontro le nuove generazioni, vedo nei loro occhi lo stesso smarrimento che avevo io alla loro età. E allora parlo a loro di lei, del valore del sacrificio, dell’umiltà e del rispetto. Cerco di essere per loro quella guida e quel faro che Lei è stato per me. E proprio pensando a loro, voglio dirle che presto manterrò quella promessa che le ho fatto anni fa. Quel patto silenzioso nato tra noi, che custodisco nel cuore e che sta finalmente per prendere vita, per dare continuità a tutto ciò in cui abbiamo sempre creduto”.

Poi un messaggio finale, con una nota di nostalgia: “Mi manca il suo rigore protettivo, la sua genialità silenziosa. Ma oggi non voglio piangere la sua assenza. Voglio celebrare la fortuna immensa di aver camminato al Suo fianco per metà della mia vita. Grazie perché so che continua a proteggermi. Grazie per avermi salvato”.

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Il Fatto Quotidiano

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