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“Sul decreto Sicurezza, che io non considero un pasticcio, stiamo raccogliendo alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati e trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc, perché non c’erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma. Ma la norma rimane, perché è una norma di assoluto buon senso e francamente mi stupisce quello che ho sentito dire dalle opposizioni in questi giorni”. A dirlo è la premier Giorgia Meloni parlando con i giornalisti a margine della visita al Salone del Mobile.
La premier ha aggiunto: “Non mi è esattamente chiara la ragione per la quale noi che riconosciamo il gratuito patrocinio all’avvocato che assiste il migrante, che fa ricorso contro un decreto di espulsione – ha aggiunto Meloni – non dobbiamo invece riconoscere il lavoro di quel professionista che assiste un migrante quando volontariamente sceglie di essere rimpatriato. A me non è chiaro. Mi pare che sui rimpatri volontari assistiti siamo d’accordo. È una strumento che l’Europa ci chiede di intensificare, è uno strumento che continuiamo a portare avanti e uno strumento che stiamo lavorando per rafforzare”. “Almeno su questo mi pareva che fossimo d’accordo. Ora scopro che non siamo d’accordo più neanche sul rimpatrio volontario assistito – ha concluso -, ma noi andiamo comunque avanti”.
Meloni e Piantedosi (foto Ansa) – Blitz Quotidiano
Opposizioni protestano, Piantedosi: “Faremo una correzione”
Il Governo punta dunque ad andare avanti portando “a casa” l’emendamento approvato al Senato che introduce un compenso di 615 euro per i legali che assistono i migranti nelle procedure di rientro nei Paesi d’origine, somma pari al contributo già previsto per gli stessi migranti e riconosciuta “ad esito della partenza dello straniero”. Alle opposizioni, ed anche al Colle che ha presentato delle riserve, la norma non va giù.
Durante la seduta dell’aula della Camera in cui si discuteva proprio del dl sicurezza, c’à stata una forte opposizione portata avanti dalla minoranza che ha chiesto la convocazione di una conferenza dei capigruppo per capire come maggioranza e governo hanno intenzione di procedere sulla norma che ha problemi sia di coperture finanziarie, sia di legittimità costituzionale. “Lo scontro istituzionale” sul decreto sicurezza “non può essere banalizzato”, ha detto in apertura la capogruppo del Pd Chiara Braga. “Quello che è accaduto è di una gravità straordinaria”, ha detto il segretario di Più Europa Riccardo Magi. “I rilievi del Colle sono stati molto chiari”, ha affermato Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra.
Parlando della norma, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato: “Ci sono state molte discussioni sul tema dei rimpatri volontari assistiti e io tengo a precisare davanti a questa assemblea parlamentare che tale istituto non rappresenta certo un’ invenzione di questo governo. Sono previsti nel nostro ordinamento da oltre 10 anni in attuazione di norme europee e nazionali. Abbiamo preso atto di alcune sensibilità che sono espresse su un punto specifico della norma e ci predisponiamo ad una sua correzione”.
Parlando ancora dei rimpatri volontari assistiti, Piantedosi ha aggiunto: “Non sono ispirati solo dall’idea di regolamentare un fenomeno ma assolvono ad una funzione etica perché consentono al migrante che ne faccia richiesta di essere assistito per poter fare rientro volontario in sicurezza nel suo paese di origine. La stessa commissione Ue ne ha incoraggiato e sostenuto in modo crescente l’attuazione”, ha aggiunto. Il ministro ha sottolineato come l’Italia sia “il paese che fino ad oggi effettua meno rimpatri volontari assistiti”. Che “sono l’alternativa ai rimpatri forzosi”, ha rimarcato. Per Piantedosi approvare “provvedimenti che favoriscano rimpatri e reinsediamenti corrisponde agli stessi obiettivi sollecitati dall’Ue”. “A nome del governo rivolgo un invito chiaro e deciso a questa Camera ad approvare questo importante testo di legge – ha concluso a cui confidiamo si aggiunga presto la storica riforma dellapolizia locale e al ddl che integrerà il patto europeo asilo ed immigrazione”.
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