Mascherine Covid, Conte: “Ho consegnato ai pm un verbale ricevuto in forma anonima, quei dispositivi erano contraffatti. Assurda la transazione da 100 milioni del governo Meloni”
- Postato il 6 agosto 2026
- Politica
- Di Il Fatto Quotidiano
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L’attesa e più volte rinviataaudizione in Commissione Covid di Giuseppe Conte è appena iniziata quando l’ex presidente del Consiglio inizia a sfogliare le pagine di un documento. Dice di avere già consegnato tutto lunedì, appena entrato in possesso, alla Procura di Roma e chiede al presidente di acquisirlo agli atti. Si tratta, spiega il leader del Movimento 5 stelle, di un “documento del 2022”, un verbale riguardante le mascherine della JC Electronics da lui ricevuto “in forma anonima”. “È di interesse pubblico se sono stati pagati 100 milioni che possono essere il corrispettivo di mascherine contraffatte“, attacca Conte.
Ma di cosa si tratta? La società citata da Conte è quella di Dario Bianchi, l’imprenditore divenuto – nei mesi scorsi – il principale accusatore della gestione della pandemia proprio nelle audizioni in commissione Covid e frequentatore di diverse manifestazioni organizzate da Fratelli d’Italia. Società protagonista di un contenzioso legale sulla fornitura di mascherine durante la pandemia. Fornitura bloccata, con risoluzione contrattuale, dalla struttura commissariale che avrebbe ritenuto quei dispositivi non a norma. La società di Bianchi ha fatto però causa allo Stato: in primo grado, la presidenza del Consiglio e il ministero della Salute sono stati condannati al pagamento di 203 milioni di euro oltre a interessi di mora. Ma prima dell’appello, il governo Meloni – a ottobre del 2025 – ha sottoscritto una transazione con la JC Electronics: 100 milioni per chiudere la vicenda (con il parere positivo dell’Avvocatura dello Stato).
Cosa c’è nei documenti depositati da Conte? “Leggendo questo verbale emergerebbe che tutti i colli che sono in quel momento depositati presso un deposito di Pomezia non sarebbero corrispondenti, non sarebbero mascherine che hanno un’efficacia filtrante e avrebbero addirittura i colli, nel documento di accompagnamento, una rappresentazione contraffatta“, sottolinea il leader M5s. “Ora leggendo i colli” presenti nel documento, “c’è proprio una partita di 7.857.000 pezzi. E nella sentenza del Tribunale di Roma che è stata posta a fondamento di questo accordo transattivo – spiega Conte – c’è a un certo punto la stessa partita“. Secondo Conte, pertanto, quel verbale – di 10 pagine, tutte siglate, “arrivato con i nomi oscurati ma ci sono tutte le qualifiche” – avrebbe potuto ribaltare il contenzioso con la società.
“Io non ho elementi per fare accertamenti diretti – sottolinea Conte – non ho elementi per operare ricostruzioni, però per coscienza civica ho segnalato alla Procura perché c’è la possibilità che siano stati transatti e consegnati a una società privata 100 milioni dallo Stato, una cifra oggettivamente enorme per un singolo imprenditore, per addirittura mascherine che non erano corrispondenti a quelle che erano le caratteristiche anticipate e dichiarate”. Per questo, incalza l’ex premier, la vicenda “”è assolutamente meritevole di approfondimento”.
Il presidente della Commissione, Marco Lisei di Fratelli d’Italia, interrompe subito Conte: “È fuori dal nostro perimetro, non possiamo indagare su fatti successivi alla pandemia”, dice il meloniano. “È di interesse pubblico se sono stati pagati 100 milioni che possono essere il corrispettivo di mascherine contraffatte”, replica Conte aggiungendo che una “transazione fatta a 100 milioni senza aspettare il giudizio cautelare è una assurdità giuridica ed economica, sotto ogni punto di vista. Si attendeva la sospensiva, avrebbe completamente ribaltato il potere negoziale”.
Intanto, però, la vicenda giudiziaria si è chiusa con la transazione. “È stato fatto un decreto legge in fretta e furia a fine ottobre – continua Conte – in cui è stato appostato un fondo di 100 milioni per una transazione che è stata conclusa due giorni dopo. E la particolarità di questa vicenda è che l’amministratore delegato, che è stato chiamato in questa commissione più volte, l’ultima volta, quando la transazione era stata già sottoscritta, non ha detto nulla. E in questa occasione per la prima volta ha parlato dell’avvocato Di Donna“, ex collega del leader del M5s, “ha tirato fuori una cosa che prima non aveva mai tirato fuori”.
Così il leader del Movimento 5 stelle avverte: “Oggi grazie a questa occasione diffido assolutamente le amministrazioni dello Stato, e parlo del ministero della Salute, a effettuare questo pagamento. Da Palazzo Chigi o dal Ministero della Salute confido che l’ordine di pagamento materialmente non sia stato ancora eseguito. Facciamo questi approfondimenti nell’interesse pubblico”, ha concluso Conte.
Subito è arrivata la replica della Jc Electronics Italia S.p.A.: “Il documento di dieci pagine di cui parla il presidente Conte, pervenutogli in forma anonima, non è una novità: un documento di dieci pagine sulle mascherine Aoxing è già stato portato in giudizio dallo Stato, insieme al dossier dei militari della Struttura Commissariale, ed è uscito indenne dal vaglio della magistratura“, scrive la società. “La società – si legge ancora – ricorda che il tribunale di Roma ha rigettato la querela di falso proposta dall’Avvocatura dello Stato per conto della presidenza del Consiglio e del ministero della Salute contro la certificazione delle mascherine Aoxing AX-KF95, condannando le amministrazioni alle spese”: l’esito positivo delle analisi è stato “pacificamente attestato sia dall’Inail sia dalla perizia tecnica svolta dall’Agenzia delle Dogane su richiesta della stessa struttura commissariale”, con prova di tenuta “risultata conforme” alla norma UNI EN 149:2009, prosegue la nota.
La palla passa adesso alla Procura di Roma che lunedì ha ricevuto da Conte i documenti citati in audizione.
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