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Marocco, Fatima Ezzahra El Mansouri è la prima donna alla guida del governo

  • Postato il 30 settembre 2026
  • Esteri
  • Di Paese Italia Press
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Marocco, Fatima Ezzahra El Mansouri è la prima donna alla guida del governo

Il Marocco affida per la prima volta nella sua storia la guida del governo a una donna. Il 29 settembre 2026, re Mohammed VI ha nominato Fatima Ezzahra El Mansouri, leader del Partito Autenticità e Modernità (PAM), incaricandola di formare il nuovo esecutivo. Una scelta che segna un passaggio inedito nella vita istituzionale del Regno e porta una figura femminile ai vertici del potere politico, in un Paese nel quale la monarchia mantiene un ruolo centrale negli equilibri costituzionali.

La nomina segue le elezioni legislative del 23 settembre, nelle quali il PAM ha ottenuto 97 seggi sui 395 della Camera dei rappresentanti, diventando la prima forza parlamentare. Il risultato, tuttavia, non consente al partito di governare da solo. La maggioranza assoluta richiede infatti 198 seggi e sarà quindi necessario raggiungere un accordo con altre formazioni politiche per dare vita a una coalizione.

Al secondo posto si è classificato il Raggruppamento nazionale degli indipendenti (RNI), con 66 seggi, seguito dallo storico partito Istiqlal, che ne ha conquistati 65. Il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (PJD), di orientamento islamista, ha ottenuto 54 seggi e ha annunciato che resterà all’opposizione. Le consultazioni per la formazione del nuovo governo rappresentano pertanto il primo banco di prova per El Mansouri, chiamata a costruire un’intesa parlamentare in grado di sostenere l’azione dell’esecutivo.

Nata a Marrakech nel 1976, El Mansouri ha intrapreso gli studi giuridici, proseguendo la propria formazione anche in Francia e negli Stati Uniti. Avvocata specializzata in diritto immobiliare, è entrata nella politica nazionale dopo aver maturato una significativa esperienza amministrativa nella sua città d’origine. Nel 2009 è stata eletta sindaca di Marrakech, diventando la prima donna a ricoprire questo incarico. Dopo una pausa, è tornata alla guida dell’amministrazione comunale nel 2021.

Il suo percorso politico si è sviluppato all’interno del PAM, fondato nel 2008 e orientato alla modernizzazione delle istituzioni e della società marocchina. Nel 2021 El Mansouri è stata nominata ministra della Pianificazione territoriale, dell’Urbanistica, dell’Edilizia abitativa e delle Politiche urbane, entrando nel governo guidato da Aziz Akhannouch. Un incarico che le ha consentito di confrontarsi con questioni strategiche per lo sviluppo del Paese, dalla pianificazione delle città alle politiche abitative, fino agli interventi di ricostruzione dopo il terremoto che ha colpito la regione di Al Haouz nel 2023.

La nuova premier si trova ora di fronte a un’agenda complessa, nella quale le aspettative di crescita economica si intrecciano con le difficoltà occupazionali e le richieste di miglioramento dei servizi pubblici. La disoccupazione giovanile, il costo della vita, l’accesso alla sanità e all’istruzione sono tra le questioni che incidono maggiormente sul rapporto tra cittadini e istituzioni. A queste si aggiunge la necessità di sostenere gli investimenti infrastrutturali in vista dei Mondiali di calcio del 2030, che il Marocco ospiterà insieme a Spagna e Portogallo.

La partecipazione elettorale costituisce un ulteriore elemento del quadro politico. Alle consultazioni del 23 settembre ha votato circa il 38% degli aventi diritto, una percentuale inferiore a quella registrata nelle precedenti elezioni legislative. Il dato richiama l’attenzione sulla partecipazione democratica e sulle aspettative di una parte della popolazione, soprattutto delle giovani generazioni, nei confronti delle istituzioni e delle prospettive economiche del Paese.

L’insediamento di El Mansouri assume anche una dimensione che supera i confini nazionali. La sua nomina la rende la seconda donna nel mondo arabo a ricoprire la carica di capo del governo, dopo la tunisina Najla Bouden, in funzione dal 2021 al 2023. Un cambiamento nella rappresentanza istituzionale che si colloca in un contesto ancora caratterizzato da forti differenze nell’accesso delle donne ai ruoli decisionali.

Per il Marocco si apre una nuova fase politica, nella quale il profilo della prima donna alla guida del governo dovrà misurarsi con la costruzione di una maggioranza, la definizione delle priorità economiche e la gestione delle relazioni tra le diverse forze parlamentari. L’azione del nuovo esecutivo sarà osservata anche sul piano internazionale, in particolare nell’ambito dei rapporti con l’Unione europea e con i Paesi del Mediterraneo, con i quali Rabat intrattiene relazioni strategiche sul piano commerciale, diplomatico e migratorio.

La portata storica della nomina è legata a un primato istituzionale, mentre la sua traduzione in risultati concreti dipenderà dalle scelte politiche e amministrative del nuovo governo e dalla capacità di rispondere alle esigenze della società marocchina.

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