Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Mélenchon “il rosso” lancia la sfida a Le Pen per l’Eliseo: “Abolire il debito francese detenuto dalla Bce”. Ma a sinistra c’è un “labirinto di candidati”

  • Postato il 26 agosto 2026
  • Mondo
  • Di Il Fatto Quotidiano
  • 2 Visualizzazioni
  • 5 min di lettura
In sintesi

Jean-Luc Mélenchon si prepara a una possibile contesa presidenziale nel 2027 contro Marine Le Pen, proponendo misure economiche controverse come l'annullamento del debito francese gestito dalla Banca centrale europea. La strategia del leader della sinistra radicale mira a affrontare la crisi finanziaria francese attraverso politiche di rottura con l'establishment europeo. Tuttavia, la frammentazione della coalizione progressista rappresenta un ostacolo significativo nella corsa all'Eliseo.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Mélenchon “il rosso” lancia la sfida a Le Pen per l’Eliseo: “Abolire il debito francese detenuto dalla Bce”. Ma a sinistra c’è un “labirinto di candidati”

Mentre i sondaggi proiettano Jean-Luc Mélenchon verso il ballottaggio delle presidenziali del 2027 contro Marine Le Pen, il leader di La France Insoumise alimenta il dibattito politico in Francia con la sua proposta radicale di “dare fuoco” a una parte del debito pubblico francese per risolvere le difficoltà finanziarie del Paese. Se eletto – afferma – sopprimerà tra 600 e 635 miliardi di euro del debito pubblico detenuto dalla Banque de France a nome della Bce, la Banca centrale europea, pari cioè al 18-20% del debito totale della Francia. In un video diventato virale nelle ultime settimane Mélenchon diceva: “Basta prenderli e mandarli al fuoco: non ci sono più e nessuno si accorgerà che sono scomparsi”. L’idea era già comparsa nel pieno della pandemia di Covid e figurava anche nel suo programma per le presidenziali del 2022. A sostenerlo è l’uomo d’affari, vicino alla sinistra, Matthieu Pigasse, per il quale “la cancellazione potrebbe avvenire senza alcun impatto economico e finanziario”. Altri economisti denunciano invece una lunga lista di rischi – perdita di fiducia dei mercati, aumento dei tassi d’interesse, esplosione dello spread o ancora pressioni inflazionistiche -, oltre a sollevare problemi giuridici. “Se Mélenchon fa quello che dice la crisi finanziaria è assicurata – ha tuonato il ministro dell’Economia, Roland Lescure -. È illegale e non conforme ai trattati europei”.

Di sicuro Mélenchon verrà chiamato a spiegarsi sulla sua proposta al dibattito organizzato domani dal Medef, la Confindustria francese, allo stadio Roland-Garros, che riunisce sette candidati alle presidenziali del 2027, tra i quali Marine Le Pen. Per tutti i sondaggi, la leader del Rassemblement national è sempre nettamente in testa al primo turno del 18 aprile 2027. È invece aperta la battaglia per il secondo posto. E per la prima volta l’indagine Harris Interactive-Toluna di lunedì scorso, che attribuisce alla Le Pen il 35-38% delle intenzioni di voto, colloca Mélenchon tra il 16 e il 17% (contro il 12% di aprile). Il leader LFI si contende cioè ormai l’accesso al ballottaggio con Édouard Philippe, ex primo ministro e leader di Horizons, candidato del centro più competitivo di Gabriel Attal, segretario del partito macronista Renaissance. Philippe ha incassato anche il sostegno di esponenti della destra repubblicana. Valérie Pécresse, governatrice della regione di Parigi, ha per esempio evocato la necessità di un’alleanza di centro-destra proprio per bloccare l’ascesa di Mélenchon, mentre la candidatura LR di Bruno Retailleau non decolla.

Indipendentemente dal nome dello sfidante, Marine Le Pen si trova in ogni caso in posizione di forza, e malgrado la condanna in appello per frode all’Ue, per imporsi all’Eliseo il 2 maggio. Secondo il sondaggio Harris, in una sfida con Mélenchon, la Le Pen otterrebbe il 68% contro il 32%. Il leader LFI, già ufficialmente candidato per la presidenza da mesi, ha approfittato della sua rentrée politica per rilanciare la propria ambizione: riunire intorno a sé l’intera sinistra, mentre le altre formazioni stanno ancora cercando chi le rappresenterà. “La vittoria è possibile”, ha detto, in chiusura della festa del partito a Châteauneuf-sur-Isère che, secondo gli organizzatori, ha riunito 10.000 militanti.

Una parte consistente della sinistra respinge tuttavia l’ipotesi di un’unione attorno a Mélenchon. Le fratture nate all’interno del Nouveau Front populaire dopo le legislative del 2024, le divergenze sulla politica internazionale e il controverso stile politico del leader LFI, complicano di fatto la ricostruzione di un fronte delle sinistre. Ancora più improbabile da quando Raphaël Glucksmann ha ufficializzato la propria corsa all’Eliseo. L’eurodeputato, fondatore di Place publique, ha annunciato su TF1 di voler “risollevare la Francia”: Glucksmann parteciperà alle primarie del Ps cercando così una legittimazione più ampia. Per ora la sua candidatura non compatta la socialdemocrazia francese, tanto che Mediapart parla di “labirinto socialista”. Hanno già annunciato la partecipazione alle primarie Jérôme Guedj, ala destra del Ps, il deputato Philippe Brun, promotore di una “linea popolare”, e Ségolène Royal, a vent’anni dalla sconfitta contro Nicolas Sarkozy. Potrebbero aggiungersi alla lista Boris Vallaud, capogruppo dei deputati socialisti, e Olivier Faure, primo segretario del Ps, che potrebbe fare il passo alla festa di partito del 28-29 agosto a Blois. La lista dovrà essere definitiva entro il 15 settembre. Altri esponenti socialisti potrebbero presentare autonomamente.

È il caso dell’ex presidente François Hollande e il suo ex premier, Bernard Cazeneuve. Il voto dei militanti, socialisti e di Place Publique, si svolgerà online in due turni, il 9-10 e il 16-17 ottobre. Il regolamento vieta espressamente “l’accordo con LFI alle legislative”. Nello scrutinio Glucksmann parte favorito. L’eurodeputato difende la costruzione di una sinistra europeista e ecologista. Corteggia gli ecologisti e promette una “rivoluzione ecologica” in cento giorni se è eletto. Ha già ottenuto il sostegno dell’ex candidato verde Yannick Jadot. Anche LFI guarda con interesse ad una possibile alleanza con gli Ecologisti, mentre Marine Tondelier, segretaria dipartito, favorevole all’unione delle sinistre, mantiene per ora la sua candidatura.

L'articolo Mélenchon “il rosso” lancia la sfida a Le Pen per l’Eliseo: “Abolire il debito francese detenuto dalla Bce”. Ma a sinistra c’è un “labirinto di candidati” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

Potrebbero anche piacerti