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Maturità 2026, Alberto Pellai promuove le tracce dei temi: “Argomenti che hanno a che fare con l’analisi di questi tempi e la fatica di crescere in quest’epoca. La meraviglia? È l’antidoto all’ansia”

  • Postato il 18 giugno 2026
  • Scuola
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Maturità 2026, Alberto Pellai promuove le tracce dei temi: “Argomenti che hanno a che fare con l’analisi di questi tempi e la fatica di crescere in quest’epoca. La meraviglia? È l’antidoto all’ansia”

“Sono piacevolmente sorpreso dal fatto che la maggior parte dei temi proposti prendono spunto da concetti che avevo trattato nel mio libro “Allenare alla vita”. Sono argomenti che hanno a che fare con l’analisi di questi tempi e la fatica di crescere in quest’epoca”. A promuovere le proposte della tipologia C (attualità) e B (argomentativo) della Maturità 2026 è Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta, ricercatore e scrittore italiano.

Il testo tratto da Mario Calabresi,Alzarsi all’alba” è particolarmente piaciuto a Pellai: “E’ una riflessione importante da fare in età evolutiva. E’ uno dei temi con i quali i ragazzi si devono confrontare con i loro genitori e gli adulti. Siamo in un momento storico in cui dobbiamo decidere se alzare o meno ancor più l’asticella: il rischio enorme dell’Intelligenza artificiale è proprio quello di togliere la fatica nel cercare le risposte”. Lo psicoterapeuta è convinto che “togliere la fatica contrasti con la ricerca della gratificazione istantanea”. Il suo pensiero va allo sport, tema che anche i ragazzi potrebbero aver preso come riferimento per affrontare la traccia: “La competenza dell’atleta è basata sulla capacità di fare fatica e il doping è proprio espressione dell’anti-fatica”.

Promosso da Pellai anche il testo di Wenke Husmann pubblicato sulla rivista “Internazionale” con il titolo “Funziona a meraviglia” a gennaio 2026: “La meraviglia – dice Pellai – è l’antidoto all’ansia, alla paura. Di fronte all’ignoto puoi sentire di essere respinto o attratto ma se ci entri dentro vai a cercare la meraviglia. Quest’ultima è una grande spinta alla crescita”.

Pellai si entusiasma anche per i riferimenti alla natura che riporta il testo dell’autrice: “La meraviglia oggi è stata sostituita dall’ipereccitazione. Quando un ragazzo entra in una piattaforma fa ciò che fanno tutti gli altri, non scopre niente di nuovo. La meraviglia ha a che fare con la multisensorialità, una pratica ben nota ai bambini”. Infine, la proposta tratta da Frank Furedi: “I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere “. Nell’analisi proposta ai ragazzi si cita proprio il termine “adultescenti” e si chiede agli studenti di commentarlo: “E’ una bella occasione per raccontare le fragilità a specchio, quelle dell’adulto. Un modo per parlare dell’“adultescenza” che sconfina in un tempo regressivo anziché evolutivo. In questo tema in molti – precisa Pellai – potranno ribadire perché hanno bisogno di veri adulti”.

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Il Fatto Quotidiano

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