Meloni annuncia un Piano casa Italia: siamo alla propaganda spicciola, ecco perché
- Postato il 9 gennaio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Fio- Psd ha recentemente reso noto i dati relativi a quella che viene definita “la strage invisibile” quella delle persone senza fissa dimora relativa al 2025. Dati terribili sui quali il Fatto Quotidiano ha già pubblicato un esauriente articolo nei giorni scorsi. Se nel corso del 2025 sono morte 414 persone senza dimora il 2026 non si è aperto con una inversione di tendenza, anzi, anche il 2026 non nasce sotto auspici migliori, nei primi 5 giorni dell’anno sono morti 10 senza fissa dimora di età tra dai 25 anni ai 70.
Questi primi morti si sono registrati 3 in Lombardia, 2 in Toscana, 1 rispettivamente in Abruzzo, Puglia, Campania, Lazio e Veneto. Sono indicative anche le città dove sono avvenute le morti: in Lombardia 1 ad Ostiglia, 1 a Taleggio e 1 a Milano; in Toscana a Firenze sono morti 2 persone senza fissa dimora; 1 rispettivamente a Treviso, Castellana Grotte, Capaccio Paestum, Roma. Questo evidenzia come la questione dell’inclusione delle persone senza fissa dimora non riguarda le sole grandi aree urbane ma investe l’intero territorio nazionale. Invece sempre più spesso assistiamo a Comuni che si accorgono dell’emergenza freddo o caldo in dicembre avanzato o ad agosto avanzato per l’emergenza caldo, segno che siamo di fronte ad una grave sottovalutazione e mancata programmazione degli interventi.
Le cause che hanno portato nei primi 5 giorni del gennaio 2026 alla morte 10 persone senza fissa dimora sono: 6 su 10 per malore generico, ai quali vano aggiunti, 1 morto per tossicodipendenza; 1 per infarto, 1 per ipotermia e 1 per aggressione/omicidio. Sembra evidente il nesso tra tutela della salute delle persone senza fissa dimora e le loro cause di morte. In questi casi si denota una grave insufficienza del servizio sanitario nazionale che pur garantendo il pronto soccorso, poi, non riesce ad assistere le persone senza fissa dimora in maniera continuativa. Il tutto aggravato dall’assenza di politiche abitative per senza fissa dimora.
Eppure l’Ue si era data l’impegno di risolvere la questione dei senza tetto entro il 2030. Si vede che era un intervento solo paventato visto che il famoso Piano casa europeo prevede interventi pubblico/privato per finto social housing per realizzare case che non sono e non saranno, né case popolari né programmi di housing first destinati ai senza fissa dimora.
Un Piano casa europeo che di fatto ricalca l’ancora presunto Piano casa Italia, più volte tratteggiato dal Presidente del Consiglio Meloni e dal ministro Salvini, per il quale, hanno detto, sarebbero stati individuati 15 miliardi di euro, di questi c’è solo una minima traccia nell’ultima legge di bilancio. Si può leggere, nella legge di bilancio, di 50 milioni nel 2027 e 50 milioni nel 2028, quindi nulla nel 2026. Poi ci sarebbero 560 milioni complessivi dal 2028 al 2030. Per fare cosa? Lo si evince dalla dichiarazione in conferenza stampa della Presidente Meloni che ha confermato di nuovo, senza citare date, il prossimo varo da parte del governo, di un articolato Piano Casa finalizzato a mettere a disposizione nei prossimi dieci anni centomila case a prezzi calmierati ovvero social housing pubblico/privato basato su una rigenerazione urbana trainato dalla speculazione immobiliare con risorse pubbliche e su immobili pubblici.
Infatti, il governo parla di 100mila case in dieci anni a canone calmierato ovvero solo 10.000 case l’anno cioè il nulla, persino per affrontare il solo disagio abitativo delle famiglie in povertà relativa. Questo quando ci sono 70.000 case popolari che in due anni potrebbero essere recuperate, ovviamente nella legge di bilancio per il 2026 non c’è traccia di linea di finanziamento per questo intervento, siamo alla propaganda spicciola sulla pelle dei poveri.
Dal governo quindi nessun segnale concreto di intervento che affronti strutturalmente sia la vasta precarietà abitativa, delle famiglie in povertà assoluta o con sfratto, sia la questione dei senza fissa dimora per i quali i programmi housing first non sono stati mai degni di menzione.
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