Marine Le Pen apre la corsa per le presidenziali: al centro il tema casa e la priorità ai francesi per gli alloggi sociali
- Postato il 14 settembre 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Un debutto tutto focalizzato sui temi interni, sulla vita reale dei cittadini: per lei e il Ressemblement National la priorità nazionale sono “prima i francesi”, a partire dalla casa. Prima di tutto il resto, della politica estera, della guerra in Ucraina, dell’Europa. Perché le presidenziali sono da intendere come una “battaglia che non si può perdere per salvare la nostra cultura, la nostra civiltà, il nostro modo di vivere”. È tornata in campo Marine Le Pen, e la sua lunga corsa verso le presidenziali di aprile-maggio è cominciata. Messe da parte – in un comizio nelle sue terre elettorali del Pas-de-Calais, il profondo nord francese, il feudo di Hénin-Beaumont – le polemiche per le divergenze vere o presunte con Jordan Bardella, Le Pen è apparsa determinata a sfruttare fino in fondo il vantaggio acquisito sugli avversari: al primo turno, è oltre il 34%, con oltre 10-15 punti di vantaggio su qualsiasi avversario. Al ballottaggio, la spunterebbe con tutti: l’avversario più temibile è l’ex premier di centrodestra Edouard Philippe, che resterebbe comunque sotto di una decina di punti. Con questo tesoretto accumulato mese dopo mese, dopo aver rischiato di dover abbandonare la corsa per la condanna penale nel processo per gli illeciti nella gestione degli assistenti all’Europarlamento, Marine Le Pen vuole arrivare fino all’ultimo rettilineo, quando – probabilmente – dovrà affrontare una parte della campagna elettorale con il braccialetto elettronico.
Non è stato, davanti a duemila fedelissimi, un comizio in cui ha preso di mira gli avversari, troppo distanti da lei nei sondaggi, preferendo temi più tecnici che politici. La bandiera che ha sventolato per tutto il discorso è quella di un grande classico del partito, fin da quando suo padre Jean-Marie, fondatore del Front National, antenato del Rn, gridava nelle piazze “La France aux Français”, la Francia ai francesi. Ed ecco, al punto 1 del programma, la “priorità nazionale”, un “diritto naturale e giusto”, un “privilegio” e una “misura sociale”. “Con noi – ha detto – i francesi, quali che siano il loro colore della pelle o la loro religione, la loro origine o la loro residenza, saranno prioritari in casa loro”. Le Pen ha promesso che la casa sarà “uno dei grandi cantieri” del suo mandato presidenziale ed ha auspicato di “dare la priorità dell’accesso agli alloggi sociali ai francesi” e di “riservare” a loro gli aiuti per l’alloggio.
Il principio cardine, il credo fondamentale del partito, è che i francesi debbano “essere prioritari in casa loro”, quindi – contrariamente a chi considera questa un’aberrazione del diritto – “avere in Francia più diritti degli altri”. Nella costruzione dialettica scelta per questo esordio, dalla precedenza obbligatoria per chi è francese – “a prescindere dal colore della pelle, dalla religione, dall’origine” – discende immediatamente il tema della casa, dell’alloggio, che “sarà uno dei grandi cantieri del mio quinquennio”, ha annunciato, certa di vincere nelle elezioni del 18 aprile e 2 maggio prossimi. Alloggi sociali “con accesso prioritario per i francesi”, ai quali saranno “riservati” anche gli aiuti dello Stato per l’abitazione. Poi, abolizione della legge che impone quote di alloggi sociali nei comuni, obbligo di vendere “un determinato numero di alloggi sociali ai francesi”, “espulsione delle famiglie delinquenti” dalle case popolari.
Insistendo sul tema delle case e su un grande classico come la priorità ai francesi, Marine Le Pen ha accuratamente evitato ogni accenno alle polemiche che hanno accompagnato il periodo estivo, i disaccordi più o meno evidenti con il giovane presidente Jordan Bardella, che la applaudiva dalla prima fila ma che ha dovuto incassare il rientro nella casella del “candidato premier”, dopo aver per mesi vestito i panni del possibile presidente. I due hanno mostrato divergenze evidenti, sull’età pensionabile, sul divieto del velo islamico, e molto altro. Ma oggi, non è emerso un accenno a questi piccoli inciampi, anzi, in apertura del discorso Le Pen ha ricordato che oggi è “il compleanno di Jordan“, che ha compiuto 31 anni fra gli applausi dei presenti. “Il progetto di risanamento” del Paese “vogliamo portarlo avanti con Jordan Bardella”, ha aggiunto una mezz’ora più tardi, durante il discorso. Le presidenziali saranno “una battaglia contro le forze del declino”, “se noi non trionferemo, ci porteranno dal declino alla caduta. E’ ora di fermare il tracollo“, ha detto Le Pen nel suo primo comizio, breve e tecnico, prima dell’atteso bagno di folla, dei selfie, delle strette di mano.
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