Massoneria, il Tribunale rimette il gran maestro di Rossano alla guida del GOI
- Postato il 21 febbraio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Massoneria, il Tribunale rimette il gran maestro di Rossano alla guida del GOI

Schede invalide, il gran maestro di Rossano Antonio Seminario torna al vertice della principale obbedienza della massoneria italiana
CATANZARO – Un’ordinanza del Tribunale di Roma rimette in sella il gran maestro di Rossano Antonio Seminario alla guida del GOI, il Grande Oriente d’Italia, la principale obbedienza massonica nazionale. Il provvedimento è stato notificato soltanto ora nonostante sia stato emesso in seguito al reclamo contro una precedente ordinanza emessa dal giudice Maurizio Manzi il 28 ottobre 2024.
Ma, soprattutto, giunge in una fase in cui le divisioni nel GOI sono tali e tante da portare a giochi di potere al limite della regolarità massonica. Stanno, infatti, già arrivando disconoscimenti internazionali. Intanto, pende un reclamo del rivale Leo Taroni che potrebbe di nuovo ribaltare l’esito. L’udienza è fissata per il prossimo 4 marzo. La decisione è molto attesa in Calabria, la regione con la più alta concentrazione di logge massoniche (sono circa 200 tra regolari e irregolari, come emerso da un’inchiesta del Quotidiano).
ELEZIONI E RICORSI
Proviamo a riepilogare i fatti. Tutto nasce dalle contestatissime elezioni del 3 marzo 2024. Il candidato gran maestro romagnolo aveva ottenuto la maggioranza dei voti. Ma la commissione elettorale, con una delibera del 10 marzo 2024, aveva riscontrato illegittimità affidando così lo scettro al calabrese. In particolare, la commissione annullò 248 schede di voto, perché depositate nelle urne senza la preventiva rimozione del talloncino antifrode. Taroni si rivolse al Tribunale di Roma che, il 25 ottobre 2024, sospese la nomina del gran maestro Seminario ritenendo illegittimo l’annullamento delle schede da parte della commissione.
CORTE CENTRALE
Dopo meno di un mese, il 15 novembre 2024, si riunisce la Corte centrale del GOI che cambia le carte in tavola. Da chi è presieduta? Da Domenico Bellantone, figlio del più noto Ugo, capo supremo della loggia Morelli di Vibo Valentia, una delle più discusse del GOI. L’organismo della giustizia massonica ritiene nulli non solo i voti espressi con le schede da cui non era stato tolto il talloncino ma anche quelli delle sezioni di Albenga e Gorizia, togliendo ulteriori preferenze a favore di Taroni.
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PRIMA ORDINANZA
Il 27 dicembre 2024 Taroni impugna, davanti alla giustizia ordinaria, la decisione della Corte centrale del GOI. L’ordinanza della giudice Flora Mazzaro arriva dopo oltre un anno, il 30 gennaio 2026. La giudice ritiene prevalente il principio della segretezza del voto su quello del favor voti. «Correttamente la Corte Centrale ha ritenuto invalide le schede cui non era stato staccato il talloncino», è detto nell’ordinanza. E ciò in quanto la segretezza del voto non è garantita nell’ipotesi in cui il talloncino riportante il numero identificativo della scheda non venga rimosso.
NUOVA ORDINANZA
La novità è che è appena stata notificata un’ulteriore ordinanza del Tribunale di Roma, stavolta in composizione collegiale, decisa nella camera di consiglio del 2 settembre 2025. Secondo il collegio presieduto da Giuseppe Di Salvo e composto, inoltre, da Flora Mazzaro e Enrica Ciocca, il provvedimento della Corte centrale rappresenta «l’unico atto idoneo a determinare la cifra elettorale di ciascuna lista». I giudici hanno pertanto revocato la decisione del giudice Manzi che aveva sospeso l’efficacia della nomina di Seminario.
https://www.quotidianodelsud.it/calabria/cronache/lanalisi/2026/02/03/massoneria-giochi-di-potere-nel-goi-bloccano-la-svolta-legalitariaL'”INSTALLAZIONE”
Una decisione che giunge in accoglimento del reclamo dell’avvocato Raffaele D’Ottavio per conto del GOI. Il GOI targato Stefano Bisi, gran maestro in prorogatio, che aveva adottato il decreto di insediamento di Seminario. Lo stesso Bisi ha invitato alla cerimonia di “installazione” di Seminario, prevista a Rimini il 7 marzo prossimo, le gran logge regolari della massoneria mondiale. Nella sua comunicazione non appare il nome del gran maestro eletto. Forse perché, a questo punto, non c’è più bisogno di nuove elezioni.
IL RECLAMO
Pende però il reclamo di Taroni. Secondo uno dei suoi legali, l’avvocato Lorenzo Borrè, «La decisione della Corte centrale del GOI è ingiusta perché applica una normativa che riguarda le elezioni politiche e non tiene conto della giurisprudenza formata che sancisce il principio del favor voti. Il rispetto della volontà dell’elettore – aggiunge il legale – viene meno là dove la violazione della segretezza sia imputabile alla volontà dell’elettore e non a terzi. Nella fattispecie, non a un’omissione del presidente di seggio che non ha rimosso il talloncino. Il presidente di seggio non può avere potere di vita o di morte».
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