Mentre nel mondo infuriano le guerre, in Italia si continua a litigare e non pensare alle riforme
- Postato il 14 luglio 2026
- Politica
- Di Blitz
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Mentre i conflitti globali si intensificano in diverse regioni del pianeta, l'Italia rimane paralizzata da divisioni politiche interne che impediscono l'avanzamento delle riforme strutturali necessarie. Le forze parlamentari continuano a concentrarsi su scontri ideologici anziché affrontare le sfide economiche e sociali urgenti. Questo ritardo riformista rischia di compromettere la competitività nazionale in un contesto internazionale sempre più complesso e instabile.
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
Ogni giorno che passa la situazione si fa sempre più incandescente. Non solo perchè in Medio Oriente e in Ucraina la tregua è finita e le bombe distruggono strade e palazzi. Non solo perchè si continua a morire, mentre lo stretto di Hormuz è di nuovo chiuso. Senza poi contare le minacce e le relative vendette iraniane che vorrebbero uccidere molti leader europei tra cui Giorgia Meloni.
L’ideologia vince ancora e invece che pensare alla pace e alle riforme che dovrebbero riguardare noi tutti, si pensa esclusivamente a come far fuori il nemico e spadroneggiare in lungo e in largo dimostrando di essere i più forti.
Ad Hormuz, il momento è paradossale. Gli iraniani difendono la “proprietà” di quel tratto di mare e ne vietano il passaggio. Gli Stati Uniti sostengono l’esatto contrario: saranno loro a verificare il traffico.Non solo,ma chiunque vorrà transitare in quelle acque dovrà pagare una tassa pesante. Così, le due guerre non hanno mai fine. Questo tragico e drammatico particolare investe i potenti della terra i quali ritengono che il conflitto deve continuare fino a che non ci sia un vincitore e un vinto. Nelle contrapposizioni, noi in Italia siamo maestri, se ci fosse una cattedra di una simile materia non avremmo rivali.
È sotto gli occhi di tutti il lungo braccio di ferro che contrappone gli uni e gli altri, cioè la maggioranza di destra e l’opposizione di sinistra. Il nostro Paese dovrebbe risolvere problemi urgenti come la sanità, la migrazione, la sicurezza. Invece di mettersi tutti intorno a un tavolo per trovare quel denominatore comune capace di superare gli ostacoli che impediscono una favorevole soluzione, si continua imperterriti a cercare il pelo nell’uovo in grado di dimostrare da che parte sia la ragione.
D’accordo, siamo in piena campagna elettorale anche se alle elezioni politiche del 2027 mancano ancora molti mesi. Ma possibile mai che non si trovi un solo argomento che possa favorire un accordo? Un minimo di concordia che faccia fare al Paese un passo avanti?
Pare proprio che questo sia un obiettivo respinto senza sè e senza ma dagli uomini del Palazzo, troppo impegnati a portare acqua al proprio orto. Fuor di metafora, trovare uno scranno in Parlamento che li tranqullizzi per il resto della prossima legislatura. Il litigio si estende invece che diminuire. Di fronte non ci sono soltanto gli esponenti dei due schieramenti, ma anche quelli che appartengono ad uno stesso gruppo.
Il Pd trionfa in questo caso. Le correnti aumentano, i riformisti sono contro i rivoluzionari, ma tra i primi non c’è quel feeling necessario per raggiungere una opinione comune. Alla pletora di persone che non vedono di buon occhio la segretaria di via del Nazareno, se ne contrappongono altre che hanno lo stesso traguardo, ma una ideologia diversa. “Lo sciame centrista” lo hanno definito diversi commentatori. Che cosa vogliono? Un Pd che abbia connotati differenti, una specie di vecchia DC, moderata ed a un tempo progressista, ma non troppo. Nel campo largo (che dovrebbe rimanere tale se la sinistra volesse vincere), si staglia di prepotenza il “dissidio” fra Giuseppe Conte e Elly Schlein.
Chi tra i due dovrà essere il candidato in grado di opporsi e magari battere Giorgia Meloni alle politiche? Il leader dei 5Stelle mette in evidenza i suoi atout, cioè aver governato il Paese con alleanze dissimili, la segretaria risponde che lei è la responsabile di un partito che è maggioranza nell’opposizione. Così talvolta, come sul riarmo, i si e i no sono tanti, di modo che non si trova il bandolo della matassa. Avviene a sinistra, ma anche a destra gli scriccholii sono tanti perchè Forza Italia e anche Lega sono a favore delle preferenze a differenza di una parte degli alleati. Con Marina Berlusconi che confonde ancora di più il rapporto fra i tre partiti. Di contro, c’è una situazione internazionale molto preoccupante con minacce che mettono in dubbio i negoziati.
Che cosa fare? Continuare a litigare per una poltrona invece che unire tutti i paesi del vecchio continente e rendere forte una Europa in grado di difendersi da sola perchè l’America di Trump non ne vuole più sapere dell’Occidente? Questo è un interrogativo che destra e sinistra in Italia, senza distinzioni di sorta, dovrebbero porsi ventiquattro ore su ventiquattro perchè il pericolo bisogna prevenirlo. Come un virus di cui si conosce la terapia.
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